Come gestire le emozioni scegliendo sempre quali vivere

Come gestire le emozioni negative

Se ti stai chiedendo come gestire le emozioni negative che provi in alcune situazioni o quelle emozioni che a volte colorano di grigio le tue giornate, sei nel posto giusto perché è proprio quello di cui voglio parlarti oggi 🙂

Imparare a gestire le emozioni negative non è la soluzione migliore per trovare la felicità, ma di certo può essere utile mentre ti impegni a eliminarle trasformandole in emozioni positive.

La buona notizia è che trasformare le tue emozioni e scegliere di vivere emozioni positive è sempre possibile, anche nelle situazioni più negative che potresti immaginare.
Ma devi capire che l’emozione non dipende mai dalla situazione che vivi e oggi ti parlerò anche di questo 😉

Fai anche attenzione a non sottovalutare le piccole emozioni negative però.

Abbiamo l’idea che si tratti solo di emozioni da poco conto, ma sono proprio queste a creare quello sfondo spento alle nostre giornate. Quello strato di malessere che ci porta alla ricerca di sfoghi e diversivi che finiranno solo per peggiorare le cose.

Prima di entrare nel vivo dell’argomento voglio mostrarti come di solito cerchiamo di gestire le emozioni negative e come questo non abbia effetti davvero positivi e di lunga durata, ma potrebbe perfino danneggiarci.

Ecco cosa troverai in questa guida:

Gestire le emozioni negative: ecco come non fare

Come non gestire le emozioni

Le emozioni sono come un fiume. Immagina il bacino di una diga.

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Quando non sappiamo come gestire le emozioni negative, spesso cerchiamo di sfogarle.

Sfogare le emozioni ha lo stesso effetto di un fiume in piena. Quando passa potrebbe travolgere la diga!
Sfogando le tue emozioni potresti danneggiare gli altri, le tue relazioni o le cose intorno a te, ma di sicuro danneggerai te stesso, o te stessa.

Non solo, ma dentro di te una volta sfogata l’emozione, tutto torna come prima.
Allora chi te lo fa fare di impegnarti per risolvere il problema?

Ma intanto ti abitui alle emozioni negative, fino a sentirtici a casa.
Questo diventa un bel problema e dopo ti spiego perché 😉

Altro modo con cui il fiume può danneggiare la diga è quello di reprimere le emozioni negative.
Le emozioni contengono energia e se sono negative non si tratta certo di energia positiva 😉

Reprimere le emozioni significa accumulare tutta quella energia negativa dentro di te.
Pensa se il fiume che entra nel bacino fosse carico di acqua inquinata e corrosiva. Per un po’ va tutto bene, ma quando l’acido avrà corroso la diga cosa succederà?

La diga potrebbe cedere e lo stesso succederà a te che a furia di accumulare emozioni negative starai sempre più male.
A me non sembra una grande idea, che ne dici?

Vero, ma allora potremmo pensare di controllare le nostre emozioni. Così va meglio, no?

In effetti controllare le emozioni negative può essere utile quando ancora non riesci a vivere diversamente una certa situazione e in questa guida ti spiego bene come fare, ma se la situazione non cambia cosa fai?
La diga potrebbe contenere tutto il fiume. Reggerebbe?

Se l’acqua in entrata non diminuisse, né potesse uscire altrove, la diga finirebbe per cedere e crollare. Esattamente come succederà a te se cerchi di controllare all’infinito le tue emozioni negative 😉

Quando ti chiedi come gestire le tue emozioni negative, non pensare a sfogarle, reprimerle o controllarle, pensa invece a come risolvere il problema 😉

Come controllare le emozioni e quando può essere utile

come controllare le emozioni

Ci sono due occasioni in cui può esserti davvero di aiuto capire come controllare le emozioni negative e adesso te le mostro.

Come ti spiegherò più avanti, la cosa migliore che puoi fare non è capire come gestire le emozioni negative , ma come trasformarle in positive.

Questo però potrebbe richiedere tempo e mentre ci lavori potresti ritrovarti a vivere proprio l’emozione negativa che ancora non hai imparato a trasformare.
Questo è il primo caso in cui capire come controllarla potrebbe esserti davvero di aiuto.

