Come trovare la propria strada nella vita: un’impronta solo tua

Come trovare la propria strada nella vita-ragazza riflette nella natura con margherita in mano e tra i capelli

Come trovare la propria strada nella vita?

Molti hanno delle passioni, un lavoro che piace, magari dei talenti o diversi interessi.
Qualcuno, forse pochi, hanno anche capito il vero senso della vita.

Ma trovare la propria strada, ciò che siamo chiamati a fare, è qualcosa di più.

Significa sentire quella chiamata interiore che risuona autenticamente, in modo armonioso, profondo e puro con la nostra vera essenza.

La risposta a una domanda fondamentale: chi sono io davvero?

Nell’antica tradizione indovedica è chiamato svadharma e corrisponde al proposito della propria vita, la propria vocazione.

Ho anche sperimentato che trovare la propria strada significa capire il proprio “come” per realizzare il senso della vita.

Ma della propria di vita!

Sì, perché il significato della vita è uno, unico per ogni essere umano.

Amare.
Non esiste altro.

Ma ognuno ha un proprio modo, unico e autentico, attraverso cui realizzarlo e dare un significato profondo alla propria esistenza.

È la missione che gli è stata affidata, ciò che è qui per essere insomma.

Ma per capire come trovare la propria strada non basta porsi la domanda.

È un viaggio profondo dentro se stessi alla ricerca di chi più profondamente siamo e di come realizzarlo portandolo nel mondo.

Una sola risposta sotto coltri di schemi, condizionamenti e paure.

Ma come trovarla?

Prima di procedere, ecco cosa troverai in questo articolo:

 

Trovare la propria strada trovando se stessi e il senso vero della vita

Trovare la propria strada_viaggiatrice di spalle con zaino cammina su distesa erbosa guardando lontano

Il mio viaggio è cominciato qui, quando era il senso di vuoto a farmi male.
E il senso di vuoto non è che un vuoto di senso.

Mi sentivo sbagliata, incapace, del tutto insignificante.

Che senso ha la vita quando la pensi così?

È servito un profondissimo lavoro interiore per conoscere me stessa.

Riscoprirmi, e finalmente ritrovarmi, eliminando tutto quello che non c’entra con chi sono io davvero.

Maschere di insicurezza e paura, schemi distorti, e quel giudizio spietato che da sola mi ero data.

Stavo bene, sempre più felice, stavo scoprendo il vero senso della vita.

Amare, ora libera da ogni paura potevo farlo 😃

Conoscere se stessi è fondamentale per arrivare fin qui.

Ma un dubbio, a volte forte a volte lieve, mi accompagnava come un’ombra ad ogni passo.

 

Come?

Quando scopri chi sei e trovi il senso della vita, la domanda arriva prepotente.

Come realizzare quel senso per realizzare la MIA vita? Qual è la mia missione?

Per qualche tempo avevo ignorato quella domanda, e per placarla quando più pressante avevo dato una risposta. L’unica che in quel momento riuscivo a vedere.

Amare tutto, dare il meglio di me stessa in ogni cosa.

Lo sentivo che non bastava, ma cercavo di accontentarmi, di farla funzionare.

Finché la vita, a un certo punto, mi ha posto di fronte ad un bivio.

Il bivio.

Non potevo più ignorare, metterla a tacere. Dovevo scegliere.
E per scegliere dovevo trovare la mia strada.

“Non trovo la mia strada, non so che fare della mia vita”

Ti è mai capitato di pensarlo?

 

Nel dubbio, l’illusione delle proprie certezze

Dopo una vita come rifugista in alta quota, da ormai tre anni ero una mental coach a tempo pieno.

Collaboravo, non ero io a decidere il metodo e l’approccio, ma a me non era mai nemmeno interessato.

Quel lavoro mi piaceva, lo sentivo mio.

Fino a quando ha cominciato a cambiare.

Restare significava adeguarmi a qualcosa che sentivo non corrispondermi più.

E quante volte lo facciamo?

Non capivo, forse non volevo.

Forse erano i muri di casa a starmi stretti dopo anni di lavoro online.

Sono attiva, mi piace muovermi, interagire fisicamente con la vita, toccarla per davvero, e lavorando costantemente al PC cominciavo a sentirmi alienata, spenta. Come mancasse qualcosa di vitale.

Forse non era stato proprio un caso se per vent’anni avevo gestito un rifugio.
Forse era lì che dovevo tornare.

