Come perdonare: 7 passi per arrivare al perdono

In questa guida voglio mostrarti come perdonare una persona e come perdonare se stessi percorrendo 7 passi che ho individuato osservando la mia personale esperienza.

Prima di cominciare però, voglio dirti che perdonare non significa mostrarsi deboli o darla vinta a chi ci ha in qualche modo danneggiato.
Non vuol dire dimenticare ciò che abbiamo subito.
E perdonare qualcuno non significa nemmeno condonare.

Perdonare significa l’esatto contrario di tutto questo e lo capirai meglio più avanti, ma ora ti spiego cos’è davvero il perdono.

Ecco cosa troverai in questa guida:

Il perdono e il suo vero significato

cosa significa perdonare

Secondo Wikipediail perdono è la cessazione di un sentimento di risentimento nei confronti di un’altra persona

Concordo, ma a me non basta.

Definisco il perdono come processo di trasformazione dell’errore che porta al riconoscimento dell’opportunità nascosta dietro ad esso.

Perché ti parlo di errore?

Il perdono ha senso di esistere solo se esistono tre elementi: una colpa, un carnefice e una vittima.

Una cosa senza l’altra non può esistere e per questo motivo il perdono non può essere parziale.
Se davvero perdoni il carnefice, la vittima e la colpa scompaiono.

Così, se pensi di aver perdonato chi ti ha fatto male, ma ancora ti senti vittima, continui a provare rabbia nei suoi confronti o in qualche modo ti aspetti un risarcimento, allora non hai perdonato, ma solo creduto di farlo.

Ora, ti ho parlato di trasformazione dell’errore

Immagina che l’errore che hai subito sia un rifiuto.
Intendo proprio una cosa da scartare, da buttare via.
Che si tratti di spazzatura, di un rottame o del letame di una mucca.

Immagina quindi il perdono come una macchina capace di riciclare questi rifiuti trasformandoli in qualcosa di molto più utile, bello e prezioso.

Pensa, conosco un pastore che vende il letame dei suoi animali a una centrale di biomassa che produce preziosa energia elettrica proprio dalla fermentazione del letame! 😀

In un paese vicino a dove vivo invece, c’è la villa di un uomo che gestiva una discarica di rottami.
Ora il suo giardino è adornato di sculture spettacolari fatte proprio con quei rottami che con amore e passione ha trasformato in qualcosa di migliore.

Quei rifiuti che tutti considerano come cose negative, si trasformano in vere opportunità.

E il perdono fa esattamente lo stesso 😉

Come perdonare se stessi: perdonarsi significa perdonare il carnefice

come perdonare se stessi

A volte ci troviamo a dover perdonare noi stessi per errori che abbiamo visibilmente commesso e allora andrà benissimo il processo di cui ti parlerò dopo.

Altre volte però, ci sentiamo in colpa per aver subito l’errore di altri.
Ma come è possibile?

Per avere una colpa dobbiamo aver commesso un errore, mentre l’altro si stava comportando male con noi. Così questo non avrebbe senso.
O forse sì?

In realtà non abbiamo commesso “attivamente” un errore, ma un errore “passivo” c’è ed è quello di aver permesso al carnefice di ferirci.

Questo ci trasforma “vittime colpevoli di noi stessi” e allora per perdonare noi stessi dobbiamo perdonare il carnefice.

Ed ecco che in un solo colpo di spugna avremo eliminato la sua colpa e il nostro errore di averla subita 🙂

Come perdere autostima: non perdonare e ci riuscirai di sicuro

perdere autostima

Siamo soliti credere che se perdoniamo sarà il carnefice a guadagnarci, mentre noi preferiremmo vederlo punito.
Ma guardare oltre alle apparenze, ci mostrerà i veri benefici del perdono e allora saremo disposti e felici di concederlo.

Come detto, senza perdonare l’altro non eliminiamo il nostro errore di aver subito il torto.
E quell’errore ai nostri occhi ci trasforma in persone “sbagliate”.

D’altronde se una persona ci ha fatto del male dobbiamo avere qualcosa che non va. Altrimenti non l’avrebbe fatto.

Magari ci nascondiamo questo pensiero accusando l’altro di cattiveria, opportunismo, egoismo o qualsiasi altra cosa.
Dentro di noi però, quell’idea che forse siamo noi ad essere sbagliati, resta e poco a poco ci divora, mentre distrugge la nostra autostima.

Tra le possibili conseguenze quella di non riconoscere i nostri meriti, non accettare di poter imparare dagli errori, di non sentirci degni di amore.

Chi subisce gravi soprusi ad esempio, finisce per vivere nel senso di colpa e pur reclamando amore, non riesce ad accoglierlo, proprio perché non sente di esserne degno.

Ecco allora che perdonare se stessi e uscire da questo circolo perverso diventa davvero necessario per risolvere tutti questi aspetti!

Ma imparare a perdonare ha moltissimi altri benefici che capirai man mano che leggi.

Così adesso è il momento di spiegarti come perdonare perché il perdono possa davvero investire tutti.

Cominciamo? 😀

Imparare a perdonare: i passi dall’errore al per-dono

Per capire come perdonare devi comprendere precisamente ognuno dei 7 passi che ho individuato.

Vediamoli uno per uno 🙂

1. Identifica il carnefice (non è sempre così ovvio!)

identifica il carnefice

Sembra banale, ma a volte non è così scontato individuare il carnefice.

Potremmo scoprire carnefici di un passato lontano che portiamo nel presente senza accorgerci.
Non vederlo però non significa che abbia perso potere su di noi, ma determina diverse dinamiche interiori che viviamo.

