Gratitudine e riconoscenza, una porta per trovare la felicità

Gratitudine e riconoscenza

Oggi ti parlo di gratitudine e riconoscenza, argomento a me particolarmente caro 🙂

Per cominciare precisiamo una cosa: gratitudine e riconoscenza non sono sinonimi, anche se spesso tendiamo a confonderle e sovrapporne il significato.

Cogliere la differenza e capire veramente cos’è la riconoscenza e cosa la gratitudine è di importanza fondamentale perché l’una è essenziale per l’altra e se non capisci di cosa si tratta sarà difficile riuscire ad allenarle.

In particolare considera questo: senza riconoscenza non può esistere gratitudine.
E la gratitudine è quell’emozione davvero potente che è stata capace di cambiare la mia vita.

Imparare ad essere profondamente grata infatti, è stata la mia porta per la felicità e sono certa potrà essere anche la tua.

Non male vero?
Seguimi allora 😉

Gratitudine e riconoscenza: cogliere per accogliere e ringraziare

gratitudine e riconoscenza

La gratitudine è amore.

Amore che lasci entrarericonoscendo“, e quindi cogliendo il valore di ciò che hai, e amore che lasci uscireringraziando“, e quindi restituendo valore a ciò che accogli.

Amore e amare in una cosa sola.

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E l’amore è ciò che da senso alla vita, per questo dico che è la porta per trovare la vera felicità 🙂

Senza gratitudine, ogni vita resta una vita sprecata alla ricerca di quel qualcosa che manca.
Qualcosa da ottenere in cambio di un briciolo di effimera soddisfazione, inevitabilmente breve e superficiale.

Se vivi in questo modo, la tua vita sarà una lotta continua. La ricerca di una felicità che allora sarà solo un’illusione.
E intanto non ti accorgi che basterebbe cogliere ed accogliere, e la felicità sarebbe già dovunque.

Come vedi però, è con la riconoscenza che si comincia ad essere grati.

Riconoscendolo, ti stai aprendo ad accogliere ogni dono che la vita ha da offrirti.
Semplicemente ti accorgi di esso e allora cogli ed accogli il suo valore che restituisci ringraziando.

Prima vedi, poi ringrazi.

Ma cosa significa esattamente riconoscere?

Vedere ciò che hai per raggiungere la gratitudine

vedere ciò che hai

Per arrivare alla vera gratitudine devi prima di tutto riconoscere, vedere.

Quindi la prima cosa che devi fare e accorgerti di quello che hai e per farlo è fondamentale sviluppare una visione positiva.
Per questo ti consiglio di leggere questa guida molto pratica e approfondita che ho scritto proprio per aiutarti a farlo! 😀

Quando cominci a vedere quello che la vita ti offre e che sempre c’è, in qualunque situazione, allora inizi ad apprezzarlo, a riconoscere che ha un prezzo appunto, il valore che ora gli dai.

È questo il momento in cui cominci a “sentire” profondamente e ad accogliere quel dono: quella cosa che è lì proprio per te e non è scontata! Se davvero la riconosci, allora vedi che potresti benissimo non averla.
Ed ecco che una profonda gratitudine ti è già scivolata in fondo al cuore.

E stai bene, veramente bene 🙂

Senza riconoscenza però, qualunque “grazie” sarebbe solo un grazie vuoto e privo di significato.
Il grazie che magari hai imparato da bambino, o da bambina, quello che si dice perché “sta bene fare così“, perché “è buona educazione”, ma non perché tu lo senti davvero 🙂

Quando scopri gratitudine e riconoscenza, capisci che non ti serve nulla per essere felice perché ora riconosci che hai già tutto.

Ecco cosa accade quando ti apri alla vera gratitudine: scopri quello che io stessa ho scoperto in un giorno d’inverno di qualche anno fa, quel giorno di cui ora ti racconto 🙂 

Gratitudine e riconoscenza: 50 Watt possono bastare

gratitudine e riconoscenza-50 Watt

Ogni inverno al rifugio alpino che gestisco, l’acqua che arriva dalla fonte gela nelle tubature.
Questo rende davvero impegnativa la gestione delle attività più basilari.

