La vita è ingiusta: come reagire alle ingiustizie della vita

La vita è ingiusta?

Io credo che nel mondo esistano l’odio, il disprezzo e la cattiveria delle persone.

Credo che ci siano la fame, le guerre e la malattia. Che la sofferenza e il dolore siano a volte insopportabili.

Credo anche che la morte, spesso, arrivi proprio nel momento peggiore.
E quando muore una persona cara, sembra che quel momento lo sia sempre.

Ma credo anche una cosa: anche quando va tutto male e la vita sembra essere tremendamente ingiusta…

Alla fine dipende solo da come guardi alle cose.

Puoi pensare che tutto accada contro di te, che non è giusto e non sarebbe dovuto succedere.

Oppure puoi smettere di chiederti perché a me?” e cercare invece l’opportunità, l’altro lato della medaglia.

Quel lato che c’è sempre, perché quando impari a trovarlo ti accorgi che non c’è nulla che accade “a te”, ma tutto accade “PER TE”.

Perché tu possa crescere, migliorare, imparare ogni giorno e rendere ogni cosa “un sacrificio ben speso” trasformandola in qualcosa di migliore.

Un tesoro prezioso attraverso cui cambiare le cose e poter fare la differenza per sentire davvero che la tua vita ha un senso.

Tempo fa però, quando ho condiviso questa riflessione su diventarefelici.it in un articolo su come essere positivi, una lettrice mi aveva risposto esprimendo il suo disaccordo.

Per farmi capire che mi sbagliavo, che la vita è ingiusta e pensare che tutto accade per me è solo presunzione e un modo per non vedere.

Lo scambio che ho avuto con lei è stato prezioso e per questo la ringrazio molto 🙂

Mi ha costretta a mettermi in discussione, a capire meglio e di più se in quello che pensavo qualcosa potesse scricchiolare.

E quello che ne è uscito è proprio la risposta alla domanda da cui siamo partiti 🙂

 

Che vita ingiusta! Anche se…

Vita ingiusta-ragazza contrariata

La lettrice mi rispondeva portandomi un esempio forte.

Non riesco a fare a meno di pensare a tutti i bambini violentati in tenerissima età. Ecco, raccontalo a loro che tutto accade per loro”, mi scriveva.

Già, e come fare a darle torto?

Di fronte a situazioni di una tale portata non è certo facile pensare che ci possa essere del buono.

E io di certo non posso entrare nella testa e nel cuore di quei bambini o di chi subisce ingiustizie tanto gravi.

Però una cosa la posso fare, e questa cosa è pensare a quello che ho vissuto io.

Di questo, sì, ne posso parlare con certezza 🙂

E così ho ripensato al mio passato.

Non ho vissuto stupri o esperienze tanto gravi, ma un passato molto impegnativo… Quello sì.

Ricordo ancora la depressione di mia mamma.
Pensava spesso di farla finita e non lo nascondeva a nessuno. Tanto meno a me.

Ero piccola e non mi tolgo dalla mente i suoi pianti inconsolabili mentre cercavo inutilmente di aiutarla.

Risucchiata da un senso di impotenza senza fine, ogni giorno si rafforzava in me la sensazione di non esserne all’altezza. Di non essere abbastanza per essere amata da lei.

In famiglia i momenti belli si alternano a momenti d’ira.
Mi sentivo spesso maltrattata, non voluta. Sempre più sola.

Insomma, non è stato così facile andare avanti, non riuscivo ad essere felice e nella sofferenza mi sono trascinata per quarant’anni.

40.

Hai idea di quanti siano 40 anni vissuti così?

Ma per fortuna non ho mai smesso di provarci, di cercare un modo per andare avanti e cambiare vita.

Ho scelto di non arrendermi, di lasciare andare il passato e imparare a perdonare.
Tutti, tutto e la vita stessa, sapendo accogliere tutto ciò che mi aveva dato per farne, oggi, un dono.

Lo rivivrei? Ma neanche per sogno!

Chi la vorrebbe vivere un’altra volta un’esperienza simile?

Ma c’è stata.

E il punto è proprio qui…

 

È tutto “per te”: il segreto nell’altro lato della medaglia

moneta-l'altro lato della medagliaQuello che accade non è sotto il mio controllo, e che mi piaccia o meno se deve succedere succederà comunque.

