Imparare a delegare ciò che ami: insegna la passione amando gli altri

imparare a delegare

A volte per portare avanti il proprio lavoro con passione è necessario imparare a delegare ad altri qualche attività, ma questo potrebbe non essere semplice.

Ci sono cose che vorremmo fare sempre in prima persona perché sappiamo bene che il risultato dipende strettamente dalla passione che solo noi possiamo metterci.
O forse no?

Io credo che imparare a delegare non deve cominciare dall’insegnare quell’attività, ma la propria passione 🙂

Quando la tua passione diventa un dovere

dovere

In questi giorni sto aiutando una ragazza a ritrovare la passione nel suo lavoro.

Quello che fa le è sempre piaciuto molto, ma da un po’ di tempo c’è qualcosa che non va e l’entusiasmo che sentiva nel passato ora comincia a venire meno.

Parlando per un po’, abbiamo capito che quel lavoro non è più lo stesso del tempo in cui lo aveva creato. Molta della creatività a cui poteva dare sfogo si è persa in una lunga lista di obblighi al servizio delle aspettative dei clienti e della sua sicurezza economica.

Ogni cosa che prima era un divertimento, una sfida per crescere e migliorarsi, si è ora trasformata in un dovere.
È così che adesso una lista di doveri, tempi e modi già decisi, la costringe là dove non trova spazio la vera e piena espressione di se stessa.

Attività per cui non sente innata la passione o in cui non riesce più a ricrearla. Cose che non le permettono di ritagliare il tempo sufficiente per ciò a cui invece si vorrebbe dedicare.

Parlando e riflettendo insieme a lei, ho ripensato a come tempo fa io stessa al rifugio vivessi lo stesso identico problema.

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Avevo perso la mia passione in quelli che, ormai, erano diventati gli obblighi dai quali non potevo esimermi e da cui mi sentivo oppressa.

Non trovavo più lo spazio per vivere con passione quel lavoro che avevo amato fin dal primo giorno.
Lo stesso lavoro che ora mi privava della libertà di esprimere me stessa.
Io, costretta in un percorso obbligato fatto di tempi, modi e doveri, di cui mi sentivo prigioniera.

A quel lavoro non bastava più ricevere l’amore che gli offrivo, ma prendeva da me quello che voleva, strappandomelo con la forza.
Non più io che davo, ma lui che prendeva.

Avevo bisogno di tempo.
Tempo per me, da dedicare a ciò che mi piaceva e che mi permetteva di esprimermi in tutta libertà.

Se il tempo è poco impara a delegare le cose giuste!

imparare a delegare le cose giusteQuello che mi piaceva erano i lavori all’aria aperta. Raccogliere erbe selvatiche da usare in cucina, confezionare fascine per accendere le stufe, sistemare e dare ordine all’area fuori dal rifugio e via dicendo.

Ma come avrei potuto trovare questo tempo?

Del resto dovevo sempre fare tutto io per essere certa che tutto funzionasse al meglio, pena il rischio di perdere tutto quello che negli anni avevo costruito e la stessa attività di conseguenza.

E questo non volevo permettermelo.

Qualcuno ad aiutarmi c’era sempre, ma ero io a caricarmi di tutte le mansioni più impegnative e faticose, delegando agli altri solo poche e piccole cose o il lavoro nel momento di inequivocabile bisogno. Ma, ancora peggio, delegavo a loro ciò che più mi sarebbe piaciuto fare, ma per cui io non trovavo tempo sufficiente.

Cercavo di insegnargli bene diverse cose, ma per esperienza sapevo che mai le avrebbero fatte con la stessa passione che avrei messo io.

E per il resto a loro cosa restava fuori dal lavoro? Solo tempi morti e male utilizzati che faticavano a gestire, momenti persi nella noia di ritagli e di cose senza senso.

Solo raramente vedevo il loro entusiasmo sul lavoro, la loro mente focalizzata su soluzioni ai loro tempi mal gestiti. Quei tempi in cui, come me, non trovavano lo spazio per fare veramente ciò che gli piaceva.
Anche loro in fuga da ciò che non sapeva donargli la piena possibilità di esprimere se stessi.

Così li vedevo distratti e insoddisfatti, come potevo pensare che avrebbero potuto sostituirsi a me mettendo la mia stessa passione?

Era questo il motivo per cui diffidavo nel riporre tanta responsabilità nelle loro mani.

Imparare a delegare comincia dall’insegnare la passione

insegnare la passione

Delegavo le cose sbagliate perché ancora non sapevo era che la passione nasce spontanea solo in rari casi, quando invece siamo noi a doverla creare per trasferirla a quello che facciamo.

Così, quando ho capito che imparare a delegare sarebbe stato indispensabile per gestire al meglio il mio tempo e non crollare sotto il peso del lavoro, mi apparso chiaro che insegnare come fare non sarebbe stato sufficiente.

Quello che serviva era, più di tutto, trasmettere la mia passione.

Pensaci, ti è mai capitato di fare male qualcosa in cui metti passione?
Credo proprio di no 😉

Trasmettere la mia passione equivaleva alla certezza di un lavoro fatto bene.