L’unica possibilità è quella di recuperarla riempiendo delle taniche direttamente dalle cisterne che si trovano a notevole distanza.
Naturalmente ci si arriva solo a piedi camminando faticosamente su neve e ghiaccio, così, per alcuni usi, si fa sciogliere la neve con ogni possibile sistema.

Questo per dirti quanto disagio possa creare questa condizione.

Quell’anno però, il clima sembrava essere clemente e l’acqua scorreva liquida come mai.

Ma quello di cui voglio parlarti oggi riguarda tutt’altro.
Oggi voglio farti capire come 50 Watt possono bastare.
E sto parlando di corrente elettrica 😀

Guarda a quello che hai, c’è sempre, anche se ti manca qualcosa

quello che hai

L’impianto elettrico del rifugio funziona a pannelli solari, ma quell’anno, prima delle feste natalizie, l’usura li aveva messi fuori uso.

In sostanza, la corrente disponibile al rifugio era di soli 50 watt. E fai conto che a casa tua come minimo ne hai 3000!

Il momento buono per utilizzarla è quello tra metà mattina e metà pomeriggio, quando il sole arriva diretto sui pannelli.

In quelle ore è possibile caricare telefoni, eventuali altri apparecchi a batteria e accendere il registratore di cassa.

Niente altro.
Frigorifero spento.
Tanto, in inverno, la cantina funziona anche meglio del frigo 😀

Nelle ore di buio l’unica cosa ammessa è la luce di tre lampade, da usare con molta accortezza per assicurarsi la corrente fino al prossimo sole.
Così, per ottimizzare il tempo, usavo telefono e tablet verso sera (e solo per quanto strettamente necessario), al buio e sfruttando la luminosità dello schermo.

Nelle prime ore del mattino, invece, potevo usare la luce delle lampade, sempre che fosse rimasta corrente nelle batterie dell’impianto. Tanto a breve sarebbe arrivato il sole.

In caso contrario, la pila frontale sarebbe andata benissimo per i primi semplici lavori della giornata.

Tutto il resto ruotava perfettamente sotto controllo attorno a questi vincoli, ma ti immagini quanto fosse complicata la situazione?

E la tentazione di lamentarmi l’avevo anche avuta!

Quell’anno l’acqua c’era, ma all’inizio mica avevo pensato a essere grata per quello che avevo.
Invece guardavo a quello che mancava fino al rischio di cominciare a lamentarmi.

Vittimismo o gratitudine? A te la scelta!

vittimismo

Se avessi ceduto alle mie stesse lamentele, avrei cominciato a pensare che non è giusto, che non spetta a me risolvere questo problema (essendo il rifugio di proprietà altrui), che così sarà difficile fare tutto e così via.

Avrei cominciato a sentirmi vittima della situazione e puntando il dito fuori, mi sarei persa tutto quel ben di Dio che avevo a che altrimenti non avrei visto, né riconosciuto.

Senza gratitudine e riconoscenza sarei soltanto stata male e io stessa mi sarei preclusa la possibilità di vivere questa situazione nel modo migliore. 

Abbiamo la libertà enorme di scegliere sempre come vivere ogni cosa.

E se solo la guarderemo nel modo giusto, allora gratitudine e riconoscenza ci permetteranno di vivere meravigliosamente ogni situazione, anche quella più impegnativa.

Accorgermi che quell’anno l’acqua c’era, mi aveva fatto aprire gli occhi e cambiato la mia prospettiva.

Quando capisci che puoi fare tutto anche se è più scomodo e faticoso, apprezzi di più quello che hai sempre, anche se di solito lo sottovaluti lamentando che non basta.

Guardi a quello che hai invece che a quello che manca e capisci che tutto quello che hai, per poco che sia, ti migliora la vita.