Se ci pensi, le emozioni che ha più senso controllare sono quelle che ci fanno, appunto, perdere il controllo.
La paura e la rabbia prime tra tutte.

Imparare a controllare la paura significa prima di tutto imparare a definirla e capire di cosa è fatta.
Cosa temi esattamente?

Più definisci la tua paura, più ciò che temi assume una dimensione finita invece di occupare come nebbia fitta, tutto lo spazio della tua mente.

Definirla ti permetterà di vedere la soluzione molto più facilmente riportandoti in una condizione di lucidità e sicurezza da cui potrai affrontare la situazione che ti spaventa.

Come detto, la rabbia è la seconda tra le emozioni che ti sarà utile capire come controllare.
C’è molto da dire su come controllare la rabbia, per questo ho scritto un’apposita guida che ti consiglio di leggere 😉

# La tecnica migliore per controllare le emozioni negative: canta che ti passa!

tecnica-cantare

Come vedremo dopo, le emozioni nascono dai nostri pensieri e restare incastrati in pensieri da cui non si riesce ad uscire, significa restare incastrati nelle emozioni che ne nascono.

C’è solo un modo per uscire dai pensieri quando diventano ossessivi ed invadenti: distrarsi.

Questo tipo di pensieri appaiono nella nostra mente in molti casi, potrebbe trattarsi di un problema che non riusciamo a risolvere, di una paura che non comprendiamo, di una convinzione limitante che non lasciamo andare o di quando ci fissiamo sull’oggetto di una nostra dipendenza.

Finché non riuscirai a distrarre la tua mente questi pensieri continueranno a invaderla, mentre le emozioni negative faranno lo stesso con la tua vita.

Ecco allora come controllare le emozioni negative con una tecnica molto semplice: canta che ti passa! 😀
Me lo diceva sempre mia nonna quando da piccola mi vedeva col muso lungo 😉

Cantare può essere uno dei modi per distrarti, ma prova a fare conti matematici complessi.
Falli a mente e che complessi lo siamo davvero 😉

72 + 59 quando fa? Meno 64? E se lo moltiplichi per 3. Se aggiungi 16 e lo dividi per 4?

Chiaro cosa intendo? 😉

Per distrarti davvero dal pensiero negativo la tua mente deve essere totalmente assorbita da qualcosa di molto impegnativo, al punto da non restare spazio per altro.

Se fare i conti ti sembra noioso, potresti cercare tutte le cose intorno a te il cui nome comincia con una lettera a caso dell’alfabeto.
Io ogni tanto lo faccio e mi sembra incredibile quanto sia difficile trovare tutto ciò che comincia con la L, o la M o la A 😀

O ancora puoi cercare ogni dettaglio blu, o di qualunque altro colore, in ciò che ti circonda.

Potresti anche immergerti in qualcosa che ti appassiona.

Puoi inventare quello che vuoi, purché riesca a distrarti dal pensiero da cui non riesci a liberarti.

Ti ho mostrato alcuni esempi, ma ho scritto una guida in cui troverai veramente tanti esercizi che puoi puoi e consigli utile a togliere dalla tua mente inutili, dannosi e ripetitivi pensieri negativi.
Leggila in questa pagina!

Insisti con questo esercizio finché non ricordi nemmeno più a cosa stavi pensando.
Chiaro? 😉

Abituarsi alle emozioni negative: sentirsi a casa nel posto sbagliato

Abituarsi alle emozioni

Come ti dicevo, quando sfoghi le emozioni negative, una volta sfogata l’emozione torni a stare bene e allora cosa importa se ti troverai a viverla di nuovo?
Ma intanto ogni volta che la provi ci stai male.

Perché allora non pensiamo a risolvere il problema liberandoci definitivamente dell’emozione negativa, invece che stare male ogni volta che arriva?

Beh, per prima cosa sfogare le emozioni è molto più comodo che impegnarsi ad eliminarle, ma il vero problema è un altro.
Qualche volta provare emozioni negative può diventare un modo perverso per stare bene.

Lo so che sembra impossibile, ma se provare emozioni negative ti permettesse proprio di soddisfare un tuo bisogno?
Ti è mai capitato di autocompatirti per sentirti coccolato e compreso, o coccolata e compresa da te stesso, o te stessa?
E di sentirti importante ai tuoi stessi occhi o quelli di qualcuno proprio perché hai un problema?

