Imparare a dire di no: spunti pratici per risolvere il conflitto interiore

imparare a dire di no

Se ti consigliassi di imparare a dire di no potresti pensare che ti voglia insegnare ad essere egoista.
Tutt’altro, imparare a dire i giusti no, significa anche imparare ad amare.
Lascia che ti spieghi 😉

Ti capita mai di sentirti in conflitto?
Di non sapere come comportarti nei confronti degli altri quando devi decidere se assecondare una loro richiesta o dire di no?

E di trovarti nell’indecisione tra fare o non fare, dire o non dire qualcosa in un certo momento a qualcuno?

Magari vorresti dire di sì, ma qualcosa ti dice non essere la cosa giusta, o forse senti che la buona azione a cui stai pensando per l’altro nasconde qualcosa di sbagliato.

Tempo fa capitava spesso anche a me di trovarmi in conflitto con me stessa per questo tipo indecisione.

Ho un amico che mi aiuta spesso al rifugio.
Ha la sua età, eppure se la cava benissimo in un sacco di lavori pesanti che spesso si sobbarca al mio posto.
Se la cava alla grande anche in cucina e molte volte mi offre un aiuto prezioso nei momenti di punta.

Questo amico vive da solo e gli fa piacere la mia compagnia, così di tanto in tanto mi invita a pranzo e io spesso assecondo il suo invito.

Fino a qualche tempo fa, non sapevo dirgli di no e lo compiacevo anche quando mi risultava scomodo o quando non ne avevo voglia.

Ogni volta che succedeva però, non stavo bene con me stessa, mi sentivo in conflitto e alla fine ci andavo mal volentieri.
Ero perfino arrivata al punto di provare fastidio quando leggevo il suo nome sul telefono che squillava.

Sapevo che sarei finita per fare ciò che non mi andava di fare perché, in definitiva, avrei accettato il suo invito.

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Ma per quale motivo non sapevo dire di no?

Quando non dire no significa creare un precedente

usare le persone

Rendendomi disponibile nell’accettare il suo invito, avrei avuto più possibilità perché lui si rendesse disponibile accettando il mio quando avevo bisogno di lui per il rifugio.

In pratica stavo creando un precedente.

Quando non diciamo di no per creare un precedente accadono due cose.

    • Non amiamo le persone, ma le usiamo per soddisfare i nostri bisogni.
    • Educhiamo le persone all’abitudine che gli diremo di sì.

E qualora dovessimo cambiare risposta gli daremo modo di pensare di avere sbagliato qualcosa nei nostri confronti, oppure che siamo cambiati noi e non li amiamo più come prima.

In ogni caso gli staremo dando un’occasione per provare emozioni negative.

Il problema è che a volte quando diciamo un sì controvoglia, non capiamo il motivo del nostro conflitto interiore e, magari condizionati dalle regole di buon comportamento che abbiamo imparato, nel dubbio assecondiamo l’altro pensando di amarlo.

Ma poi il conflitto resta. Come mai?

Il fatto è che non siamo consapevoli di noi stessi e dei nostri pensieri.

Se lo fossimo ci accorgeremo che quel sì, lo stiamo dicendo per non dire di no e non perché lo riteniamo giusto.

Imparare a dire di no per dire di sì a se stessi viene prima di tutto

Un sì è tale se lo è per tutti. In quel momento però stiamo dicendo di no a noi stessi, ma non ce ne accorgiamo.
Proviamo emozioni negative, ma non le comprendiamo.

Per capire devi comprendere un presupposto fondamentale: per provare emozioni positive devi dire di sì a te stesso, o te stessa. Sempre.

Dobbiamo renderci conto che qualunque cosa facciamo, la facciamo per noi stessi, anche se all’apparenza ci sembra completamente il contrario.
Succede anche quando ci sembra di essere totalmente altruisti e di agire nel nostro totale disinteresse.

Il fatto è che se non capiamo il modo giusto per amare noi stessi amando gli altri, l’altruismo non ci farà stare bene, ma al contrario ci lascerà l’amaro in bocca.