Potrebbe essere la mancanza di autostima, il costante e apparentemente immotivato senso di colpa, la ricerca di un riscatto a qualcosa che non vediamo e che in certe situazioni ci impedisce di mollare la presa. O ancora potrebbe trattarsi di un diffuso senso di vendetta.

Per identificare il carnefice possiamo ripercorrere il passato alla ricerca di eventuali persone o situazioni che non abbiamo perdonato, ma anche fare chiarezza nei sensi di colpa che ci stiamo ancora trascinando.

2. Identifica la colpa (anche quando non ti riguarda direttamente)

identifica la colpa

Il secondo passo per capire come perdonare consiste nel definire esattamente la colpa che attribuiamo al carnefice.

Anche in questo caso è importante comprendere bene.
Potrebbe infatti trattarsi di un errore subito da noi direttamente e quindi essere piuttosto evidente, ma anche di un errore che investe qualcosa o qualcuno che riteniamo importante.

Potrebbe anche riguardare qualcuno che non conosciamo, ma riteniamo abbia subito un’ingiustizia.
In questo l’errore non coinvolgerebbe direttamente noi, ma principi e valori a cui crediamo e che riteniamo importanti.

3. Identifica: cosa avrebbe dovuto fare il carnefice?

devi fare così

Adesso cominciamo a entrare nel vivo del processo del perdono.

Capire come perdonare una persona, passa dall’individuare secondo noi cosa il carnefice avrebbe dovuto fare che invece non ha fatto.

In pratica, dopo aver individuato l’errore che vogliamo perdonare, dobbiamo individuare “cosa” non lo sarebbe stato.

Riferendoci al carnefice, dobbiamo quindi porci questa semplice, ma importante domanda:

  • Cosa avrebbe dovuto fare che non ha fatto?

4. Comprendi il carnefice dimenticando il giudizio

comprendi il carnefice

Se vogliamo perdonare dobbiamo prima comprendere per accettare e quindi lasciare andare.

Quando abbiamo individuato ciò che avrebbe dovuto fare il carnefice, dobbiamo comprendere il motivo per cui non lo ha fatto.
Per comprendere davvero però, è importante essere aperti e disposti a lasciare da parte ogni giudizio, per guardare alla realtà per quella che è.

Guardarla senza quei condizionamenti che vengono da noi, dal nostro risentimento o dalle altre emozioni negative che potremmo provare.

Solo guardare la realtà in questo modo ci permetterà di vedere le vere motivazioni che hanno impedito a quella persona di agire correttamente.

Evitare di giudicare potrebbe non essere semplice, ma per comprendere l’altro (e non solo) è davvero necessario. Ti consiglio di leggere questo articolo 🙂

Ecco allora una nuova semplice domanda da porci pensando al carnefice:

  • Per quale motivo non ha fatto ciò che avrebbe dovuto fare?

Quando troveremo la vera risposta ci accorgeremo che quella persona non avrebbe potuto agire diversamente per via delle circostanze di quel momento.
Oppure scopriremo che non avrebbe saputo fare la cosa più corretta a causa di debolezza o paura. Per ignoranza o insufficiente consapevolezza.

Quando comprendiamo davvero, la realtà che vediamo prende un’altra forma.
La colpa cade e si trasforma in amore, tolleranza e accettazione.

Allora saremo pronti a compiere gli ultimi passi del processo del perdono, quelli che trasformeranno finalmente quell’errore in qualcosa capace di trascenderlo, di qualunque cosa o gravità dovesse trattarsi.

5. Prendi coscienza della tua sofferenza, è la misura della tua forza!

comprendi la sofferenza

E ora per capire come riuscire a perdonare davvero dobbiamo prendere coscienza della sofferenza che potremmo aver provato.

Che si tratti di rabbia, dolore o altre emozioni negative, non dobbiamo rinnegarla, rifiutarla o respingerla, ma comprenderla, accoglierla e amarla perché si è donata a noi.

Dobbiamo riconoscere che quella sofferenza non è arrivata a noi, ma è arrivata per noi.
Per farci crescere, migliorare e diventare più forti.

Quella sofferenza corrisponde alla forza con cui abbiamo saputo comunque convivere con quella situazione.

Pensa a questo: quando provi sofferenza se non quando stai andando oltre i tuoi limiti?

Se ti è capitato di andare in palestra per esempio, avrai notato che con l’allenamento riesci a sollevare pesi sempre più grandi. Ma questa forza e capacità si sviluppano man mano che superi te stesso, o te stessa, andando sempre oltre ai tuoi limiti.

E’ quando senti la fatica che la tua forza aumenta.
Ed è esattamente quanto accade ogni volta che nella vita provi sofferenza 😉

Senza la sofferenza che hai provato non saresti la persona forte che ora sei, anche se ancora non te ne sei accorto, o accorta.
Senza di lei non potresti diventare la persona forte che sarai se solo sarai disposto, o disposta a comprenderla.

Così, quando provi sofferenza, accoglila perché quando arriverà il perdono e scenderà la pace su tutto, allora ti accorgerai di quanto puoi essere immensamente grato, o grata di averla vissuta.

Quella sofferenza è arrivata per migliorarti la vita e senza di lei, in qualunque modo saresti “meno” di quello che ora sei 🙂

6. Trova la crescita che altrimenti non avresti

trova la crescita

Se guardiamo bene a chi eravamo prima di quanto è accaduto e se guardiamo bene chi siamo ora, se siamo disposti a guardare alla realtà senza giudizio, ma con la sola e sincera intenzione di capire, allora potremmo vedere che tutto quello che ci ha ferito ci ha anche fatto crescere.