Magari non nello stesso modo in cui lo avrei fatto io, e come potrebbe del resto se mettere passione significa esprimere il meglio di sé nell’unicità di ognuno? Ma sicuramente bene.
E a me questo poteva bastare, anzi di più. Era proprio quello che mi serviva.

Un lavoro fatto bene e in cui emergesse il tocco autentico, unico e prezioso di ogni persona.
Un lavoro sempre diverso, eppure perfetto.

Se impari questo hai imparato il segreto più prezioso per imparare a delegare.

Insegnare la passione significa insegnare con amore. Significa insegnare con pazienza e dedizione, ma soprattutto farlo con sincero interesse per quella persona, con empatia, perché impari come io vorrei imparare se fossi lei.
Così devo anche mettermi nei suoi panni e comprendere i suoi problemi, i suoi gusti, i suoi limiti e le sue qualità.

Trasferire la passione significa amare e aiutare quella persona a diventare migliore per se stessa, a prescindere dal lavoro che dovrà svolgere per me.

Insegnando in questo modo, ho capito che solo amando le persone arriverò a potergli delegare il mio lavoro o qualunque altra cosa per me preziosa.

Se vuoi imparare a delegare devi dare importanza alle persone

dare importanza alle persone

Se vuoi imparare a delegare, devi dare più importanza alle persone che al lavoro. E capire che il lavoro non è altro che un pretesto per farle crescere e migliorare, per aiutarle a superare i propri limiti, esprimendo al meglio le loro qualità.

E così, cercando lo spazio per dare sfogo alla mia passione, ho amato le persone trovando quello è ben di più.
La passione ora è dappertutto e quello spazio nemmeno mi serve più così tanto.

Quando ami, ogni cosa è passione pura.
E da quando l’ho capito così bene, il mio lavoro ha preso un sapore di freschezza e novità.

Non più le persone al servizio del lavoro, ma il lavoro al servizio delle persone.
Per aiutarle, farle crescere e accrescere la loro forza nella capacità di amare.

È così che è nato il mio progetto estivo di crescita personale al rifugio, quello a cui potresti partecipare anche tu 😀

E ora che ho imparato a delegare, perdendomi nella bellezza di insegnare la passione?

Ora che sto perfettamente bene anche solo amando le persone, ora che il lavoro è tornato a ricevere il mio amore senza prendere da me, ora che quel tempo per me stessa al di fuori dal rifugio non mi serve più, adesso potresti pensare che io abbia smesso di fare i miei tanto amati lavori all’aria aperta.

Non farlo perché ti sbaglieresti 😉
La verità è che non li ho mai gustati come ora che sono perfettamente felice 😀

E la ragazza che mi ha fatto ripensare a tutto questo?

Lo vedremo, ma io so qual è la strada e, un passo alla volta, lo sta capendo anche lei 😉

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Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, mi sono avvicinata alla crescita personale nel 2007. Da allora è cominciato quel percorso che mi ha permesso di rinascere scoprendo davvero chi sono e diventando più forte di ogni problema. Dal 2017 metto a disposizione la strada che ho percorso per prima a chi si affiderà a me come Mental Coach, anche grazie al particolarissimo ambiente del rifugio. Qualcuno mi definisce come architetto dell'anima. Concordo...
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Sarah Rancati
Sarah Rancati
Aprile 7, 2020 5:44 PM

“ora che sono perfettamente felice……” questa Serena è una frase che mi ha colpito particolarmente perché mi piacerebbe poterla pronunciare anch’io. Ci trovo un significato profondo, esserlo sarebbe meraviglioso per me ma anche per gli altri perché come hai spiegato bene tu, “assorbirebbero” , “attingerebbero” da me tutta la bellezza, l’entusiasmo, la linfa vitale necessaria per fare le cose, per affrontare tutto, per non mollare, anche in questo momento difficile e serio della nostra vita. Ogni giorno so di poter mettere me stessa al servizio degli altri, con uno scambio reciproco di amore e anche se non lo ricevo so… Leggi il resto »

Sarah Rancati
Sarah Rancati
Aprile 8, 2020 10:44 AM
Reply to  Serena Sironi

cara Serena, io mi accorgo di farli come mi accorgo anche di non riceverli ma di passi , piccoli passi li continuo a fare ogni giorno perché desidero migliorare e diventare una persona migliore e più forte.
Io non do nulla per scontato anzi lo ritengo sbagliato, credo che ogni cosa vada protetta, coltivata, nutrita, rinnovata, “annaffiata” ogni singolo giorno perché non si spegni, perché non muoia e voglio continuare in questa direzione assolutamente.
Vorrei essere capace di saper affrontare tutto, essere più forte di tutto, come spesso ripete Giacomo nelle sue newsletters. Per questo il cammino è lungo.

Sarah Rancati
Sarah Rancati
Aprile 10, 2020 11:16 AM
Reply to  Serena Sironi

Oggi nella newsletter di Giacomo la frase finale diceva: “devi essere abbastanza forte da stare bene comunque”.
Io voglio fare i passi per arrivare a questo, voglio il pieno compimento di questa cosa , di questo stato emotivo per me stessa per poi poterlo essere con gli altri ed essere in grado di trasmetterlo.

