Come imparare a delegare (soprattutto le cose importanti)
Sono diverse le situazioni in cui sarebbe prezioso imparare a delegare.
A volte per portare avanti il proprio lavoro è necessario saper delegare ad altri qualche attività, per esempio.
Ma potremmo delegare anche nel contesto famigliare, tra amici o nella gestione delle cose pratiche di tutti giorni.
Ma delegare qualcosa a qualcuno potrebbe non essere semplice per diversi motivi.
In questa pagina non solo voglio spiegarti quali sono questi motivi e cosa fare per riuscire a delegare, ma anche cosa otterrai quando avrai imparato a farlo.
E scoprirai anche che delegare significa molto più di quanto ora ti potresti immaginare 🙂
Cominciamo? 😀
Imparare a delegare: perché così difficile?
Il primo motivo per cui potremmo non riuscire a delegare è la paura.
Che poi non saremo più così necessari, utili a qualcosa o per qualcuno.
Che così perderemo le persone a cui siamo legati, che se non serviremo la nostra vita non avrà più un senso.
Un atteggiamento distruttivo con cui rendiamo le persone dipendenti da noi, e noi costretti a fare cose che altrimenti potremmo benissimo delegare.
Un atteggiamento insomma, che priva tutti della propria libertà.
Già…
Soprattutto se parliamo di lavoro però, il motivo per cui non riusciamo a delegare potrebbe anche essere un altro.
Ci sono cose che vorremmo fare sempre in prima persona perché sappiamo bene quanto il risultato dipenda strettamente da noi.
Dalle nostre capacità. Ma anche, e forse soprattutto, dall’importanza che diamo a una certa cosa, e così dalla cura e dall’attenzione che metteremo per realizzarla.
In passato non sai quante volte l’ho commesso questo errore!
Per paura di delegare infatti, mi ritrovavo a fare sempre tutto io.
Con questo però mi restava poco tempo, a volte niente, per fare quello che per me contava davvero. E farlo bene!
Non solo, ma mentre accumulavo stress, stanchezza e tante emozioni negative, tutto diventava niente più che un dovere.
E non sai per quanto tempo è stato così!
Mollare la presa non è semplice, ma per fortuna a un certo punto ho capito che così non poteva più funzionare.
Dovevo imparare a delegare, ormai era del tutto evidente.
Farlo non mica stato facile però, soprattutto all’inizio.
Ci provavo, ma subito mi scontravo con il terzo motivo per cui spesso non riusciamo a delegare: pensare che se facciamo da soli faremo molto prima.
È vero, ci vuole tempo perché gli altri imparino a fare ciò che finora abbiamo fatto solo noi.
Ma non ci accorgiamo che spendere un po’ di tempo all’inizio ce ne farà guadagnare tantissimo poi.
E insegnare agli altri non è poi troppo complicato quando capisci come fare.
Richiede solo un pizzico di pazienza 😉
Come insegnare agli altri per imparare a delegare
Più volte avevo provato ad insegnare agli altri come fare qualcosa, ma spesso mi ero scontrata con la loro presunta incompetenza e incapacità.
Tutta una perdita di tempo, pensavo.
Ma cosa facevo per insegnargli quello che avrebbero dovuto fare?
Semplice, gli spiegavo cosa fare e come farlo con la pretesa che così, di punto in bianco, riuscissero a fare ciò che gli avevo chiesto per me.
Ma ti pare? Come poteva funzionare così?
Per imparare serve esperienza, provare a fare le cose, sporcarsi le mani, sbagliare, imparare dagli errori e riprovare.
Una volta, due, dieci volte.
Quante volte l’avevo vissuto sulla mia stessa pelle?
E così, col tempo, anche io ho fatto più esperienza 😉
…e imparato che insegnare per bene alle persone come fare qualcosa è un processo fatto di tre passi.
Eccoli qua:
- PRIMO PASSO: tu fai e l’altro guarda.
Significa che prima di tutto fai tu quella cosa con l’altro al tuo fianco. E intanto, naturalmente, le spieghi cosa fai e perché.
Magari gli chiedi una mano, ma l’altro si limita solo (o quasi) a guardare. - SECONDO PASSO: l’altro fa e tu guardi.
La seconda volta fai fare quella cosa alla persona mentre tu, standole accanto, te ne stai semplicemente ad osservare.
Poi, eventualmente, aggiustate insieme quello che non va perché lei possa imparare dai suoi errori. - TERZO PASSO: lasci che faccia.
Quando l’altro ha capito e imparato a fare quella cosa, lo lasci fare tenendo sempre un occhio sull’essenziale perché tutto funzioni davvero.