Prova a porti queste domande guardando a chi sei ora e non saresti stato, o stata prima di quell’evento:

  • Cosa hai imparato, o cosa puoi imparare, GRAZIE a quella situazione?
  • Quali qualità sono emerse, GRAZIE a quella situazione?
  • Che forza hai sviluppato, GRAZIE a quella situazione?

Per vedere tutto questo, oltre a guardare alla realtà per quella che è, è importante che ci impegniamo a lavorare per crescere, indipendentemente da quello che è accaduto.
Solo così potremo davvero diventare consapevoli di quante forza, capacità e qualità ora abbiamo e non avremmo avuto senza quella situazione.

Ecco allora che diventa indispensabile sviluppare e allenare una visione positiva della vita e delle dinamiche che ne fanno parte, ma perché il perdono assuma quella forma di immensa grandezza e potere, resta da fare un ultimo passo: il dono.

7. Trasforma il sacrificio in un investimento: come per-donare diventa donare

investimento

Non è un caso che la parola perdono contenga i due termini “per” e “dono”.

Quando capisci come riuscire a perdonare ti accorgi che tutto quello che hai ottenuto non può stare lì senza essere usato! Sarebbe finito, inutile, sprecato.

Devi pensare a ciò che guadagnerai dal perdono come fosse un investimento in banca.
Accumulare ricchezza ci rende ricchi, ma quanto più ricchi ci renderà investirla?

Col perdono è lo stesso.
Possiamo investire tutto il nostro guadagno per metterlo a disposizione.
Per-donarlo in definitiva, perché altri possano trarne beneficio e metterlo a loro volta a disposizione di altri, e poi di altri e di altri ancora, dando al perdono un valore infinitamente più grande.

Capisci come perdonare ci possa rendere ricchi?

dare significa essere ricchi. Non quello che ha molto è ricco, ma colui che molto

– Erick Fromm – l’arte di amare –

Il perdono non è che la forma più alta e nobile dell’amore e quando arriverai a questo potrai dire di avere finalmente perdonato.

Prima ti impegnerai ad applicare questi sette passi, prima arriverà il perdono.

E se la persona che vuoi perdonare sei proprio tu per un errore che hai commesso ai danni di qualcuno, non aspettare un solo secondo.
Applica questi passi rivolgendoti a te stesso, o te stessa appena ti accorgi di aver sbagliato.

Fallo subito! E il tuo perdono sarà davvero molto efficace e costruttivo.

Sviluppare una visione positiva per imparare a perdonare

pensiero positivo

Per riuscire a perdonare una persona dobbiamo guardare ogni cosa che abbiamo e non avremmo avuto se non avessimo vissuto ciò che ora vediamo come un torto.

Quell’evento ci ha offerto l’opportunità di diventare migliori, ma grazie ad esso potrebbe anche essere nato qualcosa di importante.

Mi viene in mente la nascita di un figlio che amiamo, la conoscenza di una persona che ora è un caro amico, il riavvicinamento di qualcuno che avevamo perso di vista, un nuovo lavoro o qualsiasi altro possibile guadagno.

Ma per imparare a perdonare davvero, dobbiamo imparare fin da ora a guardare al positivo che già c’è nella nostra vita.
Dobbiamo lasciarci alle spalle i torti che abbiamo subito e che ancora ci trasciniamo, non per dimenticare, ma per imparare a vivere il presente con tutto quello che ha da offrirci.

Capire come perdonare veramente significa sviluppare e allenare una visione positiva fin da adesso.
Farlo quando la situazione ti ha già colpito renderà tutto molto più difficile.
Ho scritto una guida pratica e approfondita per aiutarti a sviluppare la giusta visione.

Ti consiglio vivamente di leggerla perché ti sarà davvero d’aiuto 🙂

E’ questo il passaggio che rende concreto e reale il perdono.
Questo il momento in cui il perdono smette di essere un condono o quella polvere che nascondiamo sotto al tappeto, pronta a riemergere alla prima occasione.

Semplicemente la colpa sparisce per effetto della trasformazione dell’errore in ogni cosa positiva di cui ora possiamo godere, proprio grazie a quel torto che ora potremmo anche benedire 🙂

E per imparare a perdonare è davvero importante che impari a guardare alla situazione dal punto di vista migliore.

Come perdonare: osserva dal punto di vista del sole

come perdonare-punto di vista

Quando sentiamo di aver subito un torto siamo soliti guardare al colpevole puntando il dito su di lui.

Prova a farlo praticamente: punta il dito in una direzione. Cosa vedi?

Vedi tutto ciò che compone la tua visuale o vedi solo ciò che stai indicando?

Puntare il dito significa concentrarsi sull’accusa precludendosi la possibilità di vedere tutto il resto.
Ma la realtà non è tutta in quel punto, c’è molto di più che puoi vedere.

Se guardi in questo modo stai guardando dal punto di vista della Terra, alba e tramonto, ma prova a guardare dall’alto…

Osservando le cose dalla prospettiva del pianeta Terra esisteranno giorno e notte […]
Il Sole invece non conosce alba né tramonto […]
Tutto ciò che si osserva con gli occhi del sole risulta illuminato”

– Daniel Lumera –

Se guardi dal punto di vista del sole c’è l’oggetto della tua accusa, ma ci sei anche tu che la stai vivendo.

Carnefice e vittima.

Capire come perdonare vuol dire riprendersi il potere di usare al meglio questa relazione.

Non conta quello che succede, ma come tu lo usi.

Così, dopo aver visto la realtà nel suo complesso, smetti di guardare al torto e guarda a te che lo stai vivendo.

Ora sei nel punto di vista del sole e puoi porti due domande:

  • Come posso usare al meglio questa situazione?
  • Cosa posso fare perché non vada sprecata?

Ogni situazione contiene insegnamenti e possibilità che puoi sempre trovare ed accogliere perché non vadano sprecati.