Per imparare a dire di no non devi avere bisogno di sentirti importante

imparare a dire di no_1

Fromm, nel suo libro “l’arte di amare” scrive: “la persona “altruista” (che) non vuole niente per sé; vive solo per gli altri […] ad onta del proprio altruismo, è assai infelice […] dietro alla facciata dell’altruismo si nasconde un sottile egocentrismo”

Questo significa che l’essere altruista gli serve solo a compiacere se stesso, a darsi importanza. Questo tipo di propensione agli altri, in realtà non è altro che una forma di narcisismo mascherato da altruismo.

Ma in fondo non rende felici perché impedisce di amare se stessi.

Chi si adopera in questa forma di presunto altruismo, sta confondendo l’amor proprio con l’importanza che si attribuisce.

Se noti, quella di essere felici è la vera intenzione di fondo che ci guida in ogni decisione e in ogni azione.
Ma compiacendo noi stessi attraverso l’altruismo per sentirci importanti ai nostri stessi occhi, commettiamo un errore.
E la mancanza di consapevolezza ci porta di nuovo nel conflitto interiore.

Amare se stessi e sentirsi importanti sono due cose completamente diverse e non vanno confuse!

Ma questo non basta.

A volte non sai dire di no per il senso di colpa

imparare a dire di no_senso di colpa

A volte però non cerchiamo di sentirci importanti e agiamo davvero convinti nel bene dell’altro, al punto che non farlo ci farebbe sentire in colpa.

Tralasciamo ogni altra cosa che per noi sarebbe importante pur di fare del bene a quella persona.

Dire di sì però, va contro il nostro interesse perché a quel punto non stiamo più agendo per amare, ma per fuggire dal senso di colpa e dire di no ci farebbe stare ancora peggio.

Così preferiamo quel leggero malessere che proviamo nel dire di sì.

Eppure questo sembra in disaccordo con il fatto che agiamo sempre e comunque con l’intenzione di essere felici.

Se fosse vero, infatti, la priorità saremmo noi stessi e faremmo ciò che interessa a noi per stare bene e non quello che fa bene agli altri.

In quel modo staremmo quindi facendo la cosa giusta, ma perché allora dovremmo provare senso di colpa?

Il fatto è che la nostra coscienza ci dice che dicendo di no saremmo egoisti e che la cosa giusta in quel momento e in quella situazione è dire quel sì.

Ma dentro di noi non siamo disposti a lasciare andare ciò che ci interessa. Ciò che faremmo se dicessimo di no.

E così, di nuovo logorati dal conflitto interiore, finiamo per cercare quelle poche briciole di felicità nella situazione che ci fa stare meno male.

Ma è ancora la consapevolezza a mancare.
Se imparassimo a conoscere noi stessi e ci rendessimo conto dei nostri pensieri più profondi infatti, potremmo trovare soluzioni che renderebbero felici noi, ma anche l’altro.

Ma è così sbagliato fare tutto con la prima intenzione di essere felici noi per primi?
Pensare che ciò che facciamo per gli altri lo facciamo in realtà per noi stessi ci fa rabbrividire, ma si tratta davvero di un egoismo malsano?

Quando un sì è un vero sì: sano egoismo per il puro piacere di amare

De Mello nel suo libro “messaggio per un’aquila che si crede un pollo” dice: “come possiamo scegliere la mancanza di egoismo? Sarebbe quasi come optare per il non essere”

Come potrebbe avere un senso la nostra vita se non considerassimo noi stessi? Se optassimo per il “non esistere”?

De Mello scrive anche: “tutto quel che facciamo è nel nostro interesse. Tutto. Quando si fa qualcosa in nome dell’amore di Cristo, quello è egoismo? Sì. Quando si fa qualcosa per amore di qualcuno, è egoismo? Sì. Quando si fa qualcosa per amore di qualcuno, è sempre nel proprio interesse

E poco dopo dimostra questo aspetto individuando le tre forme di egoismo che ci portano a provare piacere e che trovano la loro definizione nel compiacimento e se ci fai caso sono esattamente quelle di cui ti ho parlato fino ad ora.

  • Compiacere se stessi (egocentrismo)
  • Compiacere gli altri per non soffrire (senso di colpa)
  • Compiacere gli altri per amore (piacere puro di compiacere gli altri)

Si tratta sempre di egoismo, ma se compiacciamo gli altri per amore, allora questo sarà un sano egoismo, un egoismo “giusto”.

