Amare è una scelta: il giusto spazio alle cose giuste

amare è una scelta

Amare è una scelta. Una scelta scomoda molto spesso, ma è bastata un piccola esperienza per farmi capire quanto si tratti di una scelta preziosa.

Sabato faceva parecchio freddo e, arrivati al rifugio, la prima cosa da fare è stata quella di accendere le stufe per creare una temperatura vivibile almeno all’interno. Nel pomeriggio finalmente si stava bene, mentre fuori, nonostante il sole, la temperatura continuava a essere piuttosto rigida.

Con me c’erano mia sorella e un amico che nel pomeriggio hanno deciso di costruire un omino di neve.

A me non andava di uscire, in fondo avevo altri programmi.
Volevo portare avanti il lavoro per il giorno dopo, per fare con calma e avere la certezza di fare tutto nel modo migliore.

Insomma, avevo anche un’ottima scusa per restarmene dentro, comoda e al calduccio, ma qualcosa mi ha aperto gli occhi 😉

Pensavo a quello che faccio, alle priorità della mia vita e mi sono accorta che il mio scopo è quello di amare e far comprendere alle persone che l’amore è una scelta. E poi non scelgo di dedicare un po’ di tempo chi mi è vicino?
Scelgo di non amare solo per un po’ di freddo e per portare avanti qualcosa per domani…

Il dubbio sul da farsi è cominciato ad arrivare nella mia testa e con lui una domanda preziosa: era davvero così importante rispettare alla lettera il mio programma?
Certo che no!

Riflettendoci, mi sono accorta che nemmeno mi interessava più di tanto fare quei lavori.
S
i trattava soltanto di una comoda scusa per fare ciò che era più comodo.

Amare è una scelta impegnativa, più facile scegliere ciò che è comodo

pupazzo di neveQuante volte non scegliamo di amare perché è più comodo stare dove stiamo? E stare dove è più comodo significa scegliere il piacere al posto dell’amore.

Amare spesso costa fatica, ma quando ami davvero ti accorgi di quanto ne valga la pena.

L’amore paga molto di più del piacere e invece è più facile che le persone scelgano di stare al comodo e di non fare fatica perché lì ci stanno bene 😉

Ma sai perché fanno questa scelta?

Solo perché non sanno cosa succede se invece ti muovi, se ti metti in gioco e se scegli di amare 😉

A lungo andare questo atteggiamento logora. Prima o dopo l’insoddisfazione arriva trascinando prepotentemente con sé il senso di vuoto.

E io che ormai so come funziona, mi sono ricordata che amare è una scelta 😉

Così sono uscita e abbiamo cominciato a costruire Bibetto, il nostro progetto d’amore con la forma di un pupazzo di neve 😀

Scegliere di amare significa dare il meglio di se stessi

Scegliere di amare

Era divertente, sembravamo la fabbrica di Babbo Natale! 😀

Chi si occupava del naso, chi dei bottoni, chi di come vestirlo, mente io andavo a cercare delle braccia che avessero delle (quasi) vere manine ben fatte.

Volevamo che il nostro Bibetto fosse bello. Volevamo realizzarlo nel modo migliore dando il meglio di noi stessi, mettendoci cura e attenzione.

Lavoravamo con entusiasmo ed energia, ma senza fretta, solo concentrati a volerci bene e fare al meglio il nostro pupazzo.

È stato un momento magnifico che ha aperto il cuore di tutti noi e il freddo sembrava perfino essere sparito, spazzato via dal calore del nostro amore.

Nemmeno a farlo apposta, Bibetto è nato alle prime luci del tramonto e uno spettacolo ricco di amore ha riempito di gratitudine i nostri cuori.

Bibetto era lì con noi ad ammirare il solito tramonto di ogni sera. Lo stesso tramonto di sempre, ma sempre unico, speciale e mai scontato.

Quel tramonto che ogni giorno guardo con la meraviglia degli occhi di un bambino, sempre come fosse la prima volta e che sempre rinnova la mia gratitudine.

Lo stesso tramonto di sempre che oggi guardavamo insieme, con un po’ di felicità in più.
Noi, amici davvero con il nostro Bibetto.

Amare è una scelta che richiede equilibrio e totale dedizione

amare-equilibrioRipensando a quel sabato pomeriggio, mi è tornata in mente quella volta che nonostante tutto non avevo sentito il freddo pungente.

Da qualche tempo mi ero accorta che il mio lavoro stava diventando una routine, cedendo il passo al pilota automatico e ai danni dell’entusiasmo e dell’amore.
Il pilota automatico mi aveva portata a distrarmi da ciò che facevo, dedicandomi contemporaneamente ad altre cose.

Ma se vuoi fare qualcosa con amore devi metterci attenzione e io non ce la stavo più mettendo.
Ecco perché quel lavoro stava cominciando a non piacermi.

Così, anche quella volta, mi ero ricordata che amare è una scelta.
Allora avevo deciso di alzarmi presto, parecchio più presto del solito, per potermi dedicare con calma alle mie torte.

Era inverno però e, senza accendere le stufe, la temperatura nel rifugio era davvero rigida.
Ma accendere le stufe avrebbe significato dedicare attenzione anche a loro.

Così ho deciso di aspettare e lavorare con la massima attenzione, dedizione e cura alla mie torte, concentrata soltanto su di loro, sul farle bene e sul godermi ogni aspetto che nasceva da quella creazione.

Ricordo la piacevole plasticità dell’impasto tra le mani e il profumo fragrante della frolla in cottura, ma molte altre erano state le cose piacevoli che mi aveva regalato quel momento.

E, anche quella volta, il freddo pungente sembrava magicamente sparito 🙂

Stavo bene! E col mio naso rosso e gelato ero pronta per andare ad ammirare la mia solita, ma anch’essa mai scontata, alba di ogni giorno.

Insomma, questo sabato pomeriggio, quando sono uscita e creare Bibetto, ho scelto di amare. Tutto il resto veniva dopo.

Quando cominci a capire che amare è una scelta e metti l’amore al primo posto, ti rendi anche conto di quanto tutto il resto sia secondario in fin dei conti.

Scegliere di amare significa imparare l’arte dell’equilibrio.

Significa scoprire che moltissime cose possono essere ridimensionate per lasciare il giusto spazio alle cose giuste e alla tua gioia di vivere ogni istante.

E’ così che sabato ho riprogettato il mio tempo e dato un nuovo ordine alle mie priorità.
E’ così che anche sabato ho scelto di amare 🙂

Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, mi sono avvicinata alla crescita personale nel 2007. Da allora è cominciato quel percorso che mi ha permesso di rinascere scoprendo davvero chi sono e diventando più forte di ogni problema. Dal 2017 metto a disposizione la strada che ho percorso per prima a chi si affiderà a me come Mental Coach, anche grazie al particolarissimo ambiente del rifugio. Qualcuno mi definisce come architetto dell'anima. Concordo...
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PAOLA
PAOLA
Gennaio 15, 2020 1:26 PM

Grazie Serena, ti leggo con grande piacere!