Cogliere ogni opportunità che si presenta dipende solo da te e dal punto di vista in cui decidi di porti.

Come perdonare chi continua a farti male: gestire le emozioni per eliminare la sofferenza

come perdonare chi continua a farti male

Fino ad ora ti ho spiegato come perdonare un errore commesso ai nostri danni da altri o da noi stessi, ma cosa fare se chi ci ha fatto male continua tutt’ora a danneggiarci?

Il processo funziona allo stesso modo applicandolo a ogni offesa del carnefice e se l’offesa è continua, possiamo imparare come perdonare nel mentre.

Per farlo però, dobbiamo eliminare la sofferenza.

Ti ho spiegato che la sofferenza non è che la misura della forza che abbiamo saputo sviluppare in una certa situazione, ma quando ne restiamo immersi diventa un problema.

Mentre soffriamo sarà impossibile percorrere i 7 passi del processo, perché il bisogno di liberarci della sofferenza verrà prima di tutto.

Quando c’è un bisogno tutto il resto passa in secondo piano, sempre.

Pensaci, non saresti disposto, o disposta a fare cose che ora non ti sogneresti neanche se stessi morendo di fame o di sete?

Faresti di tutto pur di soddisfare il tuo bisogno di cibo e acqua fino a dimenticarti o a mettere da parte ogni cosa, principio o valore per te fondamentale fino a quel momento. Sbaglio?

Così, per perdonare quando l’errore continua a ripetersi c’è solo una cosa che possiamo fare, imparare a gestire le nostre emozioni per eliminare quella sofferenza che altrimenti verrà sempre prima a tutto il resto.

Imparare a gestire le proprie emozioni è certamente un percorso importante che comincia dal prenderne consapevolezza, mentre conosciamo noi stessi. Cose ovvie, ma non per questo semplici o scontate.

Per gestire le emozioni è anche necessario capire cosa sono, come funzionano e come nascono.

Intanto puoi guardare questo video, ma ti consiglio di leggere l’approfondita guida che ho scritto proprio per insegnarti come gestire le emozioni negative 😉


A questo punto potremo davvero comprenderle per capire che non dipendono mai da quello che viviamo, ma da quello che pensiamo della situazione stessa a partire dalle regole che abbiamo fatto nostre e attraverso le quali giudichiamo la realtà.

Aspetti fondamentali per gestire le emozioni

gestire le emozioni

Come detto, imparare a gestire le emozioni richiede un lavoro a sé, ma c’è qualcosa che puoi fare fin da ora.

Devi sapere che proviamo emozioni negative ogni volta che:

  • le nostre regole sono molto rigide
  • guardiamo nella direzione sbagliata

Una regola è tanto più rigida quante più sono le condizioni che si devono verificare per soddisfarla.

Una regola rigida dice che esiste solo un modo per cui quella situazione possa andarci bene e tutti gli altri no.

Chiaro che a questo punto proveremo emozioni positive solo se tutto è perfetto!

Rendere flessibile una regola comincia dal considerare ammissibile che le cose possano andare anche in un modo diverso da quello che avremmo voluto.

Ammetterlo significa trasformare una pretesa in una preferenza.

A questo punto potremmo accettarlo e seppur questo potrebbe (e sottolineo potrebbe) non farci sprizzare di gioia, eliminerà di certo quella sofferenza che altrimenti avremmo provato.

Guardare nella direzione sbagliata invece, come già ti ho accennato parlando di visione positiva, significa che tutta la nostra attenzione finisce su quello che non va bene, mentre ci perdiamo quello che è comunque positivo, che ci concentriamo su quello che non possiamo fare, invece che sulle possibilità che abbiamo nonostante tutto, significa che guardiamo a quello che manca invece che a quello che c’è.

Tutto ciò che non funziona esiste, ci mancherebbe, ma non cancella quello che comunque c’è e che va bene.

Ecco perché cambiare prospettiva ci permetterà, se non di eliminare, quanto meno di alleggerire la sofferenza che proviamo aprendoci la strada all’accettazione, alla comprensione e quindi al perdono.

Impara ora a mettere in pratica questi piccoli aspetti per gestire tue emozioni negative, fallo sempre e capire come perdonare chi continua a farti male diventerà molto più semplice.

Quando capisci di avere perdonato veramente: amore infinito

perdono e amore infinito

Molti mi chiedono quando potranno dire di avere perdonato davvero.
Potrai dire di aver perdonato quando sentirai di poter dire GRAZIE a ogni cosa che hai subito.

Ma il senso più vero e profondo del perdono arriverà quando sentirai la forte spinta di restituire al mondo ciò che ora senti di avere guadagnato proprio grazie al tuo perdono.
Quando accade ti elevi a un livello sempre superiore e allora senti che arriva davvero la pace.

Maggiore sarà la tua autoconsapevolezza, più elevati saranno i livelli che riuscirai a raggiungere.

Nel suo libro “I 7 passi del perdono” Daniel Lumera afferma che “durante il processo del perdono il salto vibrazionale avviene quando […] non ci si ferma a questa esperienza positiva, ma si dona anch’essa, creando lo spazio necessario affinché possano manifestarsi consapevolezze sempre più profonde

Solo se doni crei lo spazio per crescere di più

abbiamo mai pensato che quando stiamo veramente bene, potremmo stare benissimo? E quando stiamo benissimo abbiamo mai pensato che potremmo sperimentare la beatitudine? E se abbiamo sperimentato la beatitudine abbiamo mai pensato che potremmo donare anch’essa e vedere cosa c’è oltre?

Quando capisci come perdonare veramente, diventi l’ultimo anello di una catena infinita di colpe che si trascinano nel tempo da una persona all’altra.
Senza perdono nessuno cresce e le colpe si stratificano.