Chiaro? 😀
Poi è certo, non delegherò a chiunque.
Dipende sempre dall’importanza di ciò che intendo delegare…
Delegare sì, ma a quali condizioni?
Imparare a delegare significa anche capire a quali condizioni è bene farlo.
Per questo è anche fondamentale saper scegliere le persone.
Io ho imparato farlo ponendomi alcune utilissime domande che da subito mi hanno aiutato a scegliere nel modo migliore.
- Questa persona è disponibile a fare questa cosa?
- Gli piace farla?
- Ha le capacità? E se non le ha, ha sinceramente voglia di imparare?
- Ha il tempo per farla e farla bene?
Come vedi ho evidenziato alcune parole importanti.
Sono gli aspetti a cui devi prestare attenzione per scegliere la persona giusta a cui delegare.
Sceglierla in questo modo significa avere le migliori possibilità di un lavoro fatto bene.
Magari non nello stesso modo in cui lo avresti fatto tu.
Non nello stesso in cui lo avrei fatto io 🙂
Ma ho scoperto che questo non solo può bastare, ma è anche molto di più!
Ascolta bene…
Saper delegare porta sempre buoni frutti
Saper delegare è davvero importante perché non solo permette di ottenere un lavoro fatto bene, ma dona anche la ricchezza del tocco autentico, unico e speciale di ogni persona.
Un lavoro sempre diverso, eppure perfetto.
Cosa potrebbe esserci di meglio? 😀
Non solo, ma delegare può essere anche un gesto d’amore e fiducia verso l’altro.
Quando non sapevo delegare ero sempre concentrata sul risultato, su di me, sulle mie capacità.
Non mi ero mai interessata di scoprire quelle degli altri, i loro interessi, cosa gli piaceva davvero.
L’ho capito solo dopo, ma quando ho iniziato a farlo ho scoperto che avrei potuto delegare molto.
E che così avrei dato molto a me stessa permettendomi di dedicarmi pienamente a ciò che per me conta davvero.
Ma mi sarei data molto anche perché dare amore fa star bene prima di tutto me 🙂
Ed è anche il miglior modo per relazionarsi con gli altri.
Il perché te lo spiega Giacomo in questo video.
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Ma non è tutto qui, interessandomi agli altri infatti, avrei dato molto anche alle persone 🙂
Amore e fiducia non sono mica roba da poco!
Insomma, per imparare a delegare è fondamentale imparare ad amare 😀
Proprio per questo voglio proporti questo test.
Insomma, se vuoi imparare a delegare, ma farlo bene!, devi dare più importanza alle persone che al tuo lavoro.
È questo che ti darà il miglior risultato, questo che ti farà ottenere ciò che ti interessa per davvero.
E questa è forse la cosa più preziosa che devi comprendere anche tu 🙂
Cosa delegare: di certe cose devi occupartene tu!
Ottimo, ora hai capito che imparare a delegare è importante per poter organizzare al meglio il proprio tempo e poterlo vivere appieno.
E lo è per amare le persone e creare ottime relazioni con loro.
Bene, ma ancora non basta.
Bisogna anche scegliere cosa è davvero bene delegare.
Ora pensaci, quante volte ci troviamo a fare cose poco importanti e poco urgenti?
Cose che facciamo perché le abbiamo sempre fatte. O per pura incapacità di mollare la presa e lasciare che siano altri a farle al posto nostro.
Lasciare andare è fondamentale per imparare a delegare e le prime cose su cui dobbiamo imparare a farlo sono proprio queste.
Non solo, le cose poco importanti le potremmo delegare anche quando sono urgenti, se abbiamo chi può farlo per noi.
Questo ci permetterà di occuparci di quello che ci sta più a cuore, ciò che per noi conta di più e che solo noi potremmo veramente fare in un certo modo.
Delle cose importanti dovremmo sempre essere noi ad occuparcene e imparare a non delegarle mai.
O quasi…
Bene, ma quali sono le cose davvero importanti?
Imparare a delegare riconoscendo le cose più importanti
Una ragazza stava facendo un percorso di coaching con me.
In un diario emotivo raccontava di una situazione da poco vissuta col marito.
Raccontava del momento in cui lei stava preparando il pranzo e suo marito si era offerto di apparecchiare la tavola.
Il pranzo era quasi pronto, un bel pranzetto caldo e fumante, ma la tavola era ancora come l’aveva lasciata.
Rabbia…
Così le ho fatto una domanda.
Che problema c’è se tuo marito non ha ancora apparecchiato la tavola?