Cambiare vita, variare, riabbracciare movimento e fisicità.
E intanto proseguire come coach, quel lavoro che amavo e in cui tanto credevo.

In fondo avevo sempre fatto due lavori e variare li aveva sempre resi più vivi.

E tutto sembrava pure funzionare!

Mi sentivo meglio, più entusiasta e vitale.

Forse era tutto qui, forse ora avrei visto i cambiamenti con un rinnovato sguardo e scoperto che mi sbagliavo.

Che ancora, quello, era il lavoro che avevo tanto amato.

Forse.

Eppure no. Ogni volta che ci tornavo scoprivo l’amara verità.

Il coaching, in quel modo, non mi corrispondeva più.

Mi aggrappavo in ogni modo a quel che fino allora era stata una certezza.

Forse avrei potuto farlo da sola, chiudere la collaborazione e fare a modo mio.
O forse no, forse non era la mia vera strada, quel “come” che realizza la mia vita.

Forse.

E il dubbio, così pesante con quel suo vestito grigio, era tornato da me.

 

Roaming wild: lasciare andare per guardare altrove

Il dubbio nella sua morsa stringeva tanto da far male. Il fiato corto, il cuore che batteva.

La confusione mi paralizzava come nebbia fitta in mezzo un bosco infinito.

E io restavo lì, immobile, mentre i pensieri giravano da far girare anche la testa.

Qual è la mia strada? Cosa sono chiamata a fare?

Il coaching? Il rifugio?
Forse altro?

Le crisi portano sempre incertezza, instabilità. E io, ormai c’ero dentro fino al collo.

Ma è proprio qui, quando i sentieri noti si perdono e ogni certezza scompare, che è più facile trovare la propria strada.

Ci attacchiamo a ciò che è noto, sicuro, percorso mille e mille volte.
E ci illudiamo sia proprio quello che fa per noi.

Facile, comodo restare nel noto, ma nel comodo non vediamo oltre.

Bisogna perdersi per trovarsi!

Lasciare andare fa paura, una paura folle a volte, ma ci costringe a guardare altrove. Là, dove ancora non conosciamo.

Roaming wild.

Lo chiama così Daniel Lumera nel libro “Scegli la tua vita”.

Un viaggio in cui lasciare ogni certezza per trovare chi siamo per davvero.

Bene, ma come capire cosa si vuole?

 

Come trovare la propria strada nella vita: perdersi per trovarsi davvero

“Per trovare la propria strada l’anima deve essere libera”
Daniel Lumera

Quante volte ci identifichiamo in un ruolo, un lavoro o un progetto realizzato? Quante nella maschera che indossiamo per essere approvati?

Chi siamo senza tutto questo?

Anthony de Mello, nel libro “l’aquila che si credeva un pollo”, diceva che dobbiamo disimparare.

Spogliarci da ogni certezza e lasciar andare chi abbiamo creduto di essere dietro una falsa identità.

Restare nudi con noi stessi in mezzo a quell’incertezza, tanto spaventosa quanto indispensabile e sacra.

È stato lì che ho dovuto cercare! E in quel fango c’era l’oro 🙂

 

Ascoltare se stessi: di chi è la strada che segui?

Vagare nell’ignoto fa paura, una paura tanto forte da togliere il fiato.

Ma è lì che, ascoltandosi davvero, si trova se stessi e la propria strada nella vita.

Ascoltando la propria anima e le più profonde aspirazioni. Ascoltare, per distinguere ciò che davvero si desidera da ciò che, solo, verrebbe approvato.

E allora fermati anche tu, pensaci bene.

Stai davvero inseguendo i tuoi sogni o insegui quelli di qualcun altro?

Non hai idea di quanto possa essere difficile rispondere sinceramente a questa domanda, vedere davvero.

A volte non ci accorgiamo, ma finiamo per seguire strade che non ci appartengono.

E non capire più, per noi, cosa conta davvero nella vita.

Magari abbiamo sbagliato ad imboccarla quella strada. Oppure era quella giusta, ma è cambiato qualcosa e non ci corrisponde più.

Altre volte, sottilmente ci inganniamo, finendo così per tradire noi stessi.

Già, proprio quello che era successo anche a me 🙁

E vederlo può far male da morire.

In ogni caso sono le nostre certezze ad ingannarci, quelle false di cui parla Giacomo in questo video.