E finalmente spezzare la catena

come perdonare-spezzare la catena

Perdona tua madre. E i tuoi figli non avranno bisogno di perdonare te, perché non ripeterai il suo errore, ma donerai l’opportunità che hai saputo cogliere facendo spazio a qualcosa di ancora migliore.

Perdona tuo fratello. E gli donerai la possibilità di perdonare i suoi figli, i suoi amici e ogni persona che potrebbe fargli un torto perché avrà imparato chi si diventa e cosa si guadagna ottenendo il perdono.

Perdona sempre chi ti ha fatto male. E avrai spezzato quella catena fatta di vittime, di vittime, di vittime di altre vittime…

Solo allora quella catena finirà di essere un inutile sacrificio e diventerà il migliore degli investimenti.
Quell’investimento a cui tutto il mondo intorno a te, chi sta attorno a chi ti sta intorno e ancora oltre, potrà dire di essere grato attraverso di te.

Perdona chi ti ha fatto male e allora sperimenterai l’apoteosi dell’amore e una vera pace infinita.

Non sono parole, io l’ho sperimentato veramente 🙂

I 7 Passi del Perdono Nuova Edizione 2019I 7 Passi del Perdono Nuova Edizione 2019
La Scienza della Felicità. Il metodo che ha rivoluzionato l’idea e l’esperienza del Perdono
Daniel Lumera
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Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, mi sono avvicinata alla crescita personale nel 2007. Da allora è cominciato quel percorso che mi ha permesso di rinascere scoprendo davvero chi sono e diventando più forte di ogni problema. Dal 2017 metto a disposizione la strada che ho percorso per prima a chi si affiderà a me come Mental Coach, anche grazie al particolarissimo ambiente del rifugio
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PAOLA
PAOLA
Marzo 4, 2021 5:12 PM

Ciao Serena, ho effettivamente delle difficoltà a capire i ruoli di carnefice vittima e colpevole nel caso di tradimento avvenuto 20- 30 anni fa e scoperto in tempi recenti, per questi motivi. 1. Immaturità delle persone sia del tradito che del traditore all’epoca perché è evidente che si cercava di soddisfare dei bisogni in generale, ma anche affettivi che in quel momento non erano soddisfatti, quindi l’amore era marginale 2. Senso di colpa tutta la vita del traditore per aver infranto le regole condivise e la fiducia 3. Aver compreso negli anni che spesso si pensa di aver bisogno degli… Leggi il resto »

PAOLA
PAOLA
Marzo 5, 2021 10:03 AM
Reply to  Serena Sironi

L’obiettivo è quello di non sentirsi vittima, perché è la prima cosa che si prova, di una situazione che non si può controllare. Poi ci si sente in colpa per non aver capito l’altro e i suoi bisogni le sue sofferenze. poi si arriva a pensare che le esperienze insegnano e fanno maturare se si vuole cogliere questo lato, come giustamente scrivi tu. Tu inoltre scrivi: non puoi perdonare la colpa di un altro al suo posto. Se ho capito bene vuol dire che se io sento di avere una colpa, anche se gli altri mi perdonano, se non mi… Leggi il resto »

PAOLA
PAOLA
Marzo 5, 2021 5:12 PM
Reply to  Serena Sironi

Non mi sento vittima di chi ha tradito. Ho dovuto imparare tantissimo da questo però, provo rammarico nel pensare che avrei potuto impararlo prima. Ho imparato che le persone non ci appartengono come gli oggetti, che non hanno le nostre stesse regole. Che amare bisogna volerlo, che spesso la paura ti fa cercare sostegno fuori di te, che se non hai stima in te stesso spesso cerchi gratificazione dagli altri e che tutto questo non ti permette di dedicarti agli altri con amore, che bisogna “pensarci da soli” e poi godere della compagnia degli altri, che non ero pronta a… Leggi il resto »

PAOLA
PAOLA
Marzo 5, 2021 11:42 PM
Reply to  Serena Sironi

Appunto,in questo momento, ma in realtà da qualche tempo io non sono più il carnefice di nessuno (per qualche breve momento forse di me stessa) inoltre se non hai rancore automaticamente stai bene e non sei più una vittima di nessuno.per quanto riguarda il perdono mi son chiesta parecchie volte perché una persona dovrebbe chiedermi il perdono per una cosa che più o meno consciamente ha deciso di fare. (Se quello che ha fatto si rivela uno sbaglio o una sofferenza sarà bagaglio suo e se ne dovrà fare una ragione, e perdonarsi) e più corretto chiedere scusa quando senza… Leggi il resto »

PAOLA
PAOLA
Marzo 6, 2021 1:32 PM
Reply to  Serena Sironi

Ma infatti lui non ha chiesto perdono, è una cosa che si è gestito da solo e che si è perdonato. quello che ho dovuto gestire io è lo shock, la sorpresa il rendermi conto che non ho potuto aiutarlo. E’ li che ti rendi conto che imparare ad amare non è facile. Che generalmente pretendiamo di stare bene noi con l’aiuto degli altri, spesso senza volerlo si rischia di usare gli altri.

sarah
sarah
Marzo 4, 2021 1:41 PM

Cara Serena,
ieri mi consigliavi di identificare un solo carnefice diverso da me, ma io invece vorrei proprio salvare me stessa ed espiare tutte le mie colpe per non sentirne più il peso di ciò che ho permesso di fare e farmi fare.
Se sbaglio ti prego di correggermi
un abbraccio

Sarah
Sarah
Marzo 4, 2021 2:54 PM
Reply to  Serena Sironi

No certamente Serena. Io so che avrei potuto fare ma non ho fatto pur di non perdere questa persona o anche solo il suo interesse per me e questo ha sminuito, cancellato me, mi sono completamente svalutata, denigrata e trascurata come persona. Potevo fermarmi ma ho continuato a sbagliare. Ecco la mia colpa, ció che non mi perdono.