Non riusciresti a sopportare di stare male all’infinito, ma se capisci come gestire le emozioni negative le cose cambiano.
Magari le sfoghi e ciclicamente torni a stare bene. E il gioco è fatto 😉

E intanto ci abituiamo sempre più a vivere nelle emozione negative

Non solo però, ti è mai capitato di scoprirti a ricercarle?

Ci crogioliamo in ciò che ci è ormai familiare, ci sentiamo accolti e arriviamo al punto di attirare i problemi che ci porteranno a provare quella sensazione di falso benessere.
Magari non tutte le emozioni riusciranno a farci questo effetto, ma molte di loro diventeranno una coccola calda e accogliente.

Sfogare le emozioni negative significa impedirti con le tue stesse mani di ritrovare la felicità che ti appartiene imparando a sentirti a casa in un luogo completamente diverso.
Se ti rivedi in questa situazione ti consiglio di leggere questo articolo 😉

A cosa servono le emozioni negative?

Emozioni negative

Vivere nelle emozioni negative può danneggiare noi e chi ci circonda, ma le emozioni negative non sono sbagliate di per sé.

Hanno invece una funzione importantissima, hanno il compito di avvertirci che qualcosa minaccia la nostra felicità e che dobbiamo attivarci per eliminare il problema.

Le emozioni, potremmo dire, si collocano nello spazio che esiste tra la situazione e la nostra reazione alla stessa.
E’ quello lo spazio che ci permette di elaborare la situazione che stiamo vivendo e di trovare il modo migliore per viverla e gestirla.
In quello spazio le emozioni ci indicano come agire una volta che ne usciremo.

Utilizzare al meglio questo spazio significa usare l’emozione negativa come segnale per trovare il senso, le opportunità, gli aspetti positivi o le possibili soluzioni, e quindi uscire dallo spazio con l’azione migliore.

A quel punto l’emozione negativa non ha più senso di esistere.
Stiamo già andando verso la soluzione del problema e stiamo già eliminando la minaccia.

Trasformare le emozioni negative in emozioni positive comincia proprio dal muoverci nella direzione di ciò che possiamo fare.
Possiamo sempre fare qualcosa! Nonostante tutto.

Quello spazio però, non deve essere infinito, ma deve durare il tempo sufficiente per trovare una soluzione.

Così, sarà anche inutile e controproducente restare fermi a rimuginare sul problema o inchiodarsi a cercare una soluzione che in quel momento non vediamo.

Meglio distrarsi con la tecnica che ti ho spiegato sopra o mollare la presa per ritornare sul problema quando saremo pronti a trovare una soluzione.

Agire in questo spazio richiede consapevolezza emotiva e laddove non l’avremo raggiunta potremo preoccuparci di come fare per gestire le emozioni in quel momento.

Ecco perché è fondamentale imparare a osservare le nostre emozioni, per vederle e capirle passando dal meccanismo che le genera.

Ma cos’è un emozione?

Cosa sono le emozioni e come funzionano

Come funzionano le emozioni

L’emozione è una reazione valutativa di ciò che ciò accade.

Ciò che ci accade è la situazione che viviamo.
Viviamo continuamente immersi in varie situazioni. Sempre.
Anche starsene comodamente seduti a guardare fuori dalla finestra è una situazione! 😀

Ogni volta che entriamo in contatto con una situazione intervengono le nostre regole.

Le regole sono idee, chiamiamole così, che ci portiamo dietro e che stabiliscono cosa per noi va bene e cosa no.

Possono avere diverse provenienze: l’educazione, la cultura, il nostro contesto sociale, le esperienze che abbiamo vissuto, le persone che frequentiamo e molto altro.
Oppure derivano dalla nostra consapevolezza, quando siamo noi a sceglierle proprio per nostra volontà.

Attraverso le nostre regole valutiamo se la situazione che stiamo vivendo ci renderà felici oppure no, se ci farà stare bene oppure male.

Così, se la situazione che viviamo sarà conforme alla nostra regola proveremo emozioni positive, altrimenti proveremo emozioni negative.

Il pensiero che arriva appena proviamo l’emozione, è l’espressione di come, attraverso quella regola, abbiamo valutato quella situazione.

emozioni

Ti ripeto che cos’è un’emozione: una reazione valutativa di ciò che ci accade.