 

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Ma se ti ascolti davvero prima o dopo lo senti che qualcosa stride.

E allora devi avere il coraggio di lasciar andare quella strada che non ti appartiene e seguire la tua.

Avrei potuto restare ferma, aggrapparmi a ciò che conoscevo fino a spegnermi.

Perdere me stessa, la mia vitalità e spontaneità. Adattarmi e far finta che tutto andasse bene.

Oppure potevo osare, rischiare e lasciare andare.

Ho scelto la seconda 🙂

“Osare significa perdere temporaneamente l’equilibrio, non osare significa perdere se stessi”
Soren Kierkegaard

Tra le frasi sul trovare la propria strada è quella che mi piace di più 😉

Anche tu allora, non permettere a niente, né nessuno di allontanarti da chi sei!

Osa, e impegnati a trovare la strada giusta per te.

 

Trovare la strada giusta: le domande da porti quando vivi davvero

Trovare la strada giusta_ragazza con occhiali tiene le spalline dello zaino guarda qualcosa alla sua sinistra

La tua strada la trovi in quello che hai vissuto.

E per vederla devi aver vissuto appieno ogni esperienza.

Fino in fondo.

Con consapevolezza e presenza piena.

È lì che puoi osservare davvero.

E porti delle domande.
Molte, quelle giuste 😉

  • In quali attività e contesti perdi la cognizione del tempo, sei lì, totalmente, con tutto il tuo essere e non esiste altro?
  • A quali valori o principi non rinunceresti mai? Quali compaiono ovunque guidando le tue azioni e le tue scelte più sentite e vere?
  • Nella vita, quali azioni ti vengono o ti sono venute dal cuore, pur senza un interesse o vantaggio particolare?
  • Quali esperienze della vita ti hanno fatto sentire “al posto giusto”, vivo, o viva e in piena connessione con te?
  • In quali azioni che compi o che hai compiuto provi un senso di profonda gratitudine e pienezza?
  • Cosa faresti gratis per tutta la vita?
  • Se ti pagassero 100.000 euro ogni mese per fare quello che vuoi, come impiegheresti il tuo tempo?
  • Cosa ti pentiresti di non aver fatto alla fine dei tuoi giorni?

 

Te l’avevo detto che erano tante, ma sono tutte molto importanti 😉

Provaci adesso allora, poniti queste domande.

Fallo molto seriamente però.
Soffermati su ognuna, rifletti, cerca.

Ma non pretendere che arrivi subito la risposta.

Se vivi distrattamente non entri davvero in contatto con la vita, la vera essenza della cose.

Vocazione fa rima con armonia, coerenza profonda col proprio essere.
La tua strada la trovi quando l’anima è libera, e la tua essenza in armonia con l’essenza di ciò che vivi.

Così, se non trovi le risposte, non cercare la tua strada, ma vivi appieno la vita e ogni esperienza che ti offre.

Fino in fondo.

Vivi ogni giorno come fosse l’ultimo, ma non avere fretta.

Il maestro arriva quando l’allievo è pronto 😉

 

Cercare l’oro e farlo brillare

Me li ricordo i periodi bui della mia vita.
Non c’ero, era come non esistere.

Fuggivo da tutto, soprattutto da me stessa. Vivevo in superficie, cercando solo di non sentire.

Pensi abbia trovato lì qualche seme della mia strada?

Certo che no.

Ma nel coaching ero andata fino in fondo, fino in fondo nel lavoro al rifugio.
L’avevo fatto in molte altre esperienze di vita, fin da quando ero bambina.

Dando il massimo, tutta me stessa. Come se non potesse esistere altro.

Poi ho riflettuto, analizzato il mio vissuto, mi sono fatta domande. Tante, quelle che ho posto anche a te.

Ho ascoltato profondamente cercando dentro di me.

E il maestro si è manifestato 🙂

Lo so, ora vorrai saperlo. Perché sono qui? Qual è la mia strada?

Eccola, ho capito di essere qui per questo.

Cercare l’oro per portarlo alla luce e farlo brillare.

Lo cerco ovunque.

Quando faccio coaching tirando fuori la parte più autentica e preziosa delle persone, il loro potenziale al netto di ogni blocco o paura.

È come se spolverassi diamanti. Adoro vederle tornare a splendere di quella luce che gli appartiene 😃

Ma cerco l’oro anche quando raccolgo erbe spontanee da cucinare.
Così preziose in mezzo a tutto il resto!