Paola
Paola
Marzo 3, 2021 11:35 PM

Eccomi!
Posso pensare ad una mia cugina che mi ha imposto di fare da madrina alla figlia (ora la bambina ha 11 anni).
Non era un ruolo che mi sentissi,ma non sono stata forte allora per non averle detto ciò che pensavo ed ancora adesso per non vivere bene questo impegno.
Verso di lei ho del risentimento per eventi passati scorretti verso mia madre.
Sento di non averla perdonata, il nostro rapporto ora è di indifferenza e la bambina la vedo solo nelle feste e mi dispiace.

Grazie!!

Paola
Paola
Marzo 4, 2021 7:16 AM
Reply to  Serena Sironi

Si, mi sento in colpa per questo sentimento, mi dispiace molto perché penso che lei lo avesse fatto per bisogno ed io non avevo voglia di quell’impegno con lei…

Paola
Paola
Marzo 4, 2021 11:39 AM
Reply to  Serena Sironi

Si è una bella prova!
Grazie!!

Cristina
Cristina
Marzo 3, 2021 10:23 PM

Ciao Serena grazie per questa opportunità . Il mio carnefice se si può chiamare così ,era il mio ex titolare, che nonostante siano passati un paio d’anni da quando ho mollato il lavoro,quando il pensiero va la, ho passo vicino al azienda, mi prende l’ansia.Mi crea un insicurezza ,un malessere che non so spiegare .

Luigi
Luigi
Marzo 3, 2021 10:16 PM

Usato e sfruttato da una persona, nonostante ne ero “consapevole”, anche per esperienze passate…ma sai quando si dice “ma sei di coccio!!!” Sta di fatto che a tutt’oggi ancora ci penso, controllo il suo profilo facebook, il whatsapp per gli aggiornamenti per cercare si sapere se sia “sprofondata” nel peggior degli abissi, cosa che gli ho augurato le ultime volte che ci siamo sentiti.
“Abissi” intendo lo stesso che ha fatto provare a me!!!
Semplice dirai…non controllare più e risolto!!!
Non è semplice da dirsi e da fare altrettanto

Luigi
Luigi
Marzo 4, 2021 7:22 AM
Reply to  Serena Sironi

seguirò sicuramente!!!

sarah
sarah
Marzo 3, 2021 6:03 PM

Cara Serena, ho anch’io individuato parecchi carnefici: a partire dai miei genitori che per il troppo bene ( a loro dire, sono figlia unica) mi hanno tarpato le ali in tutto e fatto venire delle paure, delle insicurezze e poca autostima in me stessa, all’uomo di cui ero perdutamente innamorata e che invece mi ha riempita solo di bugie, falsità, doppio gioco buttandomi nella disperazione più profonda quando l’ho scoperto, e in ultimo non meno importante il carnefice sono io che ho permesso “passivamente” di farmi del male. Spero con tutto il cuore di trovare le risposte che cerco per… Leggi il resto »

Rita
Rita
Marzo 3, 2021 5:30 PM

Non è sempre facile perdonare , e quando riaffiorano certe persone mi diventa difficile far capire a chi mi sta accanto come mi sento e come la vivo.

Rita
Rita
Marzo 4, 2021 10:37 AM
Reply to  Serena Sironi

Ciao Serena ,
Penso proprio di sì , da quando seguo te e Giacomo la mia vita è cambiata piena di consapevolezza e un po’ più serena ..
Prendo le cose in maniera diversa
Non che non mi capitano più le stesse discussione o problemi ma li affronto in maniera diversa ..
Gli esempi che portate sono importanti..
Tutto è nella nostra mente ..
Grazie 😊

Gabriella
Gabriella
Marzo 3, 2021 2:49 PM

Ciao Serena☺️Grazie per l’opportunità di questo percoso sul perdono.Io mi sento in difficotà ad accettare e quindi perdonare la debolezza dei miei genitori.Avrei voluto avere in gioventù incoraggiamenti ed approvazione mentre mi sono sempre trovata a doverne dare io a loro.Provo a ripetermi che hanno sbagliato come chiunque può sbagliare e che non sono nessuno per giudicare.Col tempo per non soffrire ho finto che non mi importasse e ho sviluppato cinismo e indifferenza, ma fatico a perdonare perchè in fondo sento il peso di non avere avuto l’esempio e il sostegno di cui un figlio ha diritto.Grazie per l’aiuto che… Leggi il resto »

paola
paola
Marzo 3, 2021 2:21 PM

Grazie.Ho voglia di iniziare a perdonare e liberarmi.

Michela Polverini
Michela Polverini
Marzo 3, 2021 1:57 PM

Ciao Serena, ho trovato un atteggiamento un po’ sbagliato da parte della mamma del mio ragazzo , perché ieri ho detto cose un po’ così al mio ragazzo ma poi ho chiesto scusa , però mi sono sentita un po’ offesa , ho perdonato il mio ragazzo ma può essere che abbia avuto un momento di nervosismo come tutti noi..

