Consapevolezza: l’immenso potere che ancora non conosci

consapevolezza

Spesso si pensa alla consapevolezza come a qualcosa di poco concreto e pertinente alla vita reale e pratica di tutti i giorni.

Ebbene, questo è un grave errore.

E’ solo comprendendo il vero significato di questa parola che potremo creare e gestire in modo concreto ed efficace la nostra vita dandole la direzione che vogliamo.

La consapevolezza è ciò che dona il potere di prendere il controllo della propria vita e vivere la vita che si vuole davvero.
Permette di comprendere e sentire il potere della responsabilità che ci appartiene.

E se alla consapevolezza si affianca la consapevolezza di sé allora si ottengono risultati che ora potrebbero apparire impensabili.
Consapevolezza e consapevolezza di sé sono strettamente collegate!
Per questo ti suggerisco di leggere questo articolo in cui ti spiego in modo approfondito di cosa si tratta.

In questa guida ti spiego come arrivare a sviluppare una consapevolezza sempre più profonda a partire dalle cose macroscopiche.
Quelle cose che forse ora ti sembrano difficilissime da vedere e capire.
Cose che man mano imparerai a guardare, ti sembrerà sempre più semplice vedere.

Cominciamo?

Ecco cosa ti propongo:

Consapevolezza: il significato secondo Wikipedia e la mia definizione

consapevolezza-conoscenza

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Parlando di consapevolezza, mi trovo piuttosto d’accordo con la definizione di Wikipedia.

Ecco cosa dice:

“con il termine consapevolezza si intende la capacità di essere a conoscenza di ciò che viene percepito e delle proprie risposte comportamentali

Si tratta di una breve definizione che, anche se piuttosto impegnativa, ritengo non esaurisca completamente il significato di questa parola.
Per questo ora ti cosa ne penso io 🙂

La consapevolezza è come sentire un suono nella sua massima purezza di tono.

In realtà credo che essere consapevoli significa saper sentire (la “capacità” di cui parla Wikipedia) quel suono nella sua totale purezza e perfezione.

Ogni cosa che percepiamo può arrivare a quello straordinario livello di purezza, purché lo depuriamo da tutto quello che disturba la sua natura profondamente autentica e originaria.

Per originaria intendo legata all’origine. “Nuda” e pura esattamente come nel momento zero.

Quando sentiamo una cosa nella sua originaria purezza, ne diventiamo consapevoli sentendola da un “io” altrettanto puro, autentico e originario. Primitivo potrei dire.

Allora la sento perfettamente in sintonia, dello stesso tono come dice la parola stessa. Sento la sua essenza risuonare con la mia.
E allora ne divento consapevole.

Sento che quella cosa mi appartiene come fosse una parte di me.
E in effetti lo diventa perché si collega con la parte più autentica e profonda del mio sentire.

Quando diventi davvero consapevole di qualcosa, la senti con una tale certezza che nessuno potrebbe far crollare. E non ti servirebbe nemmeno dimostrare che quella cosa è vera, perché quella cosa semplicemente “è”.

Come sviluppare consapevolezza: la conoscenza è solo uno strumento

conoscenza come strumento

Molto spesso si pensa a consapevolezza e conoscenza come cose che coincidono, ma la conoscenza è qualcosa che riguarda la mente e non il nostro essere.
Così, insieme alla mente, la conoscenza non è che uno strumento della consapevolezza.

Conoscere e capire servono per poter vagliare ogni cosa e toglierla da noi quando non ha nulla a che vedere con ciò che siamo.

De Mello diceva che per diventare consapevoli non dobbiamo imparare, ma disimparare.
E credo che avesse molto ragione.

Allo stesso modo, conoscere e capire permette di depurare ciò che intendiamo “sentire” per acquisirne consapevolezza.

La cosa davvero difficile è riuscire a purificare davvero.

Se infatti può essere relativamente facile conoscere, vedere e capire le cose macroscopiche a cui siamo legati e a cui si lega l’oggetto della nostra consapevolezza, c’è qualcosa va ben oltre alla nostra percezione ordinaria.

Sviluppare consapevolezza richiede lo sviluppo della capacità di una percezione profonda che deve necessariamente cominciare da ciò che è più semplice percepire e quindi andare sempre oltre per raggiungere profondità che non si possono vedere, ma solo sentire.

