Chi fa da sé fa per tre: la strada per l’indipendenza

chi fa da sé fa per tre

Per quale motivo chi fa da sé fa per tre?

Si sente spesso nominare questo proverbio, generalmente intendendo che quando si fanno le cose da soli vengono meglio e in meno tempo.

D’altronde non devi pensare agli altri, aspettare che siano disponibili, fargli capire cosa ti interessa, magari dover correggere i loro errori o accettare che loro possano fare diversamente.
Quando si fa da sé si decide in autonomia cosa fare e come, e quindi da questo punto di vista è molto più semplice.

Per questo motivo viene spesso detto che chi fa da sé è come se facesse per tre.

Secondo me questo è vero, ma c’è dell’altro: appoggiarci agli altri diventa un’abitudine che ci rende dipendenti dalle persone.

Con questo articolo vorrei spiegarti qual è secondo me il significato di questo proverbio.

Lavorare in gruppo, vantaggi e svantaggi

lavorare in gruppo

Frequento l’ultimo anno di un istituto tecnico nel settore di informatica.
Capita spesso che ci vengano assegnati dei lavori da dover consegnare parecchio complessi.
Dato che svolti in autonomia risulterebbero molto impegnativi, spesso ci organizziamo per farli in gruppo.

Lavorando in questo modo è molto più semplice.
Mettendo insieme tutte le idee e le conoscenze di ognuno di noi, riusciamo a darci una mano a vicenda, arrivando a un risultato sicuramente più performante e in meno tempo.

Questo come detto ha molti vantaggi, ma ultimamente mi sono reso conto avere anche alcuni svantaggi.

Lo svantaggio più grosso direi che è quello di essere vincolato.
Vincolato perché la riuscita o meno del progetto non dipende solo ed esclusivamente da me, ma anche dalle altre persone.

Questa situazione mi creava una certa tensione.
Insomma, se le altre persone non avessero più voluto lavorare con me, cosa avrei fatto?

Dato che contavo molto sul loro aiuto, se tutto d’un tratto fosse venuto meno questo sostegno, cosa sarebbe successo?
Sicuramente
sarebbe stato un bel problema.

Chi fa da sé fa per tre: la giusta via di mezzo

chi fa da sé fa per tre-via di mezzo

C’è una via di mezzo o un modo migliore?

Quello che faccio ultimamente è comunque cercare di lavorare in gruppo, ma allo stesso tempo studio e mi impegno per fare in modo di essere in grado di realizzare quel progetto anche in autonomia, abituandomi a non dipendere dagli altri.

Ci vorrà più tempo e sarà impegnativo, non c’è dubbio, ma sinceramente la libertà che deriva da questa scelta non penso possa essere barattata.

Ecco il vero significato di questa frase: chi fa da sé fa per tre semplicemente perché non si è più vincolati agli altri, si diventa liberi e indipendenti.

Accetto di metterci più tempo e di fare più fatica, ma in questo modo non rischio di dover arrivare a pretendere qualsiasi cosa dagli altri, con la ovvia conseguenza di essere in tensione.

Chiedere una mano agli altri non è un problema, ma pretendere che accettino di aiutarti sì.

Da quando ho capito questo, li lascio sempre liberi di fare come gli pare, tanto qualsiasi cosa succede sono sempre io a poter prendere in mano la situazione, sia perché sono disposto a farlo, e sia perché mi sono dato l’opportunità di imparare quelle cose, e di acquisire quelle competenze, che altrimenti magari non avrei studiato.

Tieni sempre pronto un piano B

Piano B

Quello che voglio dirti è che va benissimo chiedere aiuto alle altre persone, ma nel frattempo prepara sempre un piano B che potresti, nel caso questo aiuto non dovesse arrivare, mettere in pratica in autonomia.

Potresti pensare anche a più piani B, ma l’importante è che tra questi almeno uno dipenda solo ed esclusivamente da te.

Per questo, identifica esattamente qual è l’obiettivo che vuoi raggiungere e preparati i tuoi piani d’azione!

Se l’obiettivo come nel mio caso è quello di consegnare un progetto, come prima scelta potresti avere quella di farlo in gruppo, come faccio di solito io.
Come piano B potresti avere quello di farti aiutare da qualcuno che conosce bene la materia, oppure chiedere lo stesso dei consigli, ma farlo in autonomia, ecc.

Il piano B che non deve mai mancare però, è proprio quello che puoi mettere in atto senza l’aiuto degli altri.

Potresti documentarti su internet o sui libri di testo, ecc.
Magari per quando fai da solo, o da sola, tieni conto che potresti dover aggiustare leggermente il tiro.

Soprattutto le prime volte si potrebbe sbagliare sopravvalutando o sottovalutando quello che si riesce a fare da soli, ma ricorda che gli errori non sono sbagliati, sono fatti per imparare.

E se per esempio dipendo da mia mamma per portare mio figlio a scuola, cosa posso fare?

Se io non riesco ad accompagnarlo, un’alternativa potrebbe essere quella di chiedere il favore di passare a prendere anche lui alla mamma di un suo compagno, oppure, una cosa che posso benissimo fare in autonomia è quella di informarmi se ci sono dei bus navetta che fanno questo servizio.
Oppure organizzarmi al lavoro per entrare non appena ho accompagnato lui a scuola.

Se l’aiuto arriva, bene, altrimenti sai che potrai benissimo fare da te 😉

E ora che sai tutto quello che devi sapere, non ti resta che metterlo in pratica! 😀

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Matteo El Khoury
Matteo El Khoury
Nato a Como nel 2002, frequento l'istituto tecnico di informatica e telecomunicazioni e suono il violino dal 2010 in conservatorio. Sono sempre stato curioso, infatti amo imparare qualcosa di nuovo e buttarmi in cose che non ho mai fatto. Mi sono avvicinato alla crescita personale nel 2017 e nel 2020 ho partecipato al “Progetto Estate Rifugio” di Serena. Quell’estate mi ha rivoluzionato! Tra il duro lavoro, l’essere immerso nella natura e il prezioso aiuto di Serena, ho iniziato a trovare la mia strada, scoprendo veramente chi sono e cosa significa stare bene, essere in pace e felici!
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