Michela Polverini
Michela Polverini
Marzo 3, 2021 2:50 PM
Reply to  Serena Sironi

Sarebbe che lui aveva fatto qualcosa e io ho detto qualcosa di sbagliato. L’atteggiamento che ritengo sbagliato è stato quello della mamma che mi ha chiamato mettendosi in mezzo su una questione che potevano risolvere io e lui.. scusami sono stata poco chiara

Raffaella
Raffaella
Marzo 3, 2021 11:55 AM

cara serena ,si ho individuato il soggetto che mi ha fatto male,la moglie di mio figlio,la quale ha avuto un atteggiamento di cattiveria gratuita,tutti si può sbagliare ma da un’estranea che ha ottenuto tanto non mi sento di accettare

Raffaella Biagini
Raffaella Biagini
Marzo 3, 2021 1:38 PM
Reply to  Serena Sironi

Di essersi dimostrata carina e gentile(ipocrita)fino a quando ha ottenuto poi ci ha trattato da deljnquenti

Carmen
Carmen
Marzo 3, 2021 9:59 AM

Ciao Serena, questo percorso sarà interessante da seguire.. anche se abbiamo affrontato insieme questo argomento e molti passi li ho fatti , ricordare è approfondire sarà ottimo! Grazie…un sorriso 😊

Roberta
Roberta
Marzo 3, 2021 9:50 AM

Ciao Serena, oggi ho trovato un carnefice nei colleghi di lavoro che ritengo svolgano il loro lavoro con poca sensibilità, umanità ed equilibrio emotivo (parlo di un lavoro di cura a persone in difficoltà). Questo perché il vederli agire così scaturisce in me un senso di inadeguatezza, blocco e difficoltà a continuare a svolgere la mia mansione come meglio credo di fare, così alla fine quasi sempre cambio io posto di lavoro.
Vorrei capire meglio questa dinamica. Grazie Serena per l’opportunità!!!

Roberta
Roberta
Marzo 3, 2021 8:31 PM
Reply to  Serena Sironi

Sì Serena hai ragione, c’è qualcosa da risolvere dentro di me! Mi capita spesso di sentirmi inadeguata, come se ci fossero delle aspettative alte e non permettessi a me (e agli altri?) di sbagliare.
I pensieri di solito riguardano la ricerca di complimenti, conferme o comunque comprensione; mi sento inadeguata nelle situazioni nuove, oppure quando non trovo il coraggio di fare o dire qualcosa, l’insicurezza è dovuta al desiderio di non scontentare nessuno e alla paura di sbagliare.
Forse non c’entra con il perdono?
Grazie Serena per la tua disponibilità!

Roberta
Roberta
Marzo 3, 2021 9:22 PM
Reply to  Serena Sironi

Proseguo col percorso del perdono che potrebbe chiarirmi qualcosa.
Di certo l’insicurezza e la paura di sbagliare sono da affrontare.
Grazie e buona serata!

Barbara
Barbara
Marzo 2, 2021 2:46 PM

Ciao Serena , ricevere un torto non è bello , ma riceverlo da marito e figlia è tremendo . Come ti avevo detto nel nostro precedente incontro , mia figlia è andata a convivere a febbraio e i suoi messaggi e le sue telefonate erano e sono praticamente inesistenti ; allora mi sono detta : lei è libera di non scrivermi , ed io di farlo , poi potrà scegliere di rispondermi o no ; così mattino e sera le mandavo il buongiorno è la buonanotte; non ottenendo risposta ma andava bene così , volevo solo farle sapere che c’ero… Leggi il resto »

Barbara
Barbara
Marzo 3, 2021 2:56 PM
Reply to  Serena Sironi

Ciao Serena , ho riflettuto molto sulla ricerca del mio carnefice , e forse l’ho individuato : sono io con le mie pretese , con la mia scarsa autostima , con il desiderio di essere amata ed apprezzata , con il scegliere di fare cose per gli altri anziché pensare prima a me .
Individuato il carnefice come eliminarlo ?

Barbara
Barbara
Marzo 3, 2021 5:42 PM
Reply to  Serena Sironi

Giusto … devo imparare ad aspettare !!!

Barbara
Barbara
Marzo 4, 2021 2:19 PM
Reply to  Serena Sironi

La mia colpa è quella di non credere in me, di cercare , in modo non sempre evidente neppure a me stessa ( ci ho pensato molto ) l’approvazione degli altri , e , pur di piacere indosso mille maschere per adattarmi alle varie persone ; insomma in breve la mia colpa è non amarmi , o , almeno non abbastanza

Roberta
Marzo 2, 2021 2:43 PM

Ciao Serena, seguo volentieri questo percorso. Sono soprattutto i tradimenti a essere difficili da perdonare. Tradimenti nel senso ampio del termine: bugie, omissioni, sotterfugi (anche piccoli)…

Marijana
Marijana
Marzo 2, 2021 2:33 PM

Ciao Serena,
Io credo di non aver perdonato tante cose a me stessa, ai miei familiari, alla mia suocera, ai miei amici, la lista d lunga…..
Credo di non avere abbastanza conoscenza come fare e che benefici porta a noi stessi e probabilmente anche agli altri, anche se sotto sotto so che è una cosa positiva è per bene ,, ma non sono mai andata approfondire più di quel tanto, approfitto dell’ occasione.

Sarah Rancati
Sarah Rancati
Marzo 2, 2021 11:30 AM

Cara serena e’ proprio il percorso per me. Voglio seguirlo tutto e trarne i migliori benefici possibili.
Ti ringrazio fin da ora.

PAOLA
PAOLA
Marzo 2, 2021 9:34 AM

Grazie Serena, seguirò con interesse tutto il percorso.

Elena
Elena
Marzo 2, 2021 9:28 AM

Grazie Serena di quanto hai scritto e offerto. Seguirò volentieri il percorso. È difficile a volte sondare in profondità il perché noi arriviamo a porci in certe dinamiche. Che sentiamo sbagliate per noi. A volte non si hanno gli strumenti per una trasformazione davvero profonda.