Quando tutto è perfettamente puro e originario, allora la natura dell’oggetto coincide e risuona all’unisono con la nostra.

Questa è la consapevolezza.

Il potere della responsabilità: sai cosa puoi controllare?

cosa puoi controllare

Avere consapevolezza ti permette di capire che tu puoi sempre controllare te stesso, o te stessa, ma devi imparare a vedere tutta la realtà e guardarla per quello che è.

Quando vedi tutto ciò che ti è possibile vedere, puoi scegliere di controllare quello che ti appartiene perché solo quello potrai controllare davvero.

Ti appartengono i tuoi pensieri e le tue emozioni.
Tutto il resto, decisioni, azioni, valori, scelte, sogni, obiettivi… Tutto nasce da lì.

E’ come vedi la realtà che determina la realtà che vedi.

Sei tu che la crei comportandoti in risposta alla realtà che tu stesso, o tu stessa hai appena creato con la tua risposta ad essa.
E lo fai proprio a partire dei tuoi pensieri e dalle tue emozioni.

Ma se non lo capisci e non ne diventi consapevole, penserai non ti appartengano.
E non distinguendo ciò che in tuo potere, cercherai di controllare quello che non puoi o nemmeno ti accorgerai di poter controllare qualcosa.

E allora sarà tutto il resto a controllare te 😉

Prova a pensare se stringi un oggetto fra le mani. Potresti mai lasciarlo cadere se non vuoi?
No, certamente.

Ma se io ti obbligassi ad aprire le mani?

Potresti arrabbiarti con me e cercare di controllarmi per impedirmi di farlo.
Oppure potresti lasciarlo cadere e darmi la colpa pensando che non potevi farci niente.

Eppure le mani le hai aperte tu 😉

La decisione di aprire le mani è solo ed esclusivamente la tua e solo se lo capisci puoi prenderti la responsabilità di decidere.
Sarà solo capendo che non ho alcun potere sulle tue decisioni che potrai evitare di controllarmi.

E nemmeno ti converrebbe provarci. Sai perché?
Perché tanto non potresti farlo.

Come tu hai il totale controllo di te stesso, o di te stessa, io ho il totale controllo di me.
Che ti piaccia oppure no 😉

Accorgerti del tuo stesso potere ti restituisce la libertà di scegliere come agire.
Sei sempre tu a farlo!
E a questo proposito ti consiglio di leggere questa guida in cui ti spiego bene cos’è la libertà 🙂

Se vuoi acquisire consapevolezza devi guardare la realtà per quello che è: ecco cosa accade

vedere la realtà

Ti ho detto che per distinguere ciò che ti appartiene e su cui hai potere è necessario guardare la realtà per quella che è.

Guardarla in questo modo vuol dire guardarla come la vedrebbe uno scienziato che osserva un fenomeno a scopo scientifico, solo per capire e imparare.

Se la guardi per quella che è, vedrai una realtà molto più vasta.

Vedrai una realtà fatta di possibilità, ossia di cose che puoi fare, strade che prima non pensavi nemmeno potessero esistere e che ora invece puoi scegliere di percorrere.

Pensa ad un medico chirurgo che sta operando un cuore umano, ad esempio.

Come pensi che opererebbe se vedesse quel cuore come “un cuore umano”?
E come se invece lo vedesse per quello che è davvero: un organo composto da tessuti, membrane, vene e arterie, tutto in precise posizioni, collegate in un certo modo e con una precisa funzione?

E come pensi opererebbe se pensasse che sotto le sue mani ci sia suo figlio, suo fratello, un genitore o un grande amico?

Come invece, se pensasse a un corpo fatto in un certo modo e con un determinato funzionamento e funzioni per l’essere umano?

Guardare la realtà per quello che è significa capirla togliendo ogni giudizio o significato che gli abbiamo attribuito.
E farlo significa capire che quel giudizio o significato vengono da noi e non dalla realtà.

Capisci quanto potere e lucidità maggiori offre guardare la realtà in questo modo?

Così la consapevolezza ci apre moltissime strade per vivere la vita che vogliamo, dandoci il potere di agire in ognuna di esse.

Ma sappiamo come fare?