Ecco perché puoi esserne grato, o grata invece che lamentarti del fatto che è poco!
Ma se non ci fai attenzione, tornare a lamentarti sarà un attimo.

Va bene, quest’anno l’acqua c’è e apprezzi che, per poca che sia, hai pure la corrente.
Ma il disagio comunque non te lo toglie nessuno!

In fin dei conti, mettila come ti pare, ma la situazione resta negativa e ti manca sempre qualcosa.
Sai cosa ti dico però? Ti sbagli.

Gratitudine e riconoscenza vanno coltivate ogni giorno, ecco perché ti consiglio di allenarti a guardare a quello che hai.
Nonostante tutto 😉

Guarda bene, tutto è un dono!

tutto è un dono

Lati positivi ce ne sono sempre, ma se ti concentri a guardare i negativi, finirai per non vedere altro.

E ti dico di più, se solo ti dai la possibilità di guardare per bene, scopri che le cose positive sono molte di più di quelle negative.

Solo se guardi davvero a fondo infatti, ti accorgi che tutto ti migliora la vita, perché è sempre l’opportunità per crescere e per fare e cogliere ciò a cui non altrimenti penseresti mai.

Senti qui…

Uno di quei giorni al rifugio, con lo scopo di risparmiare la corrente avevo pensato di scendere alla jeep e sfruttando la luce del tramonto, recuperare un carico di viveri e un po’ di legna fine per accendere le stufe all’indomani.
Fuori si vedeva più che dentro!

Camminare nella luce del crepuscolo è stato qualcosa di meraviglioso.

I riflessi rossi sulla neve, le nuvole infuocate dall’ultimo sole, il silenzio rotto solo dal rumore sordo dei miei passi…
Una meraviglia impagabile di cui certamente non avrei goduto se i pannelli solari avessero funzionato come sempre 🙂

È stato quello il momento in cui mi sono accorta di come non mi serve altro per essere felice.

Ho capito quanto sono fortunata per tanto che ho e che forse sarebbe ancora di più, se avessi meno di quello che ho adesso.

Tutto è un dono e se la guardo bene, ogni cosa è capace di sorprendermi e meravigliarmi.

Ma non era stato solo quel momento, ormai avevo capito.

Gratitudine e riconoscenza: non ti serve niente per essere felice

gratitudine e riconoscenza-non ti serve niente

Di ritorno dalla camminata, i miei occhi vedevano tutto in modo diverso e ogni cosa aveva preso un sapore di buono.

La riconoscenza aveva cambiato il modo di vedere le realtà e la gratitudine era ormai scivolata in fondo al cuore per non uscire più.

Ecco perché ti dico: non pensare a quello che ti manca, ma pensa a quello che hai.
Per poco che sia, è comunque il dono più grande che potresti avere.

Meno hai e più ti accorgi di quello che non pensi di avere e capisci che è ciò che hai di più vero.

Questo, non solo ti basterà, ma capirai anche che, proprio per averlo visto, hai di più di chi possiede più cose di te. 

Ogni cosa che possiedi ha il potere di farti soffrire e tenendoti legato, o legata alla paura di perderla, ti toglierà la libertà.
Ma meno cose hai, più ti accorgi di quanto non ti serva nulla per essere felice.

Coltiva gratitudine e riconoscenza, allenale ogni giorno e allora ti renderai davvero conto che la meraviglia del mondo sta solo nella bellezza dei tuoi occhi che lo guardano, perché tutto quello che ti serve è già dentro di te 🙂

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Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, mi sono avvicinata alla crescita personale nel 2007. Da allora è cominciato quel percorso che mi ha permesso di rinascere scoprendo davvero chi sono e diventando più forte di ogni problema. Dal 2017 metto a disposizione la strada che ho percorso per prima a chi si affiderà a me come Mental Coach, anche grazie al particolarissimo ambiente del rifugio. Qualcuno mi definisce come architetto dell'anima. Concordo...
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FRANCESCA
FRANCESCA
Settembre 7, 2021 10:31 PM

Molto bella….splendida NL