Quando amiamo davvero non pensiamo affatto a cercare piacere, il confine è sottile, ma con la pratica, l’osservazione e la consapevolezza si arriva a vederlo.
Men che meno pensiamo a fuggire dalla sofferenza o dalle emozioni negative.

Il piacere non è che un effetto collaterale dell’amare, ma ce ne accorgiamo soltanto dopo.
Allora ogni sì sarà un vero sì, un sì per tutti, un sì detto per amore.

Perché si tratti di sano egoismo però, devi imparare a riconoscere il tuoi limiti.

Imparare a dire di non per non superare i propri limiti

superare i limiti

L’egoismo sano finisce dove comincia la tua debolezza.

Se dentro sei debole non puoi amare o compiacere per amore, come scrive De Mello, ma solo compiacere per non soffrire di più.

Per amare davvero quindi non si deve andare oltre ai propri limiti, ma se mai riconoscerli e fermarsi per migliorare.
Sarà allora che dire di no significherà amare se stessi per diventare migliori nell’amare davvero gli altri.
Per questo devi imparare ad osservarti ed ascoltarti.

La stanchezza ti rende debole anche dentro e qualunque cosa vorresti fare la paura di non farcela la farebbe da padrona. E, titubante, non riuscirai a dire di no.

Così se stai per dire di sì, ascoltati e se capisci di essere stanco, o stanca impara a dire di no anche se agli altri potrebbe non piacere.

Tu sai che quel no è la cosa giusta perché il riposo ti renderà una persona migliore permettendoti di amare davvero quando dirai di sì.

Anche le tue emozioni negative ti rendono debole, così osservarti per conoscere te stesso, o te stessa e le tue emozioni sarà determinante per sapere dire di no quando sai non sapresti gestirle.

Allora dire di no ti servirà per fermarti a riflettere, osservarti, farti domande e trovare risposte che ti aiutino a risolvere i tuoi problemi e superare i tuoi limiti davvero.
E quando dirai di sì, sarà sì per tutti. Sarà sì per loro, ma lo sarà anche per te.

Ma ancora non ti ho detto tutto.

Imparare a dire di no, significa imparare a dire i giusti no.
E i giusti no sono quelli che servono a per dire di sì a tutti.
Così, oltre a imparare a conoscere se stessi è necessario imparare a conoscere gli altri.

Diventare una persona empatica per imparare a dire i giusti no

imparare a dire di no_2

Conoscere gli altri significa ancora osservarli ed ascoltarli molto. Ma questo da solo non basta, devi diventare una persona empatica e metterti nei loro panni.

Una ragazza mi chiedeva come sarebbe stato giusto comportarsi nei confronti di amicizie che coltivava per interesse, ma in cui non sentiva di amare, non si sentiva “giusta”.

Ad esempio le capitava di telefonare o scrivere agli amici solo per creare un precedente. E di questo era perfettamente consapevole.

Un precedente per cosa? A lei faceva piacere condividere del tempo con loro per alleggerirsi da situazioni stressanti o dalla stanchezza della routine quotidiana.
Ma si sentiva in conflitto con se stessa. Le sembrava solo di prendere, senza dare nulla.

Così le ho chiesto: tu cosa vorresti ricevere?
Se tu fossi nei loro panni e fossero loro a cercarti solo per alleggerirsi dalla loro pesantezza, a te piacerebbe?

Sì, li osservava e ascoltava da tempo e sapeva che a loro, come a lei, faceva piacere condividere un momento di leggerezza con chi invece si sente appesantito.

Se le cose stavano così, quello sarebbe stato un sì per tutti, sarebbe stato amore, ma perché continuava a sentirsi in conflitto allora?

Il fatto era che spesso il bisogno di creare un precedente la portava a superare i propri limiti facendo ciò che altrimenti non avrebbe fatto, anche quando si sentiva indebolita dalla stanchezza o dalle proprie emozioni.
Questo significava dire di sì agli altri, ma non a se stessa.

Per usare davvero l’empatia è fondamentale conoscere bene se stessi per potersi osservare mentre si osservano gli altri e distinguere dove iniziano i propri limiti, perché è lì che cominciano quelli degli altri.

