Accettare il cambiamento: come riuscirci senza subirlo

Accettare il cambiamento-mano protesa verso il cielo tiene un acchiappasogni con albero e piume

Accettare il cambiamento è difficilissimo per la maggior parte delle persone.

Eppure il cambiamento è un aspetto imprescindibile della vita, qualcosa senza il quale la vita stessa nemmeno potrebbe esistere.

Se ci pensi, le cose cambiano, le persone cambiano. In continuazione.

Nasciamo e ci evolviamo in un flusso di eventi che mutano costantemente.

E noi, senza volerlo, cambiamo vita in ogni istante, perché noi stessi e la realtà cambiamo in ogni istante!

Questo accade sempre. Anche se fatichiamo a pensare di poter cambiare e poter così cavalcare quell’onda inevitabile e parte essenziale della vita.

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Lo vedi?

Non esiste essere vivente che non si evolva: ciò che non cambia, muore.

Il cambiamento è l’essenza stessa della vita!

Ecco perché imparare a viverlo in modo sano e positivo imparando ad accettarlo, significa imparare a vivere anziché morire dentro.

Accettare significa accogliere, ma per farlo bisogna imparare a lasciarsi andare, anziché opporsi.

Ma per farlo dobbiamo aprirci alla curiosità di scoprire cosa porta, anziché chiuderci nella paura di perdere le nostre certezze e attaccamenti. Saper scorrere con la vita imparando ad essere flessibili senza abituarci mai.

Angelica Piccaluga lo ha scoperto osservando la vita con uno sguardo profondo.

Uno sguardo capace di andare oltre l’apparente vuoto che ogni cambiamento lascia, oltre alle sfide e le difficoltà che porta con sé.

Si è accorta che, se guardi bene, il cambiamento crea uno spazio prezioso. Quello necessario per accogliere il nuovo e dare un senso profondo alla vita.

Tutto questo lo ha scritto mentre frequentava il nostro Corso per diventare Mental Coach e ora lascio a lei la parola 🙂

 

L’essenza della vita

Donna anziana felice con sorriso e mani appoggiate sulle guance

Ho sempre amato osservare, sai?

Da piccola mi ritrovavo a guardare le persone nei loro rituali: come mia madre piegava i vestiti, quando mio padre si prestava a disegnare per me, come mio nonno rientrava in casa con i prodotti del suo orto.

Erano tutti convinti di operare sempre allo stesso modo, eppure io vedevo che in realtà c’era sempre qualcosa di diverso dalla volta prima.

Mi incuriosivano i cambi di sguardo e di postura, mi domandavo quanto riflettessero un moto interiore: sarà quiete che diventa tristezza? Oppure è solo stanchezza?

Ammiravo anche i cambi di stagione e di stato: mi sorprendevo di come le foglie assumessero un colore diverso in autunno, di come la finestra si copriva di goccioline di vapore quando si cucinava.

Osservavo la mia merendina al cioccolato diventare poltiglia sciolta dopo ore rimasta chiusa nello zaino.

Non amavo parlare: ero convinta che gli occhi e le orecchie fossero più potenti della voce.

Mi piaceva “sbirciare” dentro l’anima delle cose.

Certo, con la voce arrivavi prima e ovunque, eppure con gli occhi (aiutati dalle orecchie) percepivi qualcosa che “aprendo la bocca” si perdeva.

Ma cos’era?

Credo fosse l’essenza mutevole della vita: il suono e il colore del mondo in costante trasformazione.

Ecco, io penso che se affiniamo il nostro sguardo e il nostro sentire ci accorgiamo che l’essenza della vita è proprio il cambiamento.

 

Perché è difficile accettare il cambiamento?

Donna sconsolata con dita stringe l'attacco del naso e con altra mano sorregge occhiali

Facciamo fatica ad accettare il cambiamento. Vorremmo restare fermi come rocce, eppure se ci guardiamo dentro e attorno in realtà fluiamo come acqua: nulla resta uguale a se stesso.

Anche noi ci rinnoviamo istante dopo istante.

Non è solo una questione biologica, ma anche una scelta più profonda e consapevole.

Ogni istante siamo posti di fronte alla domanda: qual è la cosa giusta da fare? Vado a destra o a sinistra?

Ed è anche da questa valutazione che può prendere avvio il cambiamento.

Cambiare significa trasformare, alterare uno stato.

Ma se è insito nella vita, perché lo temiamo tanto?

“Sai quel che lasci, ma non sai qual che trovi!”

