Fuggire da se stessi e la paura del giudizio degli altri

fuggire da se stessi

Ti mostro cosa accade quando si ha paura del giudizio degli altri e come smettere di fuggire da se stessi, attraverso alcune osservazioni e riflessioni che ho fatto in questo fine settimana di picco massimo del Coronavirus.

Quando si ha un giudizio negativo su se stessi, un giudizio negativo degli altri non fa che confermare quel pensiero che vorremmo non credere vero, facendolo apparire negativo senza ombra di dubbio.

E’ così che, inevitabilmente, si arriva a temere il giudizio degli altri fino ad avere paura e nascondersi da loro.

Ma nascondersi dalle persone significa nascondersi e scappare da se stessi.

E questo è davvero un bel problema.

A causa della pandemia, in Lombardia l’allerta è massima.

Per l’elevatissima capacità di contagio infatti, l’enorme quantità di persone che potrebbero esserne colpite metterebbe in ginocchio i sistemi di assistenza sanitaria, creando una situazione difficilissima da gestire.

Così, la grande allerta ha scatenato il panico tra la gente che nella maggior parte dei casi non capisce come stiano realmente le cose.

In questo misto di caos e di ignoranza, c’è chi si comporta normalmente e chi invece, preso dalla paura, si barrica in casa o si muove bardato di mascherine, occhiali e ogni ben di Dio per evitare di essere contaminato.

Ma in questa situazione, in cui critiche e polemiche piovono su tutto e su tutti, c’è anche chi, per paura di mostrarsi intimorito, finge che il problema non esista.

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Così evita di proteggersi in modo evidente, ma cerca di farlo camuffandosi con sistemi goffi, ridicoli e ovviamente inutili.

Girando in città, ho visto persone fingersi pensierose e, con la mano sulla bocca, atteggiarsi in espressioni concentrate ogni volta che incrociavano uno sguardo, altre col volto completamente rivestito con sciarpa e occhiali da sci senza alcun motivo logico e altre ancora con una sciarpa di pelo a coprirsi naso e bocca, fingendo di proteggersi dal freddo.

Fuggire da se stessi per scappare dal problema

fuggire da se stessi-nascondersi

Osservare queste persone mi ha fatto venire in mente una ragazza che seguivo tempo fa nella sua crescita personale.

Temeva il fallimento e quando incontrava difficoltà nel raggiungere un suo obiettivo, si raccontava che in fondo non le interessava neanche così tanto.

E in questo modo era convinta che se anche lo avesse mancato, non avrebbe sentito il peso dell’aver fallito.

Non solo però. Pensava anche che se non si fosse mostrata troppo interessata, nemmeno gli altri avrebbero considerato un fallimento quella situazione che, a quel punto, semplicemente apparirà essere andata un po’ diversamente dai suoi piani.

Ma questo non le impedirà di fallire!

Come bardarsi di tutto punto con sistemi inadeguati non impedirà altre persone di essere contagiate.

E pensandoci bene, fuggire da se stessi nascondendo le proprie paure e fingendo che il problema non esista, è un meccanismo piuttosto comune e che spesso usavo anch’io su molte mie debolezze.

Nascondersi dagli altri per nascondersi da se stessi

scappare da se stessi-nuvole minacciose

Solo pochi anni fa, una cosa che mi stava molto a cuore era la forma fisica.

Mantenerla per me era davvero importante e lo era per una serie di motivi che ora non ti sto a raccontare.

Lo era al punto da farmi stare male se si fosse discostata dai miei parametri, anche solo di un pochino.

Mi faceva troppo male considerare il rischio che potesse accadere e non sopportavo l’idea che le persone avrebbero potuto notarlo e vedere la mia debolezza.

E al rifugio, come puoi immaginare, ero continuamente esposta al giudizio degli altri vista la quantità di avventori.

Le persone che temevo di più, erano i clienti abituali o gli amici che nel tempo avrebbero potuto notare eventuali differenze.

Così, proprio come quella ragazza, cercavo di scappare da me stessa facendo ogni sforzo per convincermi che in fondo non era poi così importante. E come lei, pensavo che anche gli altri non avrebbero dato importanza alla mia forma, vedendo che io per prima non gliene davo.