Conoscersi ed osservarsi per usare l’empatia

osservarsi

Citando ancora De Mello è importante ascoltare voi, ma è più importante che ascolti me stesso, altrimenti non sarò in grado di sentirvi, oppure fraintenderò ogni cosa che voi dite. Vi affronterò partendo dal mio condizionamento. Reagirò a voi in tutti i modi, partendo dalle mie insicurezze […] e dai miei sentimenti di cui sono inconsapevole”

Ecco perché a quella ragazza ho risposto proponendole una nuova domanda.

Quando nonostante tu abbia capito che nei panni degli altri vorresti ricevere quel comportamento, ti senti in conflitto e non sai se dire o non dire, fare o non fare, chiediti: per chi sto per fare o per dire questa cosa, per me o per l’altro?

Se lo stai facendo solo per te, per creare un precedente devi imparare a dire di no, se lo stai facendo solo per l’altro superando i tuoi limiti oltre a come li potresti gestire, devi imparare a dire di no, se lo stai facendo per tutti, allora dire di sì sarà la scelta migliore.

Mi piace molto la famosa frase di Sant’Agostino, “Ama e fa’ ciò che vuoi“. Imparare a dire di no significa imparare ad amare e scegliere di farlo.
Se ami farai sempre ciò che desideri, perché amare significa fare ciò che è giusto. Amare significa dire di sì a tutti.

Vero, con questo potresti perdere qualcuno perché senza creare un precedente resteranno solo quelli che davvero vogliono esserci e si sentono abbastanza forti per farlo.
Quelli che come te diranno sì quando è sì e no quando è no.

Ecco l’importanza di fermarti con umiltà davanti ai tuoi limiti e dire di no agli altri per prenderti lo spazio e il tempo necessario a migliorarli.

Per amare davvero gli altri non devi averne bisogno e per non averne bisogno devi prima amare te stesso, o te stessa.
E la cosa curiosa sa qual è?

Il risultato di tutto questo sarà dire di no ed essere ancora più apprezzati, proprio ora che essere apprezzati non ci servirà più 🙂

Ma come mettere in pratica tutto questo da oggi poi per imparare a dire di no?

Consigli pratici per imparare a dire di no

Imparare a dire di no_consigli

Ora ti offrirò molti spunti pratici da applicare un po’ per volta per imparare a dire di no in modo semplice e graduale.

Inizia mettendoli in pratica uno alla volta, trasformalo in un obiettivo da raggiungere, allenati e prendi confidenza.
Man mano che lo sentirai tuo passerai ad un altro obiettivo.

Sarà un lavoro molto utile che ti farà imparare a dire di no risolvendo per sempre il conflitto interiore, ma intanto migliorerai molto, ma molto di più la tua vita intera 😉

#1 Conoscere se stessi

conoscere se stessi

I motivi per cui conoscersi è di fondamentale importanza per imparare a dire di no te li ho spiegati. Per passare alla pratica hai a disposizione uno strumento eccezionale.

Proprio perché lo ritengo importantissimo ho scritto un articolo che ti spiega come utilizzare il diario emotivo.

Imparare a usarlo al meglio ti permetterà di comprendere le tue emozioni e i tuoi pensieri attraverso il processo delle domande.

Potrai conoscere le tue paure, le tue pretese e i tuoi giudizi, oltre a i motivi delle tue scelte.

Conoscerti servirà anche per osservarti mentre interagisci con gli altri usando l’empatia

Un’altra cosa utilissima che puoi fare è quella di osservarti da fuori.

Se ti guardi come fossi un’altra persona, verrà meno il coinvolgimento emotivo che hai quando le situazioni le vivi in prima persona e potrai vederti in modo molto più obiettivo.

Se ci pensi non è forse vero che ti viene più semplice dare un consiglio a un amico che non a te stesso, o te stessa? Il motivo è proprio questo 🙂

È molto importante che impari ad ascoltarti per diventare consapevole della parte più profonda di te che normalmente viene resa inaccessibile da tutte le distrazioni che ci circondano.