Antonella Porracchio
Antonella Porracchio
Marzo 2, 2021 7:59 AM

Grazie Serena . Come puoi ben immaginare questa , per me , è una importantissima opportunità. Non credo di aver perdonato nonostante abbia cercato in tutti i modi . Pensavo di esservi riuscita ma non è così , visti ancora i momenti di rabbia…nho capito una cosa , quello che in fondo cerco dai miei carnefici : il loro palese pentimento ! Cosa improbabile . Credo proprio sia questa una grande pretesa da parte mia . Ma pur ritenendola assurda non riesco a abbandonarla . Spero di trovare il modo in questo straordinario viaggio del perdono . Grazie ancora. Buona… Leggi il resto »

Antonella Porracchio
Antonella Porracchio
Marzo 2, 2021 10:05 AM
Reply to  Serena Sironi

Ok. Grazie 😊🤞

Paola
Paola
Marzo 2, 2021 7:31 AM

Ciao Serena!
Me lo avessi chiesto anni fa ti avrei detto che non riuscivo a perdonare cosi liberamente, forse ero più impaurita.
Oggi sono cambiata, mi arrabbio ancora sul momento ma poi è come se lasciassi andare, non voglio più trattenere.
Sono curiosa di saperne di più!
Ogni tassello sarà prezioso per un’ulteriore consapevolezza di ciò che possiamo fare grazie al perdono!

Paola
Paola
Marzo 2, 2021 9:09 AM
Reply to  Serena Sironi

Grazie!!😘😘

Antonella Porracchio
Antonella Porracchio
Dicembre 19, 2020 5:47 PM

Io dico che non sono nata per farmi usare ma sono nata per vivere la mia vita . Chi ha osato limitare la mia libertà e strumentalizzato la mia persona , della mia fragilità , impropriamente e coercitivamente , merita di bruciare all’inferno. Io spero solo di riuscire a cancellarli dai cassetti della mia memoria … Altro che sofferenza come opportunità. Mica si tratta di malattia sopraggiunta o di un incidente tragico ,,!? Qui si tratta di persone che volontariamente ( e sto cavoli delle loro paure e delle loro debolezze ) hanno volutamente usato e strumentalizzato fino quando potevano… Leggi il resto »

Antonella Porracchio
Antonella Porracchio
Dicembre 20, 2020 8:29 AM
Reply to  Serena Sironi

Invece ti sbagli ! L’ho preso in considerazione e come il punto 4. Per quale motivo non ha fatto ciò che avrebbe dovuto fare? Quando troveremo la vera risposta ci accorgeremo che quella persona non avrebbe potuto agire diversamente per via delle circostanze di quel momento. Oppure scopriremo che non avrebbe saputo fare la cosa più corretta a causa di debolezza o paura. Per ignoranza o insufficiente consapevolezza. Tutto questo lho fatto con esattamente questa risposta: debolezza mentale, paura , mancanza di consapevolezza. Il fatto è ,. Il problema, l ostacolo è che queste persone sono ANCORA oggi persone molto… Leggi il resto »

Antonella Porracchio
Antonella Porracchio
Dicembre 20, 2020 9:36 AM
Reply to  Serena Sironi

Ho capito . Ma ti ho detto che queste persone stanno troppo vicine a me. Mia madre mi vuole e mi cerca e mi reclama quando e come vuole lei . Stessa cosa quell’altro . Che si aspetta che parli la sua lingua e risponda esattamente come per lui è giusto fare . Secondo le loro regole . Ed io non ci sto a prendermi sta responsabilità che non voglio e non è mia . Delegano a me la loro felicità senza mai pensare di diventare da soli felici . Certo che mi li voglio perdonare per i loro limiti… Leggi il resto »

Antonella Porracchio
Antonella Porracchio
Dicembre 19, 2020 5:44 PM

Ho pianto dalla prima all ultima frase . Un pianto isterico
Se fossi dalla parte del sole … Mi concentrerei a far FUOCO
Ho praticamente toccato tutti i punti o quasi della tua guida .
Non riesco .
Grazie comunque
Ciao

Antonella Porracchio
Antonella Porracchio
Dicembre 20, 2020 11:36 AM

Allora la cosa giusta da fare è amarmi .
E credo che per ora evitare di mettermi , con le mie stesse mani, sotto tortura sarebbe un bene per me.
Continuerò a star lontana da loro. Continuerò a limitare quanto e più possibile i contatti con loro e. risponderò NO o SI tutte le volte che penserò sia giusto per me,
Perdono ma mantengo la lontananza.
La sensazione che avverto comunque , rispetto sta cosa , è fallimentare .
Grazie
Buona giornata

Antonella Porracchio
Antonella Porracchio
Dicembre 20, 2020 9:07 PM
Reply to  Serena Sironi

Cose di consigliate un secolo fa.
Cose che ho fatto e faccio ogni giorno .
Evidentemente invano .
Passi in avanti ? A sto punto non credo .
Piuttosto indietro .
Il “Griera” è ancora da conquistare.

Grazie per il tentativo

Antonella Porracchio
Antonella Porracchio
Dicembre 22, 2020 3:31 PM
Reply to  Serena Sironi

Ecco Serena , queste parole *accettare di non accettare* mi danno quella stessa sensazione di leggerezza e sollievo che mi dietro tempo fa, quando mi consigliasti di “accettare i miei limiti senza per questo non pensare di superarli e migliorarmi ” Una sorta di compromesso fra ciò che senti e ciò che sei o vorresti essere . Io voglio imparare ad amare , conoscere fino in fondo l’amore ed esercitarlo anche verso chi mi ha fatto male . Ma se ora non accetto di perdonare , o semplicemente tenermi lontana dal carnefice mantenendo cuore aperto, cosa che mi hai sempre… Leggi il resto »

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