O quando scrivo e perdo il senso del tempo lucidando ogni parola che mi viene dal cuore per renderla ancora più preziosa.

Lo faccio in tutto, donando l’anima per far emergere la bellezza e il valore delle cose.

Tutte.

Dai piatti che cucino o un oggetto che realizzo, alla legna taglio e ripongo con ordine e una sacra religiosità.

Lo faccio ovunque, è vero, ma non significa che mi riesca sempre o mi riesca alla grande.

Trovare la propria strada non è questo.

Ma quando la seguo mi sento perfettamente coerente, a posto, in sintonia con la mia stessa natura.

Non c’è sforzo, solo una totale naturalezza.

 

Cosa conta: la spinta che viene dal cuore

Già, non era il rifugio, non era il coaching, ma quel modo unico di sentirmi me stessa.
Pienamente e autenticamente realizzata.

Poi, è vero, nel coaching c’è quel qualcosa di più. Le persone, esseri umani come me 🙂

Per questo ha un significato profondissimo.

L’ho visto bene osservando il mio passato.

Ho sempre amato profondamente vedere le persone ritrovare il sorriso.

Lo facevo fin da bambina!

Aiutare chi soffre a sorridere alla vita, ridare il sorriso anche a chi è solo un po’ distratto, preso da se stesso o dai problemi che ha.

Ridisegnarlo sul volto di chi è un po’ giù.

Tante volte ho sentito questa spinta venire dal cuore, con totale naturalezza e spontaneità.

Così se osservi, se ti ascolti per davvero, anche tu puoi trovare quella spinta che viene dal cuore. Ciò che davvero conta ed è importante per te.

In fondo trovare la propria strada e realizzarla non è altro che questo. Essere se stessi, portare alla luce ciò che più autenticamente e profondamente siamo 😃

 

Come trovare la propria strada e trasformala in un lavoro

Come trovare la propria strada nel lavoro_manager felice di profilo con braccia aperte e volto verso l'altoOgnuno ha una missione, quella chiamata che gli dà una direzione autentica, un modo unico di lasciare il segno del suo passaggio.

Ma la propria strada potrebbe non essere un lavoro o una certa attività.

Quando comprendi la tua missione puoi trasformarla in un lavoro trovando il tuo Ikigai, realizzare un sogno magari.

Ma ogni attività è un’invenzione umana.

Come potremmo essere naturalmente predisposti per qualcosa che naturale non è?

A te interessa trovare il modo, l’approccio alle cose in cui ti senti in armonia.

Non per forza quello che sai fare meglio, ma quello che senti tuo.

“La vita non richiede perfezione, ma verità “
Daniel Lumera

È l’impronta che lasci in ogni cosa che vivi con pienezza, anche quando non te ne rendi conto.
Quell’impronta che puoi imparare a vedere.

Se osservi bene, ti accorgerai che hai sempre un certo approccio, un’intenzione che guida le tue azioni, un obiettivo che persegui o un modo d’essere che s’irradia in ciò che fai lasciando un segno unico e autentico. TUO.

È la tua strada, la chiamata dell’anima.

Lì dove ti riconosci e ti senti perfettamente a tuo agio, coerente con ciò che sei.
Dove senti che è semplicemente quello che deve essere, perché è la tua natura.

E quando lo trovi, allora sì, puoi capire come farne il tuo lavoro, se vorrai.

 

L’impronta che lasci conta più del lavoro che fai

Questo approccio potrebbe adattarsi a più cose, più tipi di attività, o magari ad una in particolare.

Tra queste alcune ne avranno meno e qualcuna avrà per te più senso per te.

L’attività in cui sentirai di realizzare la tua strada potrebbe cambiare nel tempo, ma a non cambiare sarà quello per cui sei qui, proprio tu, su questa Terra.

Amo il coaching, oggi lo faccio di mestiere provando a farlo a modo mio.

Per mestiere cerco anche erbe spontanee da cucinare al rifugio.

Ma domani potrei fare le stesse cose senza farne un lavoro. O fare tutt’altro, chissà 🙂

Cosa fare della mia vita lo scoprirò davvero solo vivendola.

E se vivo appieno, fino in fondo ogni esperienza ed occasione che mi offre, sono certa: troverò quello che fa per me.