Il chirurgo sa come operare quel cuore umano e vedere la realtà per quello che è gli permette di farlo al meglio.
Noi, se siamo consapevoli, sentiamo davvero come nostri i pensieri e le emozioni, ma sappiamo come usarli per vivere davvero al meglio la nostra vita?

Per farlo è necessario sviluppare la nostra consapevolezza emotiva e adesso ti spiego come fare 🙂

Consapevolezza emotiva per creare le emozioni che vuoi vivere: regole consce e regole inconsce

consapevolezza emotiva

Nel libro di De Mello “messaggio per un’aquila che si crede un pollo” ho trovato questo: “la maggior parte delle persone non vive una vita consapevole. Vive una vita meccanica, con pensieri meccanici – di solito appartenenti a qualcun altro – emozioni meccaniche, azioni meccaniche, reazioni meccaniche”

Devi sapere che le emozioni non sono altro che la risposta emotiva di come valutiamo la realtà attraverso le nostre regole, mentre il pensiero è ciò che esprime tale valutazione.
E quello che facciamo, come ti ho già detto, è la conseguenza delle emozioni che viviamo.

Le regole che governano le nostre emozioni e da lì le nostre azioni, in pratica sono le nostre idee, consapevoli o meno, di come dovrebbe essere la realtà per essere felici.

Emozioni positive per una realtà conforme alle nostre regole, emozioni negative per una realtà che non gli corrisponde.

Così, conoscere le nostre regole ci permetterà di conoscere le nostre emozioni in risposta ad ogni situazione e da quelle il motivo per cui compiamo una certa azione piuttosto che un’altra.

Ecco perché per avere davvero potere di creare la vita che vogliamo è necessario conoscere le regole inconsce.

Vederle significa renderle consce e quindi decidere se tenerle o se cambiarle per agire nella direzione che ci interessa.

“Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà lui a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino”
– J. C. Jung –

Tutto questo significa conoscere se stessi.
La consapevolezza non può prescindere dalla conoscenza di se stessi, ecco perché ti consiglio di leggere anche questa guida.

Inoltre per raggiungere la consapevolezza devi conoscere anche uno strumento fondamentale ed imparare ad usarlo al meglio.
Si tratta del diario emotivo che trovi spiegato al meglio in quest’altra guida.

Ora ti mostro anche questo video di soli 6 minuti in cui Pier Giorgio Caselli ti mostra questo concetto con un esperimento interessante.

La consapevolezza inizia con l’accorgerti delle tue emozioni

regole inconsapevoli

Accorgersi delle proprie emozioni è il primo passo per capirle, gestirle e usarle al meglio nel modo in cui abbiamo detto e per tutto quello che hanno da offrirci.

Così, essere consapevoli delle proprie emozioni permette anche di godere di quelle positive fino a “percepire” o “sentire” di essere felici, diventando quindi davvero consapevoli della propria felicità.
E di questo ti ho parlato in modo approfondito nell’articolo sulla consapevolezza di sé.

Ma vedere le proprie emozioni permette anche di gestire quelle negative mettendo nelle nostre mani la responsabilità della felicità che ci appartiene.

Un ragazzo si era accorto che quando si sentiva triste la sua mente si riempiva di tutti quei pensieri negativi che altrimenti non lo avrebbero turbato.

Stava cominciando ad acquisire una certa consapevolezza di sé, così a volte riusciva ad accorgersi che un evento stava scatenando l’emozione e allora poteva gestirlo mantenendo il controllo di se stesso.

Altre volte però, quando la causa non era così evidente, si accorgeva quando ormai l’emozione aveva preso piede ritrovandosi immerso in tutto ciò che gli impediva di vivere come avrebbe voluto.

E forse è qualcosa che è capitato anche a te.

Ma se quando accade te ne accorgi, allora capisci che quello che sta accadendo non sei tu, ma le conseguenze automatiche che il tuo inconscio mette in atto per gestire una situazione come è abituato a fare.

Così gli ho consigliato di allenarsi ad osservare le proprie emozioni per acquisirne maggiore consapevolezza.

Acquisire consapevolezza emotiva in pratica permette due cose.

  • Prevenire l’emozione
  • Accorgersi dell’emozione anche se ormai se n’è immersi e le conseguenze sono già realtà

Se ad esempio ti accorgi che sei triste, semplicemente ne prendi atto, sai che è così.