So che è difficile crederlo, ma come hai visto la situazione non ha nulla a che vedere con le nostre emozioni, MAI.

Quello che proviamo dipende esclusivamente dalle nostre regole.
E’ su quelle che possiamo agire!

Ti mostro tutto in questo video in cui ti ti faccio anche un esempio concreto di come le regole determinano quello che proviamo 🙂

Se vediamo le nostre regole, allora possiamo comprenderle e se non ci piacciono possiamo metterle in discussione per smontarle e cambiarle. Consapevolmente.

Potremo farlo nello spazio tra la situazione e la nostra reazione, ma se non saremo pronti quello sarà il momento perfetto per capire come gestire le emozioni che proviamo. Proprio come ti dicevo sopra 😉

Lavoreremo sulla nostra regola in un momento diverso, lontano dalla situazione che giudichiamo negativa.

Ma per fare tutto questo dobbiamo imparare a vedere le regole.
Come?

Regole consce e regole inconsce: ti presento il pilota automatico

pilota automatico

la maggior parte delle persone non vive una vita consapevole. Vive una vita meccanica, con pensieri meccanici – di solito appartenenti a qualcun altro – emozioni meccaniche, azioni meccaniche, reazioni meccaniche”
– A. De Mello – “messaggio per un’aquila che si crede un pollo” –

Come dice De Mello, molto spesso non siamo consapevoli delle nostre regole, ma lasciamo che a guidarci sia il nostro inconscio che potremmo considerare il nostro pilota automatico.

Il compito dell’inconscio è quello di supportarci nel valutare e decidere come agire in ogni situazione che viviamo, sulla base di regole acquisite.

Avere un pilota automatico che ci aiuta nella guida di noi stessi è qualcosa di prezioso.
Ci permette di risparmiare la fatica di comprendere ciò che già conosciamo, per dedicare invece impegno ed energia a quello che ancora dobbiamo comprendere.

Ma in questo c’è un problema.

Tra le regole che guidano il nostro inconscio, solo alcune sono frutto delle nostre scelte consapevoli. Molto più spesso si tratta di regole acquisite come dati di fatto o che abbiamo sviluppato senza rendercene conto.

La prima notizia positiva però, è che tutto ciò che è inconscio, è tale solo perché ancora non lo abbiamo reso conscio 😉

La seconda è che un modo per renderlo conscio c’è. Si tratta di capire.
E per questo c’è uno strumento prezioso che puoi usare.

In questo video ti mostro lo strumento di cui ti ho appena parlato 😉

Come gestire le emozioni negative trasformandole in positive: il diario emotivo

Nel video hai visto come funziona il meccanismo delle emozioni e ti ho mostrato il diario emotivo.

Però non mi accontento e voglio farti capire molto bene come scrivere un buon diario emotivo.
Lo considero infatti uno strumento davvero importante per capire come gestire le emozioni negative e trasformarle sempre in positive.

Innanzitutto devi assolutamente leggere questa breve guida in cui trovi tutto quello che ti serve, ma intanto ti dico subito ciò che di fondamentale devi sapere.

Cominciamo? 😀

Il diario emotivo è fatto da tre elementi molto semplici di cui abbiamo parlato e che hai visto anche nel video:

  • situazione: quello sta accadendo intorno a te nel momento preciso in cui provi l’emozione
  • pensiero: cosa pensi appena senti arrivare l’emozione
  • emozione: quello che provi

Il pensiero esprime come una regola valuta la situazione determinando l’emozione che provi, allora per vedere le regole (e quindi poterle cambiare), devi osservare i tuoi pensieri.

In particolare è importante vedere il pensiero che arriva appena senti l’emozione.
Il primo, perché il pensiero successivo corrisponderà a una nuova emozione e non ti aiuterebbe a scoprire la regola madre dell’emozione negativa che vuoi cambiare.

Vedere il primo pensiero potrebbe non essere semplice e in questo video ti mostro come fare.

A questo punto hai tutto quello che ti serve per scrivere il tuo diario.

Quando lo scrivi, fai attenzione che gli elementi siano chiari.
Evita di scrivere inutili poemi, ma riporta tutte le informazioni davvero necessarie.