Non recita così il detto?

Già, cambiare può far paura, perché comporta l’abbandono di quello stato di “quiete” che ormai conosciamo.

Le regole del gioco non ci sono più familiari.

Cosa ci sarà dietro quella porta?

Non lo sappiamo.

Insomma, tentenniamo ad abbracciare l’ignoto, perché abbiamo paura che potrebbe in qualche modo “minacciarci” o metterci in difficoltà.

Temiamo che se “abbandoniamo” una relazione, un lavoro, un posto, per quanto ci stiano stretti, troveremo di peggio.

Ma se non fosse necessariamente così?

Dico, se dovesse invece essere una porta aperta verso la crescita?

Ci pensi mai? 🙂

Dove sta scritto che ciò che ti attende sarà peggiore?

Penso che il segreto sta nel togliere la propria felicità dal piatto.

Se fossi felice sia restando nella relazione che “uscendo”?

Se la tua serenità non venisse intaccata cambiando lavoro?

Se tu fossi in grado di costruire sempre quella sicurezza che attribuisci alla tua città?

Ricorda questo:

  • Ogni scelta porta con sé occasioni di crescita che non avevi previsto.
  • Ogni fine è il preludio di un’opportunità.
  • La differenza la fa la tua capacità di costruire da dentro anziché prendere fuori.

Sempre.

 

Bisogno e attaccamenti: come non accettare il cambiamento

Non ci leghiamo mai alle cose, idee, persone o situazioni, ma a ciò che significano per noi.

Come quando compri un prodotto o servizio, in realtà stai comprando un beneficio, qualcosa che soddisfi un tuo bisogno.

Acquisti un’auto?

Non stai solo comprando un mezzo di trasporto, ma la libertà di muoverti quando e dove vuoi, la comodità di non dover dipendere da altri per spostarti, e forse il prestigio di possedere un certo tipo di veicolo.

Lo vedi?

Anche sulle persone, luoghi, situazioni spesso accade lo stesso: proiettiamo un nostro bisogno.

Ci aggrappiamo per tenerci stretto quel “guadagno”.

Forse un po’ triste a dirsi, ma nella maggior parte dei casi io scelgo te perché tu sei più in grado di soddisfare un mio vuoto, rispetto a un altro.

Ed è proprio il senso di vuoto che spesso avvertiamo quando “ci tocca” cambiare.

Quella angosciante sensazione di non aver più un obiettivo che ci motiva, o ancora di aver perso un punto di riferimento. Un pezzo di identità.

Ti è mai capitato? 🤔

In me si è palesato diverse volte.

Faceva capolino puntualmente ad ogni fine ciclo: al termine dell’Esame di maturità, dopo la Laurea, alla fine di una relazione, di una vacanza o di un momento festoso.

Sai cosa ho notato però?

Due cose interessanti:

  1. Più avevo riposto o investito in quell’oggetto, relazione, persona, momento, più il senso di vuoto era amplificato.
  2. Più mi abituavo alla nuova situazione più esso decresceva.

Forse la chiave sta proprio in questa duplice consapevolezza:

da un lato si tratta di donare un nuovo significato a quel vuoto, o meglio alla tua vita, dall’altro di accogliere il cambiamento riconoscendolo come mero passaggio.

Ti spiego meglio.

 

Accogliere il cambiamento scoprendo il vero senso del vuoto

Accogliere il cambiamento-ragazzo sdraiato nell'erba guarda lontano

Quando parliamo di vuoto ci prefiguriamo una perdita, un qualcosa che ci viene tolto, giusto?

Ma se anche qui adottassimo una nuova prospettiva?

Se iniziassimo a vederlo come uno spazio necessario per far entrare qualcosa di nuovo e costruttivo?

Se quel vuoto fosse necessario per sviluppare una comprensione più profonda della realtà e per predisporsi a nuove esperienze?

Forse allora dovremmo iniziare a cercare, o meglio, a dare un senso profondo alla nostra vita che trascenda quella relazione, quel lavoro, quella vacanza o quel momento.

Penso che il senso di vuoto non vada colmato (con nuove cose, persone, situazioni, idee), ma sfruttato per capire cosa conta davvero.

Perdo il lavoro? Finisce una relazione? Muore una persona a me cara?

Anziché piangere la “fine” dovrei guardare prima cosa c’è dentro quel vuoto e poi sbirciare fuori, in un costante in and out.

Lo scopo?