​Ma c’è una cosa più importante che posso controllare: quello che faccio io di quello che mi accade.

E questo vale anche per te 😉

Puoi trovare molto in ogni cosa che vivi, anche la peggiore riserva preziose opportunità.

Sta ad ognuno di noi imparare a trovarle e farne la cosa migliore.

E per questo ho imparato a pormi molte domande ogni volta che le cose vanno male e penso che la vita è ingiusta.

Per esempio mi chiedo:

  • Chi sono oggi grazie a quello che ho vissuto?
  • Cosa ho scoperto di me?
  • Cosa c’è di positivo che altrimenti sarebbe mancato?
  • Cosa ho imparato e posso ancora imparare?
  • Che forza ho sviluppato grazie alla sofferenza che ho provato?
  • Che qualità sono emerse e quali capacità ho saputo sviluppare grazie a tutto questo?

E io oggi dico GRAZIE a quel passato.
Perché senza non sarei la persona che sono e che sono fiera e felice di essere diventata 🙂

E davvero ora penso che sia stata la cosa migliore che mi sarebbe potuta succedere. Anche se, lo ripeto, non la rivivrei.

Dire che ogni cosa è PER TE, anche la peggiore, non significa che ti meriti il peggio, come la lettrice aveva replicato alla mia risposta.

Significa invece che quel peggio ha sempre un altro lato della medaglia dello stesso peso e valore del primo.

E nulla potrà impedirti di essere comunque felice.

E con questo test puoi scoprire se saprai esserlo anche tu, nonostante le ingiustizie della vita.

 

Tanto grande sarà la sfida, tanto grande sarà l’opportunità che puoi cogliere.

Ma come userai ciò che la vita ti porta, dipende solo da te.

Certo, devi saperlo fare, e proprio per questo ho scritto un articolo con tanti esercizi per pensare positivo 🙂

Puoi partire da qui, ma ancora non è tutto.

 

Trovare il buono e dire GRAZIE (anche quando la vita ti mette alla prova)

Persone unite tra loro e abbracciate in cerchio

La lettrice tornava sull’ottimo esempio dell’inizio ricordandomi che un bambino non avrà certo la capacità di elaborare un concetto così complesso a quell’età.

La forza per superare una sofferenza e uno shock così grandi dove può trovarla?

Già. Ammetto che tra le sue frasi sulla vita ingiusta, questa rimbombava un bel po’.

E intanto mi lanciava una provocazione forte.

Tu, mamma, metteresti mai in grave pericolo tuo figlio per fortificarlo?

Io vedo per molti l’inferno sulla terra, senza grandi rovesci della medaglia. E allora i conti non mi tornano proprio

Anche questa volta le sue parole arrivano dritte come un pugnale per farmi capire e riflettere ancora.

E cavolo, sì, la lettrice aveva ragione.
Un bambino potrebbe non avere gli strumenti per trovare il famoso altro lato della medaglia.

E così sono tornata a pensare a me e alla mia esperienza.
Di quella sì, che potevo parlare.

E in effetti non era poi tanto diverso.

Anche io ero bambina quando ho vissuto tutto quello che ho vissuto.

E il malessere, la mia sofferenza sono durati 40 anni, fino a un punto di non ritorno.
Quando le cose sarebbero anche potute andare molto male.

Ma è stato lì che ho capito. E deciso che potevo svoltare.

Certo, non è stato un attimo, ma un percorso impegnativo che da allora continua ogni giorno e tutt’ora mentre ti parlo.

Da quel momento però, ogni istante che avevo vissuto ha cominciato ad essere qualcosa su cui poter costruire e a cui poter essere grata.

Ogni cosa una risorsa preziosa che altrimenti, forse, non avrei mai avuto.

Oggi, chi sono lo devo a quel passato.
Quello per cui ho sofferto 40 anni.

E dal cuore, sinceramente dico GRAZIE 🙂

Così, di qualsiasi cosa si tratti, grande o piccola non fa differenza, non sempre quel “per te” sarà oggi. Spesso, forse il più delle volte sarà domani.

Ma quando sarà, sarà solo se avrai l’apertura e la disponibilità di coglierlo ed accoglierlo.