Il passo successivo è quello di porti molte domande.
Le domande servono a capire e capire serve a scoprire la regola che determina ciò che provi.

Alcuni esempi? Eccoli:

  • che problema c’è in questa situazione?
  • cosa significa per te quello che è successo?
  • cosa temi potrebbe accadere a causa di questa situazione?
  • a cosa ti serve che le cose vadano proprio in questo modo?

In molti casi sarà semplice vedere le regole e noterai come molte di queste fossero inconsce fino a un attimo fa 😉

Eliminare la pretesa per eliminare le emozioni negative: è inammissibile!

inammissibile

Le emozioni negative fanno sempre rima con una parola: pretesa.

Ma cos’è la pretesa?

Quando vivi una situazione, le tue regole dicono che quella situazione dovrebbe essere in un certo modo per stare bene e quindi provare emozioni positive. E questo lo abbiamo visto.

Se però, secondo le tue regole, potrai stare bene solo se la situazione sarà esattamente in quel modo, allora avrai una sola possibilità per provare emozioni positive.

Ma tutti abbiamo bisogno di stare bene, quindi abbiamo bisogno che la situazione corrisponda esattamente alle nostre regole.
Lo pretendiamo e riteniamo inammissibile che quella situazione resti così com’è.

Il problema non è la situazione, ma la nostra regola rigida.

Trasformare l’emozione negativa in positiva significa fare due cose:

  • decidere che la situazione sia ammissibile: per oggi decidi di accettare che vada bene così
  • rendere flessibile la regola: trovare alternative

1. Eliminare le emozioni negative rendendo flessibile la regola

regola flessibile

Trovare alternative significa per prima cosa comprendere la regola.
Se per lei la situazione deve essere in un certo modo, un motivo c’è. Quale?

La domanda migliore che puoi farti l’abbiamo vista sopra ed è: a cosa mi serve che le cose siano esattamente in questo modo?

Se comprendi il vero obiettivo che si nasconde dietro alla regola, puoi trovare un modo diverso per arrivarci senza pretendere che la situazione cambi.

Puoi trovare molti modi, ma per avere la certezza di ottenere quello che ti serve, tra le alternative almeno una deve dipendere solo da te.

Possiamo sempre controllare noi stessi, mai possiamo controllare gli altri 😉

Se trasformiamo la nostra regola rigida in una regola flessibile, preferiremo che le cose cambino, ma potremo lasciare andare la pretesa.

pretesa o preferenza

2. La trappola delle pretese

Ti ho spiegato che le emozioni negative nascono sempre da una pretesa, ma la pretesa è anche capace di trasformare le emozioni positive in emozioni negative.

Questo accade quando stiamo bene perché la situazione coincide esattamente con quella di cui abbiamo bisogno. In sostanza quella situazione coincide con la nostra pretesa soddisfatta.
Ma la situazione potrebbe cambiare e non essere più conforme alla nostra regola rigida.

Ti ricordi che abbiamo bisogno che la situazione sia in quel modo per stare bene?
Così se la regola non è soddisfatta, stiamo male e proviamo emozioni negative.

Quella delle pretese è una vera e propria trappola.

Il vero problema è il bisogno che si accompagna sempre alla paura.

Stiamo male prima di ottenere ciò che pretendiamo per la paura di non ottenerlo, stiamo male se lo perdiamo per la paura di non poterlo più avere e stiamo male quando lo abbiamo ottenuto per la paura di perderlo ogni volta che vedremo che qualcosa lo minaccia.

trappola delle pretese

Per eliminare la pretesa devi rendere flessibile la regola trovando almeno un’alternativa che dipenda solo da te.

3. Dal muro alla scala

muro-scala

A volte mettere in pratica l’alternativa che dipende solo da te potrebbe sembrarti un’impresa enorme e se ti fermi alla prima impressione potresti trovarti di fronte a un muro.

Ma se guardi a ciò di cui hai bisogno come a un obiettivo da raggiungere, allora puoi declinarlo in obiettivi più piccoli e più raggiungibili che trasformano quel muro sconfinato e invalicabile in una scala fatta di gradini. Alti magari, scivolosi e scomodi, ma comunque percorribili.

Sapere che ottenere ciò di cui hai bisogno è possibile nonostante tutto, cambia di molto come puoi vivere la situazione che fino a poco fa consideravi negativa e inammissibile.