Per venire a contatto con chi sei davvero ti consiglio di prenderti del tempo solo per te stesso, o te stessa in cui isolarti completamente dal mondo e semplicemente ascoltarti e riflettere su te, i tuoi pensieri e le tue emozioni. L’ideale sarebbe che tu lo facessi a contatto con la natura e che dedicassi 15/30 minuti tutti giorni a questo spazio.

Poi è chiaro che non sempre sarà possibile, ma cerca di fare onestamente il massimo per ritagliarti questo spazio solo tuo perché avrà un effetto enorme.

Un altro meraviglioso modo per conoscere se stessi è quello di fare silenzio nella mente.

Questo significa osservare da vicino tutti i tuoi pensieri togliendo tutto quello che non c’entra come le pretese che hai, i giudizi che emetti o le conclusioni che tiri.

Solo in quel modo puoi conoscere il comportamento della tua mente. Solo se lo conosci lo puoi gestire, evitando che sia lui gestire te.

Se ti isoli come ti ho consigliato sopra, ti sarà più semplice esercitarti a fare silenzio nella tua mente, ma puoi farlo anche nelle situazioni ordinarie.

Osservare da vicino i tuoi pensieri ti sarà di grande aiuto anche nello svolgimento di un ottimo diario emotivo.

Infine impara ad ascoltare te stesso, o te stessa e le tue risposte fisiche alla stanchezza per e evitare di superare i tuoi limiti per non cadere nella debolezza e rischiare di dire dei sì che non sarebbero per tutti.

#2 Eliminare il bisogno di creare precedenti

creare un precedente

Spesso abbiamo bisogno di creare precedenti per assicurarci di ricevere un aiuto pratico o emotivo dagli altri.

Per non averne più bisogno quindi dobbiamo acquisire sicurezza nello stare soli.

Per risolvere il bisogno emotivo degli altri è necessario partire dalla conoscenza di se stessi attraverso ciò che ti ho indicato sopra e affrontare un percorso di consapevolezza che potrebbe richiedere del tempo.

Intanto però puoi cominciare a prendere la sana abitudine di dedicare del tempo alle tue passioni.

15 minuti ogni giorno non sono molti, ma faranno una differenza enorme nella qualità del tuo tempo e delle tue emozioni per il resto della giornata.

La costanza è importante però. Meglio pochi minuti, ma che siano tutti i giorni.

Risolvere il bisogno pratico invece, significa acquisire sicurezza nelle cose per cui di solito chiedi un aiuto materiale.

Da oggi comincia ad individuarle e una per una provi a fare quella cosa da solo, o da sola.

Trova soluzioni, ingegnati e informati su ciò che non conosci e che tornerebbe utile per riuscire senza l’aiuto degli altri.

Naturalmente usa la testa e non fare cose che potrebbero essere pericolose 😉

#3 Imparare il sano egoismo

sano egoismo_1

Pensare a noi stessi riservandoci del tempo ci rende indipendenti, ma è anche ciò che ci permette di amare veramente gli altri senza finire nell’assecondare per non sentirci in colpa.

Dedicarti del tempo per riposare ti permetterà di rigenerare le tue energie e la tua vitalità senza correre il rischio di trovarti con gli altri a pretendere ciò che ti serve e che non ti sei procurato da te.

Inoltre quando ti conosci capisci anche quando è il momento di fermarti per non rischiare di finire nella debolezza.

Quindi puoi mettere dei paletti precisi oltre i quali non andare.

Li decidi e ti impegni a rispettarli. Devi imparare a dire di no proprio quando arrivi a quel confine.

#4 Imparare ad usare l’empatia

usare l'empatia

L’empatia corrisponde alla capacità di dire i giusti sì, che siano sì per tutti.

Puoi fare molte cose per sviluppare questa qualità, prima tra tutte quella di osservare.

Comincia ad osservare le cose per quelle che sono, guardandole come se fossi uno scienziato. Non devi attribuire nessun significato a quello che vedi, ma semplicemente descriverlo per capire come è fatto e come funziona. Scientificamente.

Questo è il primo passo per poter osservare le persone nello stesso modo. Per conoscere loro, le loro paure, i loro limiti e i problemi.

Solo se gli togli il significato che rivestono per te potrai comprenderli davvero.

Immaginali come se non fossero tuo padre, il tuo amico, il tuo collega, il tuo partner o il tuo titolare, ma rivestissero lo stesso ruolo in una persona che nemmeno conosci.