 

Il meglio che puoi, con quello che hai, per superare le ingiustizie della vita

superare le ingiustizie della vita-ragazza sollevata che guarda in su

Il punto è questo: fare la guerra a quello che vivi, ritenere che la vita è ingiusta non porta a niente se non a renderti una vittima impotente.

​Tanto, vale la pena ricordarlo, quello che succederà se deve succedere, succederà comunque.

E che sia oggi o domani, quello che ne farai sarà solo una tua responsabilità.

E tornando alla provocazione della lettrice, è giusto mettere le persone in difficoltà perché possano fortificarsi?

Certo che no!

Tutt’altro. Se posso fare qualcosa per impedirlo, lo faccio eccome.

Ma per quanto io mi possa impegnare, per quanto tutti si possano impegnare, le persone sbaglieranno, i fatti accadranno e non sempre le cose andranno come voglio.

Ci saranno le guerre, così come la fame, la malattia e, sì, anche la morte.

Ma cosa farà ognuno di noi di quello che sta accadendo, anche lì sarà solo una nostra responsabilità.

Vero, chi muore non ci potrà fare nulla e tu ritenerlo ingiusto per quella persona.

Ma ogni vita persa, ogni cosa finita finisce solo se non la trasformi TU in qualcosa di migliore. Se non la rendi “un sacrificio ben speso“.

Ognuno di noi è responsabile di fare il meglio che può di quello che ha, anche quando questo sarà la morte di una, mille, “enne” persone.

Ognuno di noi cambia il mondo in ogni istante grazie a questa immensa responsabilità che è anche un onore.

A proposito di questo ho scritto un articolo sul senso di responsabilità che ti aiuta a capire come tu, tutti, facciamo sempre la differenza. Sì, anche, e proprio quando pensi che la vita è ingiusta 🙂

 

Quando la vita è ingiusta e le ciliegie hanno ancora più sapore

cesto di ciliegie

Insomma, proprio un bel confronto quello con la lettrice e insieme abbiamo capito molto.

Ma certe cose sono sempre difficili da digerire e spesso riuscire a farlo richiede un percorso, così come è stato per me.

E così restava ancora quella resistenza che la portava ad un’ultima battuta…

Sarà forse per il suo spirito da commerciante, mi diceva, ma nella sua testa urlava forte convinzione.

Nessuna ricompensa potrà valere abbastanza da ripagare e dare senso a sofferenze tanto grandi.

E per rimarcare e aiutarmi a capire mi faceva l’esempio delle ciliegie 😀

Per quanto buone possano essere, diceva, “se un chilo di ciliegie costa 30 euro non le compro”.

Vero, possiamo sempre scegliere di non comprare qualcosa di sconveniente.
Ma davvero potremo scegliere di non vivere ciò che la vità avrà da riservarci?

Adesso pensaci un momento.

Se ti ritrovi ad aver pagato le ciliegie a un prezzo che non avresti mai voluto…

Andata com’è andata, ora le hai.

Che fai a quel punto?

  • Le lasci li a marcire mentre te la prendi col commerciante, ti arrabbi e ci stai male
  • O te le mangi assaporandole al massimo per coglierne il gusto e poter godere di tutta la loro bontà?

A te la scelta 😉

Dammi retta allora, lascia perdere il prezzo, fregatene se è giusto o sbagliato.

Non giudicare, ma usa le tue risorse per qualcosa di meglio che fare a pugni contro il vento.

Impegnati e cerca il meglio che puoi in quello che hai.
Perché questa è la cosa giusta da fare.

Anche quando la vita è ingiusta.
Soprattutto quando lo è 😉

Serena Sironi
Serena Sironi
Nel 2007 la mia vita difficile mi ha avvicinata alla crescita personale. Ho capito che era lì la soluzione alla mia infelicità! Solo 10 anni dopo però, con la Scuola di Indipendenza Emotiva su diventarefelici.it, è iniziato il mio percorso verso una vera rinascita. Ho scoperto chi sono davvero, ritrovato il senso della vita e la voglia di vivere ogni cosa con gioia ed entusiasmo. Da allora, come Mental Coach, collaboro attivamente con la Scuola. Desidero profondamente aiutare tutti a percorrere la strada che ho percorso per prima. Perché tutti possono arrivare dove sono arrivata io!
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