È solo questione di tempo e di Vivere davvero. Pienamente. Con apertura, il coraggio di osare e la curiosità di provare.

Senza scappare o aggrapparmi al noto, ciò che è comodo e sicuro.

Ponendomi spesso le domande, di nuovo. Le stesse che ti ho mostrato poco fa.

La mia strada però, la mia impronta sarà presente in ogni cosa. Qualsiasi essa sia.

E ora che la conosco, sì, potrò farne l’uso migliore. Per lasciare un segno positivo del mio passaggio e dare un senso pieno alla mia vita.

Fallo anche tu. E se vuoi capire come trovare la tua strada lavorativa, poniti spesso quelle domande.
Man mano le risposte arriveranno e saranno sempre più vere, TUE.

Trova la tua strada, realizza chi sei qui per essere, ma ricorda un’ultima, preziosissima cosa.

L’impronta che lasci potrebbe essere sottile, invisibile agli occhi degli altri.

Le persone potrebbero anche non accorgersi di niente o non dargli alcuna importanza.

Ma il segno che lascerà sarà visibile agli occhi di qualcosa di più grande.

È per questo che sei qui.
E questo, ricordalo, è tutto quello che conta 🙂

 

Domande frequenti: cosa chiede chi non sa come trovare la propria strada nella vita

Ragazzo di spalle pensieroso e assorto con mano sulla nuca guarda avanti senza fissare nulla di preciso

Capire come trovare la propria strada nella vita può essere davvero impegnativo.

Dopo tutto, trovare se stessi è un viaggio lungo tutta la vita 🙂

La ricerca di sé però, parte spesso da domande semplici e fondamentali.
Quelle che le persone si pongono a un certo punto della loro vita.

Conoscere le risposte può già essere un grande aiuto.
Ecco perché ora voglio darti quelle delle domande più frequenti.

Partiamo? 😀

 

Che significa trovare la propria strada?

Trovare la propria strada significa sentire una chiamata interiore che risuona in modo armonioso e profondo con la nostra vera essenza.

Non si tratta solo di avere passioni o un lavoro che piace, ma di rispondere alla domanda fondamentale: “chi sono io davvero?“.

Nell’antica tradizione indovedica questo concetto è noto come svadharma, ovvero il proposito della propria vita o vocazione.

In definitiva, significa scoprire il proprio modo unico e autentico per realizzare il senso della vita, portando nel mondo chi siamo più profondamente.

 

Come capire qual è la tua vocazione?

Per capire qual è la propria vocazione bisogna rispondere a una domanda fondamentale:

chi sono io davvero e cosa sono chiamato a fare qui, su questa Terra?

La vocazione è sinonimo di armonia e coerenza profonda con il proprio essere.

Puoi riconoscerla attraverso questi segnali:

  • Naturalezza: quando segui la tua vocazione non senti sforzo, ma una totale spontaneità.
  • Sintonia: ti senti perfettamente “a posto” e coerente con la tua stessa natura.
  • L’impronta unica: è quell’approccio o intenzione che guida le tue azioni e lascia un segno che ti appartiene in modo esclusivo.
  • Presenza: potrebbe manifestarsi in quelle attività in cui perdi la cognizione del tempo e sei presente con tutto il tuo essere.

 

Come faccio a trovare la mia strada?

Trovare la propria strada è un viaggio interiore che richiede di spogliarsi di schemi,  condizionamenti e paure.

Ecco i passaggi chiave:

  1. Vivere appieno: non cercare con ansia, ma vivi ogni esperienza con consapevolezza e presenza piena.
  2. Ascolto profondo: impara a distinguere ciò che desideri davvero da ciò che faresti solo per ottenere approvazione.
  3. Analisi del vissuto: osserva il tuo passato per rintracciare quella “spinta dal cuore” che si manifesta fin dall’infanzia.
  4. Porsi le domande giuste: rifletti su cosa faresti gratis per tutta la vita o su come impiegheresti il tempo se non avessi problemi di denaro.

 

Come capire che non è la strada giusta?

Spesso ci accorgiamo che una strada non ci appartiene perché sentiamo che qualcosa stride dentro di noi.

I segnali più comuni sono:

  • Un senso di alienazione o spegnimento, come se mancasse qualcosa di vitale.
  • Sentirsi costretti ad adeguarsi a situazioni che non corrispondono più a chi siamo.
  • La percezione che manchi qualcosa e, nonostante l’impegno, ciò che facciamo non sia più sufficiente a darci pienezza.
  • Malessere, disagio o insofferenza nel vivere quella cosa.