Vedere profondamente (ma allo stesso tempo con uno sguardo dall’alto) cosa resta al di là di tutto.

E forse a quel punto ti accorgerai che il vuoto assume valore, diventa pienezza quando vivi ogni attimo presente con la giusta intenzione.

Quando accogli davvero ciò che è finito e lo usi come opportunità per costruire il presente per quanto diverso da ieri.

Ed è proprio questo che resta: l’amore che metti nel qui e ora.

Certo, il cambiamento induce uno stacco, un rivedere le proprie abitudini, ma spesso ci dimentichiamo proprio che è solo una transizione.

E se impariamo a viverla con la giusta prospettiva, accettare il cambiamento diventa possibile.

 

Cambiare (poco) per abituarsi a poter cambiare (tutto)

Non appena mi abituo alla nuova condizione che succede?

Già, niente più vuoto.

Si tratta quindi anche di sviluppare quella flessibilità che consente una rapidità maggiore nell’abituarsi.

Come farlo?

Iniziando a cambiare qualche piccola abitudine… Perché no? 🙂

Variare ad esempio il tragitto casa-lavoro, cambiare la disposizione degli oggetti in casa, il modo in cui cucini, l’orario in cui pranzi o ceni…

Imparare qualcosa di nuovo, iniziare a cimentarti in quella cosa che magari ti alletta, ma che non hai mai concretizzato per paura del nuovo.

Apprestarti anche a conoscere una visione diversa dalla tua: avvicinare l’orecchio a musica, parole, pensieri differenti.

Si tratta insomma di apportare qualche (piccola) modifica che ti consenta di creare nuovi sentieri mentali.

Nuove opportunità di pensiero, quell’apertura che ti “abitua” a non abituarti mai (scusa il gioco di parole).

E se unisci questa flessibilità alla profonda fiducia che dietro ogni evento, per quanto impegnativo, nuovo, diverso, ci sia un senso più grande e sempre per te, beh sai che ti dico?

Allora hai vinto.

 

Cambiamento: cosa devi sapere per poterlo accettare

Cambiamento-giovane ragazza tiene su mano aperta soffioni che volano via

Ripensando a questo articolo di Angelica, mi viene in mente una frase sul cambiamento.

“Tutto passa, solo l’amore resta”

Già 🙂

E quando si tratta di accettare il cambiamento, il succo di tutto è racchiuso in queste domande.

 

Perché il cambiamento è importante?

Il cambiamento è importante in quanto aspetto imprescindibile dalla vita e ne costituisce la sua stessa essenza. Senza cambiamento la vita non esisterebbe.

Accoglierlo significa aprirsi ad essa per crescere ed evolvere cogliendo ogni opportunità che il cambiamento porta con sé, invece di condannarsi ad una morte interiore.

 

Perché è difficile accettare i cambiamenti?

Accettare i cambiamenti è difficile perché significa lasciare andare le proprie certezze e affacciarsi all’ignoto.

Non sappiamo cosa succederà e se lo sapremo gestire, temiamo di perdere i nostri attaccamenti e con essi il nostro benessere e la nostra felicità.

 

Come si accoglie il cambiamento?

Ecco cosa fare per imparare ad accogliere il cambiamento:

  • Capire che ogni scelta porta con sé occasioni di crescita
  • Considerare la fine di qualcosa come il preludio di un’opportunità
  • Aprirsi alla curiosità di scoprire cosa porta
  • Riconoscere il cambiamento come un passaggio e non una perdita
  • Sviluppare flessibilità nelle proprie abitudini di tutti giorni
  • Sviluppare una profonda fiducia che dietro ogni evento, per quanto impegnativo, nuovo, diverso, ci sia un senso più grande
  • Imparare ad amare, perché l’amore è l’unica certezza, l’unica cosa che non passerà mai

Serena Sironi

Serena Sironi

Nel 2007 la mia vita difficile mi ha avvicinata alla crescita personale. Ho capito che era lì la soluzione alla mia infelicità! Solo 10 anni dopo però, con la Scuola di Indipendenza Emotiva su diventarefelici.it, è iniziato il mio percorso verso una vera rinascita. Ho scoperto chi sono davvero, ritrovato il senso della vita e la voglia di vivere ogni cosa con gioia ed entusiasmo. Da allora, come Mental Coach, collaboro attivamente con la Scuola. Desidero profondamente aiutare tutti a percorrere la strada che ho percorso per prima. Perché tutti possono arrivare dove sono arrivata io!
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