Ti spiego tutto in questo video 🙂

Dove guardi fa la differenza!

Dove guardi

Oltre tutto quello di cui ti ho parlato fino ad ora c’è un altro aspetto davvero importante per imparare davvero a gestire le emozioni.

Quando viviamo situazioni che non ci piacciono, siamo abituati a guardare solo alle cose non vanno bene o a quello che manca come se fosse l’unico aspetto a cui dare importanza.

E’ giusto preoccuparci dei problemi, sacrosanto difenderci dai pericoli, utilissimo capire cosa potrebbe danneggiarci per stargli alla larga, ma tutto il resto?

Pensiamo che guardare il buono sia una finzione, ma la vera finzione non è forse guardare solo il negativo?

Non ti dico che il negativo non esista, è chiaro che dobbiamo farci i conti, ma possiamo anche godere di quello che c’è e che già va bene.

Se guardi a quello che non va con l’intenzione di capire e risolvere il problema, allora questo ha un senso, come ha senso pensare a quello che ti manca per capire se e come lo puoi costruire.
Ha molto senso anche scegliere di pensare alla morte di una persona cara per ricordarla e dargli valore.

Restare immobile, rimuginare e piangere sul problema invece di senso non ne ha.
Non ti aiuterà a risolverlo, né a gestire le tue emozioni.

Cerca quello che puoi fare nonostante tutto, cerca una soluzione. Se anche non fosse la più bella tra quelle che potevi immaginare, è pur sempre una soluzione 😉

Trovala e muoviti subito in quella direzione.
Le emozioni negative si nutrono di immobilità!

Imparare a gestire le tue emozioni non significa autocontrollo, ma visione positiva, ottimismo.
Leggi questa guida pratica e concreta per imparare a sviluppare la visione migliore e trasformare ogni emozione mentre davvero agisci per risolvere il problemi.

Non è finzione, è realtà 😉

Dove guardi, su cosa metti la tua attenzione, determina enormemente le emozioni che vivi.
E la cosa migliore che puoi fare, se davvero vuoi imparare come gestire le tue emozioni, è scegliere le emozioni che vuoi vivere orientando il tuo sguardo nella giusta direzione.

Passato, presente e futuro: il tempo migliore per vivere le emozioni

Tempo emozioni

Capire come gestire le emozioni significa anche capire che viviamo nel presente, mentre spesso ci perdiamo nella nostalgia di un passato che non esiste più o di un futuro che ancora non c’è e che possiamo solo immaginare.

Portare nel presente il pensiero del passato o del futuro, porta nella nostra vita emozioni che non hanno nulla a che vedere con quello che viviamo veramente.
Davvero è utile per vivere una vita migliore?

Dipende…

Soffermarti sul passato significa inevitabilmente guardare a quello che manca lasciano spazio elle emozioni negative.

Eppure ha senso pensare al passato quando possiamo provare gratitudine nel ricordo di ciò che ci ha migliorato la vita e che ancora ce la può migliorare nel presente.
Ma il passato porta anche con sé insegnamenti preziosi che possiamo cercare e portare nel presente, come nel presente possiamo portare il valore di ciò che non c’è più.

Ci vuole consapevolezza però per scegliere quando provare emozioni negative, per poter scegliere le emozioni positive mentre il ricordo di quello che manca lascerà spazio alla gratitudine.
Sapere come gestire le emozioni ti permette di scegliere sempre quelle che vuoi vivere 😉

E il futuro?

Preoccuparci del futuro non farà che tenerci fermi nell’attesa di ciò che forse nemmeno accadrà, alimentando l’ansia e la paura.

Se però pensiamo alle conseguenze di azioni e decisioni che prendiamo nel presente, pensare al futuro ci aiuterà a gestirle meglio.
Se temiamo che qualcosa di preciso potrebbe accadere, allora portare il futuro nel presente ci permetterà di trovare soluzione all’eventualità che quella cosa accada e agire nel modo migliore per prepararci.

Vivere il presente, guardare anche a quello che c’è e quello che va bene, significa creare le emozioni migliori dalle quali affrontare ogni problema.