A quel punto puoi accettare te stesso perché sai che sei debole e poco lucido, o lucida a causa dell’emozione che stai vivendo.

Allora non ti giudichi negativamente, non pensi di avere qualcosa non va, non temi di non farcela o di non essere altezza, accetti più facilmente un eventuale errore o la poca voglia di fare.

Così, se ti accorgi puoi riprenderti la responsabilità di te stesso, o di te stessa e tornare ad agire con consapevolezza.

Essere consapevoli per avere il controllo sulla vita: regole e responsabilità

regole e responsabilità

Ormai avrai capito per quale motivo la responsabilità è così strettamente collegata alla consapevolezza.

La consapevolezza dona il potere di vedere le nostre possibilità, anche in base a ciò che percepiamo del nostro stato emotivo, e di dare alla nostra vita la direzione che vogliamo.
E questo vuol dire assumerci la responsabilità di noi stessi.

Sai qual è il significato della parola “responsabilità”?

Letteralmente significa “abilità di risposta”, ossia la capacità di scegliere la nostra risposta o reazione. Le risposte comportamentali di cui parla Wikipedia.

Scegliere la risposta (o reazione) alla realtà però, richiede la volontà di farlo.

E chi è che non vorrebbe avere il controllo della sua vita?
Già, eppure volerlo fare potrebbe non essere così scontato.

Dice ancora De Mello: Ci vuole però un atteggiamento di apertura, la volontà di scoprire qualcosa di nuovo. […] Tutti noi odiamo il nuovo […] Il secondo passo consiste nell’essere pronti a capire, ad ascoltare, a mettere in discussione il vostro intero sistema di convinzioni

Nel dare la direzione che davvero vorremmo alla nostra vita potremmo incontrare ostacoli rilevanti.

Assumerci la responsabilità di noi stessi infatti può significare fare scelte impegnative che costeranno fatica o andare contro corrente. E questo potrebbe fermarci, farci cambiare direzione o portarci all’autosabotaggio.

Spesso ci comportiamo seguendo con disinteresse le regole meccaniche che ci arrivano da fuori, dalla famiglia, dalla cultura, dai media.

Così non ci mettiamo neanche in discussione, non cerchiamo di capire cosa pensiamo davvero visto che tutti la pensano come la pensano tutti.

E anche se comportarci in modo incoerente con noi stessi ci farà stare male, potremo sempre prendercela con le situazioni.

È molto più facile seguire la massa e giustificare il proprio malessere chiudendosi nel vittimismo.
Molto più comodo e conveniente evitare di guardare dentro di noi perché poi che succede se vediamo?

Se vediamo che la nostra vita dipende da noi, non possiamo più fingere di non sapere.
E allora ci toccherà fare ciò che non vorremmo.

Ma evitando di prenderci la responsabilità della nostra vita, evitando di affrontare le difficoltà, evitando di diventare consapevoli di noi stessi, rinunciamo alla responsabilità e al potere di gestire la nostra vita.

Ci lasciamo vivere dalle cose invece di essere noi a vivere loro.
E rinunciamo ad essere felici.

Ma come fare per trovare la motivazione per cambiare e diventare padroni della nostra vita?

Raggiungere la consapevolezza per trovare motivazione e fiducia

motivazione e fiducia

Che tu ne sia consapevole oppure no, agisci sempre, e dico SEMPRE, per un motivo preciso.

La scorsa estate al rifugio avevo mandato il mio aiutante a raccogliere della menta.
Quando era tornato gli avevo posto una domanda che lo aveva spiazzato: per quale motivo hai scelto proprio questo ramo?

Dopo un bel po’ di ragionamenti aveva concluso che non sapeva perché aveva raccolto quel ramo, ma si rendeva conto che un motivo doveva esserci. O ne avrebbe raccolto uno differente.

In quel momento non era consapevole del perché faceva quel che faceva e si era lasciato guidare dalle sue regole inconsce, arrivate da chissà dove e chissà perché.

Quando se n’è accorto ha sentito di non essere in controllo delle sue azioni e ha deciso che se un motivo doveva esserci, quel motivo doveva essere il suo.

Quel ramo di menta ha stravolto la sua prospettiva!