E la sua risposta:
“beh, a me piace che se cucino un pasto caldo non lo si lasci raffreddare.
Ma dopotutto è una cosa da poco e mangiare caldo non è poi così importante.”
Uhmmm…
Davvero non era poi così importante, visto che aveva provato rabbia proprio per questo?
Nella sua testa valutava l’importanza del suo problema rispetto a problemi che considera più grandi.
Ok, fermiamoci un momento: cos’è un problema?
Per farla semplice, un problema è un ostacolo che si mette tra te e la tua felicità.
E quando parlo di felicità intendo stare bene, serenità, emozioni positive insomma.
Quindi un problema è qualcosa che pensi possa impedirti di raggiungerla.
Pensaci, se nella stessa situazione stessi bene, provassi solo emozioni positive, serenità, mica lo chiameresti problema.
O no? 😉
Bene.
E adesso considera anche questo.
Se una cosa la ritieni importante è perché pensi che senza quella cosa non riusciresti ad essere felice.
Non del tutto insomma.
Si, magari non è tanto importante, solo un po’.
Ma senza ci sarebbe sempre quel qualcosina che manca.
Mai capitato? Su, pensaci bene…
Lo sapevo 😉
Quindi ricorda bene una cosa.
Non esistono problemi grandi o piccoli.
Esistono problemi.
E così non esistono cose più o meno importanti.
Esistono cose importanti per te (e cose che lo sono per me).
E così, anche per quella studentessa, poco conta “quanto” questa cosa sia importante in assoluto.
Conta che è importante per lei.
Ma torniamo alla nostra delega.
Responsabilità: se deleghi non te la toglie nessuno
Di fatto, accettando l’offerta del marito, la ragazza gli stava delegando quella cosa che per lei era importante.
Quella che in qualche modo avrebbe contribuito alla sua felicità.
Ora considera questo, potresti aver chiesto tu all’altro di fare quella cosa, oppure l’altro essersi offerto di farla per te (come il marito di questa ragazza).
Ma ogni volta che deleghi qualcosa a qualcuno, di fatto stai mettendo nelle sue mani quella cosa (quella che pensi ti renderà felice, quindi la tua felicità).
E lo stai facendo pur mantenendo tu la responsabilità delle conseguenze.
Proprio per questo devi SEMPRE mettere in conto che l’altro potrebbe:
- non riuscire a farla
- non farla come avresti voluto
E non dipende da te, né puoi controllare quello che farà.
Quindi è fondamentale assicurarti che l’altro stia facendo ciò che gli hai chiesto o che si è offerto di fare.
Vale sempre, vale soprattutto se quello che stai delegando è una cosa per te importante.
E così ti dico una cosa fondamentale:
- evita di delegare ad altri le cose che per te sono importanti.
Però, è vero, potrà capitare di farlo.
Come delegare efficacemente anche le cose più importanti
Magari lo fai perché hai cose ancora più importanti da fare e devi trovare chi è disposto a fare quella cosa per te.
Oppure potrebbe essere l’altro a chiedertelo.
E tu vuoi dargli fiducia perché sai gli farà bene e sarà un gesto d’amore per lui.
O potrebbero essere altri i motivi per cui lo fai.
Allora, prima di tutto, assicurati che:
- l’altro sia davvero disponibile a fare ciò che gli chiedi
- lo faccia davvero con piacere (e non lo viva come un obbligo o un dovere)
- abbia realmente le capacità di fare quella cosa
- abbia concretamente il tempo di farla
- la ritenga una cosa sufficientemente importante per impegnarsi davvero
E sì, stessi punti delle domande di prima.
Quelle che ho imparato a farmi per capire come scegliere una persona.
Ma questa volta c’è un punto in più, l’ultimo.
Quando decidi di delegare ciò che per te conta davvero, assicurati che questa persona la ritenga sufficientemente importante per impegnarsi veramente 🙂
Oltre a questo, c’è una seconda cosa fondamentale che devi sapere.
Se vuoi imparare a delegare una cosa a qualcuno, soprattutto se importante:
- assicurati che l’altro la faccia
Già, anche questo un punto che torna 😉
Questo vuol dire che mantieni quella parte di controllo che ti permetterà di realizzare quella cosa in ogni caso.
Un piano B, insomma.
Imparare a delegare: per delegare ciò conta ti serve un piano B
E così la ragazza del percorso di coaching avrebbe potuto fare una cosa.
Poco prima che il pranzo fosse pronto avrebbe potuto verificare che il marito avesse apparecchiato.