Al contrario, pensavo che gli altri avrebbero visto la mia forza e sicurezza che cercavo di mostrare, mentre nascondevo ciò che, invece, pensavo mi avrebbe reso debole.

Quando giudichinegativo qualcosa che ti appartiene, ogni relativo giudizio degli altri ti ferisce e chi ti giudica diventa il tuo nemico. Colui che ti ha scoperto, riuscendo a ferirti.

E’ così che per scappare dal problema, si finisce per fuggire da se stessi.

Si comincia ad avere paura delle persone arrivando perfino a odiare chi ti ha colpito su quel punto debole che fa paura per mille possibili motivi e che non si vorrebbe ammettere nemmeno a se stessi.

Così scappi dal problema e mentre scappi, lo nascondi e ti nascondi.
Dalle persone.
Da te stesso, o te stessa.

Paura del giudizio degli altri: scappare da stessi non aiuta

scappare da se stessi

È così che ci copriamo la bocca con le mani, proprio come chi scappa dal virus nascondendosi dietro a ridicoli tentativi di mostrarsi forte.

Ma se vieni a contatto con il virus, pensi davvero che coprirti la bocca con le mani eviterà il contagio? Davvero ha senso scappare da se stessi?

Se ti racconti che il tuo problema non è un problema, il problema resta di sicuro e, come il virus, a quel punto non potrai far altro che subirlo.

Il problema resta, come resta la paura che non vuoi vedere.

E così sei vulnerabile, debole davvero.

Ma c’è di più.

Se togli l’importanza ad un problema, nemmeno ci metti il giusto impegno perrisolverlo.

Cosa lo faresti a fare visto che non ti interessa? 😉

A quel punto non ti impegni fino in fondo e quel problema durerà per sempre, insieme alla paura del giudizio degli altri.

Ammettere le proprie debolezza per smettere di fuggire da se stessi

Non hai più paura-fioreFuggire da se stessi non serve a niente, la vera forza sta nel coraggio di ammettere le nostre debolezze e paure per prima cosa a noi stessi.
Guardarle in faccia per capire cosa c’è di vero e cosa invece sta solo nella nostra testa.

Molte volte ci accorgeremo che sono molto, ma molto più piccole di quanto ci eravamo immaginati.

A quel punto potremo smettere di lottare coi mulini a vento e prenderemo in mano quel problema con impegno e serietà, ma anche con la consapevolezza che possiamo risolverlo.

Quando l’ho capito, ho visto la soluzione davanti ai miei occhi e semplicemente l’ho messa in pratica con impegno.

Avevo capito che quel problema era reale, lo avevo accettato.

Adesso potevo affrontarlo con la giusta forza e determinazione, perché risolverlo significava eliminare le mie paure e debolezze e aprirmi un varco verso la felicità.

E le persone?

Hanno perso quel potere di ferirmi e allora ho cominciato a vederle coi miei occhi. Quelli veri e senza filtri.
I miei occhi e non più quelli della paura.

Ho smesso di scappare e allora è stato incredibile vedere che ora le persone mi apparivano così diverse. Persone, non più figure enormi e spaventose.

Un meraviglioso momento quello in cui ho capito che era tutto e solo nella mia testa.

Una sorpresa scoprire che nessuno mi giudicava per farmi male e nessuno riteneva negativo il mio aspetto, che nemmeno gli era mai davvero interessato.

È stato un vero senso di sollievo e leggerezza, capire che quelli che mi apparivano come giudizi, altro non erano che una minuscola parte di fiumi di parole che avevano l’unico scopo di condividere un momento.

E solo allora ho potuto condividerlo davvero, amando me mentre amavo gli altri 🙂

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Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, mi sono avvicinata alla crescita personale nel 2007. Da allora è cominciato quel percorso che mi ha permesso di rinascere scoprendo davvero chi sono e diventando più forte di ogni problema. Dal 2017 metto a disposizione la strada che ho percorso per prima a chi si affiderà a me come Mental Coach, anche grazie al particolarissimo ambiente del rifugio. Qualcuno mi definisce come architetto dell'anima. Concordo...
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