E impegnati solo ad osservarli per comprendere a fondo ogni loro comportamento.

Per migliorare questa capacità ti offro anche un altro spunto: osserva e ascolta molto gli altri. Immagina come potrebbero reagire nei confronti delle cose e delle persone.

Osserva il loro comportamento, come cambiano espressione, umore, movimenti e tono di voce in relazione a ciò che accade intorno a loro.

Imparerai a comprendere molto meglio le persone anche quando sarai proprio tu a relazionarti con loro.

Tutto questo sarà fondamentale per metterti nei loro panni e a quel punto chiederti cosa vorresti ricevere in quella stessa situazione se fossi esattamente loro.

A questo punto non ti mancherà nulla per poter osservare te mentre interagisci con loro.

E quando sarà il momento di scegliere se dire di sì o dire di no, chiediti: per chi lo facendo, per me o per loro?

E ricorda che per fare la cosa giusta devi farlo per entrambi e quel sì dev’essere per tutti 🙂

#5 Esprimere se stessi

esprimere se stessi

Per imparare a dire di no, non mi resta che quest’ultimo consiglio.

Imparare ad esprimere se stessi è determinante per non rimanere impantanati nella paura di non sapere dire di no e, dopo tutto il lavoro fatto fin qui, rischiare di non riuscirci.

Per esprimere se stessi è necessario abituarsi al dissenso.

Per farlo comincia subito a dire sempre quello che pensi, anche se gli altri non lo apprezzeranno o non saranno d’accordo con te.

Naturalmente non devi giudicare né offendere nessuno, ma solo esprimere i tuoi pensieri con sensibilità e rispetto per l’altro.

Un altro modo utilissimo per abituarti al dissenso è quello di fare quello che faresti se avessi la certezza che tutti sarebbero d’accordo con te, che tutti ti apprezzerebbero in qualsiasi caso.

La realtà potrebbe essere diversa e potrà accadere che le persone ti giudichino, ma tu fallo lo stesso! E abituati a non restare vittima del giudizio degli altri.

Impara infine ad essere trasparente e non dire bugie.

Le bugie possono facilmente portare a contraddizioni e a comportamenti che potresti trovarti a dover rispettare per non smascherare ciò su cui hai mentito.

E anche questo potrebbe creare dei grossi problemi quando vorrai dire di no.

Nel mettere in pratica questo punto per imparare a dire di no, è importante che non ci facciamo fermare dalla paura di non ottenere l’apprezzamento degli altri.

Credimi, il risultato di tutto questo sarà dire di no ed essere ancora più apprezzati, proprio ora che essere apprezzati non ci servirà più 🙂

L'Arte di AmareL’Arte di Amare
Erich Fromm
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Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, mi sono avvicinata alla crescita personale nel 2007. Da allora è cominciato quel percorso che mi ha permesso di rinascere scoprendo davvero chi sono e diventando più forte di ogni problema. Dal 2017 metto a disposizione la strada che ho percorso per prima a chi si affiderà a me come Mental Coach, anche grazie al particolarissimo ambiente del rifugio. Qualcuno mi definisce come architetto dell'anima. Concordo...
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FRANCESCA
FRANCESCA
Luglio 18, 2020 8:16 PM

Al Rifugio ho letto in fretta questa Guida….i problemi di connessione hanno avuto un ruolo importante…..e così non sono riuscita ad approfondirla come invece ho fatto oggi pomeriggio. Al punto dei no per “senso di colpa” mi ci rivedo molto bene e in varie situazioni. Vivo ancora il conflitto e da quello che capisco, il motivo è che non ho ancora raggiunto piena consapevolezza di quelli che sono i miei limiti e non riesco a vedere bene l’altro (empatia)….. Ma cosa significa questo passaggio “Ma dentro di noi non siamo disposti a lasciare andare ciò che ci interessa. Ciò che faremmo… Leggi il resto »