E se come era successo quella volta la tavola non fosse stata apparecchiata, avrebbe potuto:
- sollecitare il marito ad apparecchiare facendogli notare che era pronto il pranzo
(e tenendo comunque presente che potrebbe anche non farlo o non in tempo) - occuparsi lei dalla tavola
(e solo dopo ultimare la preparazione del pranzo)
Nota che questo avrebbe presupposto una cosa.
La ragazza avrebbe dovuto organizzarsi in modo da poter fare comunque lei ciò che aveva delegato a suo marito.
E questo è un punto fondamentale.
Avrebbe dovuto considerarlo prima, per essere certa di avere tempo sufficiente per tutto.
Ma anche per calcolare precisamente quando avrebbe potuto interrompere la preparazione. O quando avrebbe potuto lasciare che il cibo cuocesse senza doversene preoccupare.
In questo modo il marito avrebbe potuto fare ciò per cui si era offerto, ma se anche qualcosa fosse andato storto, lei avrebbe ottenuto quello che desiderava.
Senza perdere la serenità e provando sempre emozioni positive.
Meglio di così! 😀
E questo vale anche per te 😉
Ogni volta che deciderai di delegare ad altri una cosa che per te è importante:
- prepara sempre un piano B per poterla realizzare da te (ricordando che non hai il controllo sugli altri)
E ricorda sempre che non esistono cose più o meno importanti, né problemi che non valga la pena di risolvere.
In un modo o nell’altro c’è in gioco la tua felicità.
Se si tratta di cose importanti quindi, evita di delegarle.
O se deciderai di farlo, fai in modo di potertene occupare comunque.
La tua felicità è una cosa importante e occuparsene non può essere che compito tuo 🙂










“ora che sono perfettamente felice……” questa Serena è una frase che mi ha colpito particolarmente perché mi piacerebbe poterla pronunciare anch’io. Ci trovo un significato profondo, esserlo sarebbe meraviglioso per me ma anche per gli altri perché come hai spiegato bene tu, “assorbirebbero” , “attingerebbero” da me tutta la bellezza, l’entusiasmo, la linfa vitale necessaria per fare le cose, per affrontare tutto, per non mollare, anche in questo momento difficile e serio della nostra vita. Ogni giorno so di poter mettere me stessa al servizio degli altri, con uno scambio reciproco di amore e anche se non lo ricevo so… Leggi il resto »
Non è impossibile Sarah, bastano piccoli gesti. Ma una cosa più di tutto, accorgersi di farli 😉
Facciamo spesso molto per gli altri, ma lo diamo per scontato. Fai attenzione a quello che già fai e continua nella stessa direzione.
E’ coi piccoli passi che si può andare più lontano 🙂
cara Serena, io mi accorgo di farli come mi accorgo anche di non riceverli ma di passi , piccoli passi li continuo a fare ogni giorno perché desidero migliorare e diventare una persona migliore e più forte.
Io non do nulla per scontato anzi lo ritengo sbagliato, credo che ogni cosa vada protetta, coltivata, nutrita, rinnovata, “annaffiata” ogni singolo giorno perché non si spegni, perché non muoia e voglio continuare in questa direzione assolutamente.
Vorrei essere capace di saper affrontare tutto, essere più forte di tutto, come spesso ripete Giacomo nelle sue newsletters. Per questo il cammino è lungo.
Vero, ma un passo dopo l’altro si arriva 😉
Oggi nella newsletter di Giacomo la frase finale diceva: “devi essere abbastanza forte da stare bene comunque”.
Io voglio fare i passi per arrivare a questo, voglio il pieno compimento di questa cosa , di questo stato emotivo per me stessa per poi poterlo essere con gli altri ed essere in grado di trasmetterlo.
Certo 🙂
Hai gli strumenti per farlo?
I miei strumenti siete voi, sono il lavoro continuo e giornaliero che faccio su di me, sono la motivazione che mi spinge, la forza di volontà di nn mollare mai in modo da non fallire. Voglio essere più forte di tutto, affrontare tutto, sbarazzarmi della paura, delle pretese e dei bisogni che ancora ho. Ti giuro ce ce la sto mettendo tutta e non smetto mai di migliorarmi ed essere una persona migliore. Ho tanto da imparare ancora e sono certa ahimè che sbaglierò.
Ottimo e ricorda che gli errori non sono mai un problema, ma solo opportunità per imparare, crescere e migliorarsi diventando ogni volta più forti 🙂
Solo una domanda Serena : come saprò che sto facendo bene? Che sono sulla strada giusta? Che ottengo dei risultati?
Osservando le tue emozioni.