Ricordati che le emozioni negative sono importanti, ma hanno la sola e unica funzione di attivarci per risolvere un problema 😉

Come gestire le emozioni: quello che dici conta!

come gestire le emozioni-parlare

Per trasformare le emozioni negative in positive vale tutto quello che ti ho detto fino ad ora, ma spesso non ci accorgiamo come le parole che diciamo influiscono sulle nostre emozioni.

In molti casi, usare un linguaggio migliore, ti toglierà il problema di capire come gestire le emozioni negative.
Semplicemente non le proverai perché non le starai alimentando.

Se ci pensi, ogni volta che usi parole forti o imprecazioni, stai nutrendo la rabbia.
Anche se lo fai in modo ironico, la carica emotiva che ci metti va proprio in quella direzione.

Pensa a quando usi termini assoluti poi.

  • Va sempre male
  • non cambierà mai
  • è tutto il contrario di come dovrebbe essere
  • non gli va bene niente

Ogni volta che parli in questo modo stai chiudendo la strada a ogni possibilità diversa che potresti vedere.
La situazione si immobilizza in una definizione rigida che non dà spazio a muoversi verso alcuna soluzione.
Quali emozioni potresti provare a questo punto?
Disperazione? Rassegnazione? Tristezza? Apatia, per esempio?

Elimina i termini assoluti dal tuo linguaggio e concentrati invece sulla soluzione di ogni problema, su quello che puoi fare e sul buono che nonostante tutto c’è.

Invece di concentrarti sulle conferme di ciò che non va bene, cerca le eccezioni!

E a proposito di definizioni rigide, evita di appiccicare inutili etichette.
Evita di farlo sulle situazioni, evita di farlo sugli altri, ma soprattutto evita di farlo su di te.

Le etichette si basano sull’esperienza di un passato che hai visto e definito con quell’etichetta, ma se da oggi fosse diverso?

Mettere un’etichetta significa di nuovo lasciare spazio a tutte quelle emozioni negative che si nutrono di immobilità.

1. Parole, ma anche atteggiamenti

parole-atteggiamenti

Usare un linguaggio fatto di etichette, influenzerà anche il tuo atteggiamento nei confronti della vita e dei problemi.
Chi te lo farebbe fare di muoverti verso la loro soluzione, se pensi che le cose non potranno che essere come le hai definite?

Mettere etichette è davvero distruttivo per le tue emozioni perché l’idea che le cose non potranno che essere in un certo modo, toglie il senso alla ricerca di ogni soluzione.

E a quel punto come potresti gestire le emozioni negative se non pensi che esista una soluzione ai tuoi problemi?
Potresti solo sfogarle, reprimerle o controllarle, ma questo, lo abbiamo detto, non può essere per sempre 😉

E mettere etichette su di te?

Un linguaggio autodistruttivo porta con sé espressioni come:

  • sono fatto o fatta così
  • è il mio carattere
  • mi hanno educato in questo modo
  • non cambierò mai

Se ti parli in questo modo, quanto pensi che potrai credere in te stesso o te stessa, per rendere migliore la tua vita quando vorrai farlo?

Altro modo per evitare le emozioni negative è quello di eliminare dal tuo linguaggio parole come impossibile, difficile, negativo.

Ricordi tutto il bel discorso per passare dal muro alla scala?

Le cose impossibili sono veramente poche!
Quelle negative non esistono quando vedi una strada, per impervia che sia.
E dire che sarà difficile potrebbe di nuovo metterti di fronte a un muro. Non sconfinato magari, ma forse troppo alto per te.

Ma se ogni muro, invece di essere difficile, impossibile o negativo, diventasse solo impegnativo, allora ci potrai mettere impegno.
E di là ci arrivi di sicuro 😉

2. Sbagliare non è sbagliato: come creare emozioni positive grazie agli errori

emozioni positive-errore

Ecco un altro consiglio prezioso parlando di linguaggio e atteggiamento.

Se vuoi evitare di capire come gestire le tue emozioni negative ogni volta che commetterai un errore, allora togliti dalla bocca e dalla mente che “sbagliare è sbagliato”.

Ti è mai frullato per la testa qualcosa come “non posso sbagliare?” oppure “ho paura di sbagliare?”.

Se non sei disposto, o disposta ad accettare un errore, allora non ci proverai nemmeno, così non corri proprio il rischio.
Ma se non sbagli non impari.