FRANCESCA
FRANCESCA
Luglio 19, 2020 9:07 AM
Reply to  Serena Sironi

Va bene, credo che provare sia la soluzione. 🙂

Antonella
Antonella
Luglio 17, 2020 6:57 AM

Mi si intrippa il cervello. Ma apprezzati da chi ? Ho stra imparato a dire di no a mie spese …. Isolandomi . “Vero, con questo potresti perdere qualcuno perché senza creare un precedente resteranno solo quelli che davvero vogliono esserci e si sentono abbastanza forti per farlo.” Quanto è vero… Ma non qualcuno ..tutti! Tutti ! …. “Ecco l’importanza di fermarti con umiltà davanti ai tuoi limiti e dire di no agli altri per prenderti lo spazio e il tempo necessario a migliorarli.” Mi sono fermata … Sono ferma .. ferma … E basta quanto pare ! Sono STANCA… Leggi il resto »

Antonella
Antonella
Luglio 17, 2020 1:34 PM
Reply to  Serena Sironi

Io non voglio sentirmi amata , vorrei essere amata !
Io non mi amo, evidentemente. Non ne sono capace come non lo sono, credo, chi mi circonda .
Non pretendo .. ma è così .

Antonella
Antonella
Luglio 17, 2020 2:31 PM
Reply to  Antonella

Per risponderti più esattamente: credo che le “buone intenzioni” delle persone , intese all amore , amare , debbano essere esercitate , messe in atto e non solo rimanere nei pensieri e nelle parole. Credo che le buone intenzioni, verso me, bene o male, le abbia esercitate, le abbia messe in azione. Quando dico che non mi amo ancora è perché sento la sofferenza ancora dentro, sento di non bastare ancora a me stessa, sento ancora il bisogno di nutrirmi di cibo buono e nutriente, che il oltre alla natura , ad un buon libro e un buon film ,… Leggi il resto »

Matteo
Matteo
Luglio 14, 2020 2:18 PM

Ora ogni volta che vedrò un mio limite, è come se vedessi la capretta che entra dentro la recinzione a mangiare le fragoline appena maturate! Impossibile non riconoscerlo così!😂
Guida molto bella !😉

Jasmine
Jasmine
Luglio 14, 2020 9:01 AM

Salve Serena ti ringrazio in effetti hai ragione, non sempre le situazioni sono a nostro vantaggio. Dire di no anche quando alcuni la vedono diversamente e un modo per dimostrare di essere adulti e consapevole. Cercherò di seguire le tue informazioni anche se alcuni non sono d’ accordo e poi le persone da cui fidarsi sono sempre molte poche invece le persone che inventano promettendo bene e molto altro sono quelle che stanno rovinando i piani di persone meravigliose che vogliono vivere tranquille. Mi spiace ma non voglio rovinarmi, ho già ricevuto molto male non vorrei andare oltre. Ora basta,… Leggi il resto »

Mirian
Mirian
Luglio 14, 2020 7:42 AM

Credo che spesso il NO sia un profondo gesto d’amore…. quello che mi ha sempre fermato in passato era la paura….ora riesco ad avere uno sguardo più sereno e quindi riesco a non assecondare senza sentirmi colpevole, anche se non è sempre così immediato!

Mirian
Mirian
Luglio 14, 2020 8:14 AM
Reply to  Serena Sironi

Quando mi capita di sentirmi in colpa o di avere paura nel dire no, mi fermo e rifletto su cosa c’è alla base delle emozioni ( a volte torna a galla il senso di inadeguatezza per esempio)e alla base del no…. credo si tratti di “assestamento”… di una sorta di adattamento che sto facendo per arrivare al risultato immediato! Un po’ come andare in palestra insomma…. carichi crescenti fino al raggiungimento dell’obiettivo

Mirian
Mirian
Luglio 14, 2020 2:50 PM
Reply to  Serena Sironi

Subito testata la mia capacità di dire NO quando è il caso! Per la primissima volta mi sono sentita bene nel dirlo, so che era l’amore a dettare quel no, anche se chi lo ha ricevuto non ha capito! Avevo stabilito a priori che se mi fossi trovata in quella situazione avrei detto NO, avevo analizzato le motivazioni a favore del SI ed ero giunta alla conclusione che sarebbe stato molto dannoso dirlo! Sono rimasta ferma sulla mia posizione, ma non con durezza, dicendo che rispettavo il suo non capire, ma che il mio amore non mi permetteva di dire… Leggi il resto »