Sa stai bene significa che non hai pretese e quando non pretendi sei sulla strada giusta per amare gli altri e aggiungere felicità alla tua vita 🙂
Ma se sono gli altri ad averne nei miei confronti? Sto bene lo stesso? Io faccio ciò che fa stare bene me e che ritengo giusto x me?
Anche se qs significa andare contro loro o nn essere d’accordo
Certo, amare gli altri non significa sempre dire di sì, ma fare la cosa giusta. Quella che tu vorresti ricevere 😉
Anche in qs giorno di pasqua oltre a farti i miei auguri più sinceri, ti scrivo. Solo xe più faccio ciò che ritengo giusto e più mi pare di sbagliare e di non venire capita. Io faccio la cosa giusta e dico di no se x me nn lo è ma nn va bene comunque. Sempre discussioni, litigate e un controbattere continuo dando colpe a destra e a manca. Io mi chiedo solo il perché. Detto e spiegato nelle Vs newsletters sembra così facile e la cosa più naturale e giusta del mondo ma perché nella vita di tutti i… Leggi il resto »
Ciao Sarah, auguri anche a te 🙂
Che amare sia difficile si sa, che molti ti rifiuteranno perché non gli dai quello che vorrebbero ricevere, ma quello che ritieni giusto, anche.
Ma finché la tua felicità dipenderà dalla risposta degli altri, amare non ti renderà felice. La felicità è nel dare ricordalo, non nel ricevere 🙂
Ti ringrazio tanto per la tua risposta che mi ha dato fiducia. Io sono molto felice nel dare credimi e forse è il passaggio dell’esserlo anche senza ricevere che devo migliorare e su cui devo lavorare. Pare quasi impossibile o cmq complicato sentirsi bene e pienamente appagati anche senza ricevere nulla o venire rifiutati se nn ricevono ciò che vogliono. Io so che è la cosa giusta x me ma qs aspetto mi manca. È una cosa sbagliata serena? Posso vivere certo senza gli altri o non fare dipendere la mia felicità da loro ma non è meglio se ci… Leggi il resto »
Meglio vuol dire meglio, non indispensabile 😉
Certo una parola che fa molta differenza. Ovviamente sono io a rendere indispensabile ciò o chi non lo è o può non esserlo. Anche la newsletter di Giacomo di stamattina è stata davvero bella perché mi ha fatto capire che io spesso sono schiava degli altri o del giudizio degli altri tanto da ritenerli indispensabili per essere felice quando invece mi basto da sola o comunque basto a me stessa e non ho bisogno degli altri. Sono schiava della paura e dell’insicurezza di non farcela credendo che gli altri possano invece aiutarmi o farmi sentire meglio. Amare è davvero difficile… Leggi il resto »
🙂
Ho letto la mail di giacomo di oggi e amare chi ci tratta male è davvero difficile. Rispondo al male con amore e di certo nn con altro male e so di aver fatto la cosa giusta e qs mi deve bastare? Io nn ho bisogno di altro?
No, certo. Se ami davvero non ti serve altro. Questo non significa che sia facile, ma, come detto altrove, è quello che rende felici 🙂
No non è affatto facile. È tremendamente difficile. Io so di dare x non voler ricevere nulla in cambio. Ma il solo fatto di dare mi rende felice ma mi chiedo : un appagamento personale nei confronti degli altri quando lo trovi? Quando ce l’hai? Dove vedi che non hai fallito? X te stessa dico? Ognuno di noi ha dei bisogni ed è sempre corretto che li soddisfi grazie e solo a sé stesso senza avere mai nulla dagli altri? A me piacerebbe così tanto ricevere qlcs x me stessa, vedere di nn aver fallito nel bene che ho dato.
Finché ti concentrerai su quello che ricevi non potrai mai godere di quello che dai. Devi solo mettere lo sguardo nel posto giusto.
Se vuoi possiamo parlarne a voce. Ti interessa fare un incontro su Skype? 🙂
Mi attrezzo Serena e poi ti dico , nel frattempo ti scrivo e commento qui come in altre newsletters.
Tu sei un aiuto prezioso e io non voglio perderti.
E perché dovresti perdermi? 😀
Va bene, sai che possiamo parlare a quattrocchi e se sarà potremmo anche fare un percorso di coaching.
Se ti dovesse interessare non dovrai fare altro che dirmelo 🙂
Certo lo faro’.
Perderti per me sarebbe come perdere un punto di riferimento in questo momento, mi sento aiutata, consigliata e anche “scossa” ogni tanto e so di averne bisogno .
Bene 🙂
Alla prossima scossa allora 😀