Ricorda che se non sbagli oggi è solo perché hai già sbagliato o perché ancora devi farlo 😉

Sbagliare non è sbagliato!
Il vero errore è pensare il contrario.

Cambia il tuo linguaggio!

Invece di dire o pensare “non posso sbagliare”, puoi dire qualcosa come “ci provo e se sbaglio mi impegno a capire per imparare dall’errore

Ricorda che ogni errore è l’opportunità di crescere e migliorare e tutto questo fa rima con emozioni positive 😉

Autoconsapevolezza per imparare a gestire le emozioni

Autoconsapevolezza-emozioni

Quando le emozioni negative prendono il sopravvento la consapevolezza di sé è un altro aspetto davvero importante per imparare a gestirle.
Ma essere consapevoli di se stessi sarà anche più utile per evitare che possano arrivare a farci visita.

Ti è mai capitato di cedere alla rabbia o di finire nelle pretese quando sei molto stanco, o stanca?
E di innervosirti quando magari hai fame, quando sei sotto pressione per il lavoro o un esame, o quando senti che il tempo stringe?

Condizioni di stress fisico possono portarti a quella debolezza che alimenta la paura di non farcela e le emozioni negative.

Con l’autoconsapevolezza puoi imparare a renderti conto dei tuoi limiti e allora puoi fare tre cose:

  • fermarti quando ti accorgi di essere in una condizione di stanchezza o debolezza
  • accettare la situazione in cui ti trovi per evitare di farci la guerra
  • comprendere e imparare a cogliere sempre meglio i primi segnali di stanchezza e debolezza per fermarti e recuperare prima di andare oltre.

Per evitare di trovarti a gestire le emozioni negative, ti sarà davvero utile imparare gestire il tempo. Leggi questa questa guida, ti spiego bene fare 😉

Ma essere consapevoli di se stessi è determinante anche per riconoscere i progressi che compi ogni giorno.
Vedere che se hai fatto un passo puoi fare anche il secondo alimenta la fiducia in te stesso, o te stessa e nelle tue capacità.

A quel punto vedere che puoi trovare soluzione ad ogni problema e metterla in pratica, diventerà molto più semplice e fattibile.
E non avrai più bisogno di capire come gestire le emozioni negative, perché camminare verso la soluzione le elimina prima che nascano 😉

Come gestire le emozioni negative: conclusioni

come gestire le emozioni negative

Bene, siamo arrivati alla fine 🙂

Tutto quello che ti ho detto fino adesso, che si tratti di soluzioni ai problemi, del linguaggio con cui parli, del tempo in cui vivi le emozioni, di dove orienti lo sguardo o dell’atteggiamento che usi, tutto se noti ha una funzione ben precisa: cambiare il pensiero rispetto a un’emozione rendendolo positivo e/o di qualità migliore cambiando la regola o rendendola flessibile.

Cambia il pensiero cambia l’emozione.

E già che ci sono per concludere voglio darti un ultimo prezioso consiglio 🙂

Ti è mai capitato di provare emozioni negative mentre sorridi di cuore?
A me no 😉

Cerca sempre un buon motivo per sorridere e allenati a farlo!
Sorridere alla vita è un ottimo modo per gestire le emozioni negative. Tienilo sempre presente 🙂

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Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, mi sono avvicinata alla crescita personale nel 2007. Da allora è cominciato quel percorso che mi ha permesso di rinascere scoprendo davvero chi sono e diventando più forte di ogni problema. Dal 2017 metto a disposizione la strada che ho percorso per prima a chi si affiderà a me come Mental Coach, anche grazie al particolarissimo ambiente del rifugio. Qualcuno mi definisce come architetto dell'anima. Concordo...
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Luigi
Luigi
Aprile 16, 2021 4:39 PM

Da quando ho conosciuto Serena e aver aderito ad un percorso a tu per tu, il mio “mantra” è: Che problema c’e’? Per il momento me la sto ponendo a posteriori, ovvero a fatto accaduto e devo dire che ha proprio ragione!!! Se solo riuscissi, e ce la farò sicuramente, a porgermi la domanda prima, sono certo che avrò finalmente “agguantato” per sempre la felicità. Chi vi sta scrivendo è il brontolone, il pessimista per eccellenza e da quando ho conosciuto Serena la mia vita sta cambiando totalmente in meglio.