 

Come faccio a ritrovare me stesso?

Per ritrovare se stessi è necessario intraprendere un lavoro interiore volto a eliminare tutto ciò che non c’entra con la propria vera natura.

Questo implica:

  • Disimparare: spogliarsi dalle false identità e dalle maschere indossate per paura o insicurezza.
  • Accettare l’incertezza: restare “nudi” di fronte all’ignoto e viverlo senza scappare, un passaggio spaventoso ma sacro per riscoprire chi siamo davvero.
  • Perdersi per trovarsi: avere il coraggio di lasciare andare le certezze comode per esplorare territori nuovi dell’anima.

 

Perché non riesco a trovare la mia strada nella vita?

La difficoltà nel trovare la propria strada può dipendere da diversi fattori:

  • Attaccamento al noto: la tendenza a restare in ciò che è sicuro e comodo impedisce di vedere oltre.
  • Condizionamenti: vivere cercando di soddisfare i sogni o le aspettative di qualcun altro invece dei propri.
  • Vita distratta: vivere in superficie senza entrare davvero in contatto con l’essenza delle cose impedisce di ascoltare l’anima.
  • Paura di osare: il timore di rischiare e perdere l’equilibrio blocca l’evoluzione necessaria per scoprirsi.
  • Adeguarsi al malessere: restare nella zona di comfort paralizza nell’inerzia impedendo di inseguire i propri sogni.

 

Qual è il tuo scopo nella vita?

Sebbene ognuno abbia un “come” unico per realizzarlo, il significato profondo della vita è uno solo per ogni essere umano: Amare.

Lo scopo finale è portare alla luce ciò che di più profondo siamo, lasciando un’impronta positiva del nostro passaggio, anche se sottile o invisibile agli occhi degli altri.

 

Come posso trovare un senso alla mia vita?

Il senso della vita è amare, ma per trovare il senso della tua di vita devi trovare quel modo unico e autentico di realizzarlo ascoltando la tua chiamata interiore.

Trovata la tua missione, devi viverla con forza e determinazione, profondamente e dando tutto ciò che sei.

Serena Sironi

Serena Sironi

Nel 2007 la mia vita difficile mi ha avvicinata alla crescita personale. Ho capito che era lì la soluzione alla mia infelicità! Solo 10 anni dopo però, con la Scuola di Indipendenza Emotiva su diventarefelici.it, è iniziato il mio percorso verso una vera rinascita. Ho scoperto chi sono davvero, ritrovato il senso della vita e la voglia di vivere ogni cosa con gioia ed entusiasmo. Da allora, come Mental Coach, collaboro attivamente con la Scuola. Desidero profondamente aiutare tutti a percorrere la strada che ho percorso per prima. Perché tutti possono arrivare dove sono arrivata io!
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6 Commenti
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Patrizia
Patrizia
8 Maggio 2026 17:52

Ciao Serena, questo articolo l’ho letto e riletto più volte perché merita di assaporare e comprendere ogni singola parola, non volevo che mi sfuggisse nulla. Sei fonte di ispirazione per me che sei stata la mia Coach, quanta fortuna ad incontrare te e la scuola, mi avete aiutato a liberarmi, strato dopo strato di tutto ciò che non mi apparteneva, fino a ritrovare una me autentica, quell’oro di cui parli. Tanta gratitudine!

Simona
Simona
21 Aprile 2026 20:45

Mia cara Serena

Ogni volta che leggo un tuo articolo ne rimango folgorata!
E’ come se i miei pensieri prendono forma, il mio vissuto si avvicina tantissimo al tuo, pensa che ha meta’ dell’articolo volevo urlarti” le strade possono essere anche diverse ma basta che portino al tuo centro della vita al tuo “amare”
E proseguendo hai scritto proprio questo
Grazie Serena
Io ho trovato anche in altra strada … per te !!!!
Proverei a scrivere un libro perché hai un modo di esprimerti semplice che arriva nel profondo
Mia cara coach grazie 🙏🏻

Last edited 5 mesi fa by Simona
Paola
Paola
19 Aprile 2026 22:45

Grazie Serena!
Un bel viaggio questa mail,
ricca di spunti e di vera vita vissuta❤️