Sarah rancati
Sarah rancati
Aprile 11, 2020 6:28 AM
Reply to  Serena Sironi

I miei strumenti siete voi, sono il lavoro continuo e giornaliero che faccio su di me, sono la motivazione che mi spinge, la forza di volontà di nn mollare mai in modo da non fallire. Voglio essere più forte di tutto, affrontare tutto, sbarazzarmi della paura, delle pretese e dei bisogni che ancora ho. Ti giuro ce ce la sto mettendo tutta e non smetto mai di migliorarmi ed essere una persona migliore. Ho tanto da imparare ancora e sono certa ahimè che sbaglierò.

Sarah rancati
Sarah rancati
Aprile 11, 2020 8:15 AM
Reply to  Serena Sironi

Solo una domanda Serena : come saprò che sto facendo bene? Che sono sulla strada giusta? Che ottengo dei risultati?

Sarah rancati
Sarah rancati
Aprile 11, 2020 1:18 PM
Reply to  Serena Sironi

Ma se sono gli altri ad averne nei miei confronti? Sto bene lo stesso? Io faccio ciò che fa stare bene me e che ritengo giusto x me?
Anche se qs significa andare contro loro o nn essere d’accordo

Sarah rancati
Sarah rancati
Aprile 12, 2020 4:53 PM
Reply to  Serena Sironi

Anche in qs giorno di pasqua oltre a farti i miei auguri più sinceri, ti scrivo. Solo xe più faccio ciò che ritengo giusto e più mi pare di sbagliare e di non venire capita. Io faccio la cosa giusta e dico di no se x me nn lo è ma nn va bene comunque. Sempre discussioni, litigate e un controbattere continuo dando colpe a destra e a manca. Io mi chiedo solo il perché. Detto e spiegato nelle Vs newsletters sembra così facile e la cosa più naturale e giusta del mondo ma perché nella vita di tutti i… Leggi il resto »

Sarah rancati
Sarah rancati
Aprile 13, 2020 2:11 PM
Reply to  Serena Sironi

Ti ringrazio tanto per la tua risposta che mi ha dato fiducia. Io sono molto felice nel dare credimi e forse è il passaggio dell’esserlo anche senza ricevere che devo migliorare e su cui devo lavorare. Pare quasi impossibile o cmq complicato sentirsi bene e pienamente appagati anche senza ricevere nulla o venire rifiutati se nn ricevono ciò che vogliono. Io so che è la cosa giusta x me ma qs aspetto mi manca. È una cosa sbagliata serena? Posso vivere certo senza gli altri o non fare dipendere la mia felicità da loro ma non è meglio se ci… Leggi il resto »

Sarah Rancati
Sarah Rancati
Aprile 14, 2020 6:06 PM
Reply to  Serena Sironi

Certo una parola che fa molta differenza. Ovviamente sono io a rendere indispensabile ciò o chi non lo è o può non esserlo. Anche la newsletter di Giacomo di stamattina è stata davvero bella perché mi ha fatto capire che io spesso sono schiava degli altri o del giudizio degli altri tanto da ritenerli indispensabili per essere felice quando invece mi basto da sola o comunque basto a me stessa e non ho bisogno degli altri. Sono schiava della paura e dell’insicurezza di non farcela credendo che gli altri possano invece aiutarmi o farmi sentire meglio. Amare è davvero difficile… Leggi il resto »

Sarah rancati
Sarah rancati
Aprile 17, 2020 12:26 PM
Reply to  Serena Sironi

Ho letto la mail di giacomo di oggi e amare chi ci tratta male è davvero difficile. Rispondo al male con amore e di certo nn con altro male e so di aver fatto la cosa giusta e qs mi deve bastare? Io nn ho bisogno di altro?

Sarah rancati
Sarah rancati
Aprile 18, 2020 10:35 PM
Reply to  Serena Sironi

No non è affatto facile. È tremendamente difficile. Io so di dare x non voler ricevere nulla in cambio. Ma il solo fatto di dare mi rende felice ma mi chiedo : un appagamento personale nei confronti degli altri quando lo trovi? Quando ce l’hai? Dove vedi che non hai fallito? X te stessa dico? Ognuno di noi ha dei bisogni ed è sempre corretto che li soddisfi grazie e solo a sé stesso senza avere mai nulla dagli altri? A me piacerebbe così tanto ricevere qlcs x me stessa, vedere di nn aver fallito nel bene che ho dato.

Sarah Rancati
Sarah Rancati
Aprile 21, 2020 10:42 AM
Reply to  Serena Sironi

Mi attrezzo Serena e poi ti dico , nel frattempo ti scrivo e commento qui come in altre newsletters.
Tu sei un aiuto prezioso e io non voglio perderti.

Sarah Rancati
Sarah Rancati
Aprile 21, 2020 3:12 PM
Reply to  Serena Sironi

Certo lo faro’.
Perderti per me sarebbe come perdere un punto di riferimento in questo momento, mi sento aiutata, consigliata e anche “scossa” ogni tanto e so di averne bisogno .