E parliamo di un banalissimo ramo di menta 😉

Raggiungere la consapevolezza che ogni nostra azione ha sempre un motivo ben preciso, è come prendere una secchiata d’acqua fresca che ci sveglia e ci permette di prendere in mano la nostra vita.

Se vedi che le cose dipendono da te, se lo capisci profondamente, se lo senti davvero, allora non permetterai più a niente e nessuno di decidere della tua vita.

Capire il motivo per cui fai quello che fai ti da il potere e la spinta di agire affrontando ogni difficoltà e sopportare ogni cosa.

E quando agisci per un motivo, il tuo obiettivo coincide col motivo stesso per cui agisci.

A quel punto conquistare un obiettivo significherà semplicemente agire coerentemente col motivo per cui fai ciò fai.

Lo hai fatto consapevolmente e quindi lo vedi.

Ecco che allora raggiungere la consapevolezza significa accorgerti di ogni risultato e progresso. E questo alimenta la fiducia in se stessi.

Accorgerti di ogni progresso che compi, significa che puoi credere di poter compiere anche il successivo.
Se vedi che hai fatto un passo, se sei stato capace, perché non dovresti poter fare il prossimo?
Allora puoi credere in te stesso, o te stessa e andare nella direzione che vuoi tu.

Ma devi vederlo o non diventerai consapevole delle tue possibilità e quindi del tuo potere.

Essere o avere: ecco perché scegliere la strada della consapevolezza

essere o avere

Se ancora non sei convinto, o convinta che abbia senso sviluppare la tua consapevolezza rifletti bene su quello che ti sto per dire.

Se non sarai consapevole di te stesso, o di te stessa allora finirai per perderti.
Non riconoscerai la responsabilità della tua felicità e finirai per affidarla ad altri e ad altro.

Ma in questo modo ciò a cui delegherai la tua felicità finirà per essere la cosa più importante dato che ha un compito così prezioso per te.

Ti attaccherai a quella cosa pensando di amarla.

La verità però, è che se ti attacchi alle cose non puoi affatto amare e in questo articolo in cui ti spiego cosa significa amare, ti spiego bene perché non sarebbe possibile.

Che succede allora?

Non coglierai tutto ciò che ogni cosa ha da offrirti, ma resterai cieco, o cieca nel bisogno che quella cosa soddisfi la tua felicità.
E vedrai solo quello.

Ma se quella cosa finisce? Se non ti dà la felicità che speravi?

Potresti finire per odiare il tuo partner se finisce la relazione perché avevi riposto in lui, o lei la tua felicità “usandolo” per quello scopo invece di amarlo, o amarla.

Allo stesso modo potresti allontanare un amico che non ha saputo aiutarti o rinnegare una tua passione perché non ti ha dato la felicità che speravi.
Ti è mai capitato di dire “ho fatto talmente tanto questa cosa che mi è andata in odio“?

Ti è andata in odio perché invece di amarla gli hai dato il compito di renderti felice attraverso la soddisfazione di risultati che adesso non ti bastano più.

Se ti attacchi alle cose delegando loro la felicità di cui tu sei l’unico vero responsabile, resterai sempre vittima del mondo.

Senza consapevolezza sarai tu a rifiutare tutto quello che invece ti sta offrendo, solo perché non sei in grado di vedere, di sentire.

Rinunciare alla consapevolezza in pratica significa rinunciare alla propria felicità.

E’ questo quello che vuoi?

La felicità dipende da quello che sei tu e da ciò che ti appartiene e non la troverai mai in qualunque cosa potresti avere da altri o da altro.

Scegliere la via della consapevolezza significa ritrovare te stesso, o te stessa e prendere in mano la tua vita.

E adesso che sai come funziona puoi scegliere in modo consapevole 😀
Valuta tu se ti conviene essere o avere 🙂

Messaggio per un'Aquila che si crede un PolloMessaggio per un’Aquila che si crede un Pollo
La lezione spirituale della consapevolezza
Anthony De Mello

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Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, mi sono avvicinata alla crescita personale nel 2007. Da allora è cominciato quel percorso che mi ha permesso di rinascere scoprendo davvero chi sono e diventando più forte di ogni problema. Dal 2017 metto a disposizione la strada che ho percorso per prima a chi si affiderà a me come Mental Coach, anche grazie al particolarissimo ambiente del rifugio. Qualcuno mi definisce come architetto dell'anima. Concordo...
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