Libero di essere chi sei: un esempio da seguire

libero di essere

Sabato al rifugio ho avuto l’opportunità di godere del gesto meraviglioso di chi si sente libero di essere se stesso.

Mentre spadellavo per servire il pranzo ai clienti già seduti a tavola, mi sentivo stanca e con la schiena indolenzita.
Avevo esagerato nel riempire lo zaino con le provviste pensando di portarne il più possibile dalla jeep al rifugio.

In questo periodo l’approvvigionamento è davvero impegnativo e nel mentre neve e ghiaccio rendono il percorso a piedi particolarmente faticoso.
Gestire tutto nel modo migliore non è sempre facile e a volte si rischia di sopravvalutare le proprie forze.

A un tratto mi sono spostata in direzione della finestra e guardando fuori, qualcosa ha destato la mia attenzione.
Incredula, mi sono stropicciata gli occhi chiedendomi se stessi vedendo bene.

Sì, vedevo proprio bene! Un cliente arrivava con un enorme pacco di carta igienica tra le braccia.
L’aveva preso dalla jeep, sapendo che quello faceva parte del carico da portare al rifugio.

Nello zaino aveva altri viveri e dietro di lui arrivavano altre persone con altre provviste 😀

Il percorso dalla jeep è lunghetto e, come detto, è reso impegnativo dalla neve gelata.
Scegliere di camminare in quelle condizioni voleva dire davvero prendere il cuore in mano e pensare sinceramente a fare qualcosa per aiutare me e i miei aiutanti. Qualcosa per dare il proprio contributo per rifornire il rifugio e alleviare il peso dei prossimi carichi a spalla.

Un gesto davvero speciale.

Passato il lampo di stupore, ripensando alla mia stanchezza mi sono sentita assalire dalla gioia e dalla gratitudine e non ho saputo resistere alla voglia di correre fuori ad abbracciare Massimo.

libero di essere

Ecco Massimo in arrivo con la carta igienica 😀

La cosa davvero bella è che in questo ambiente ognuno è libero di essere ciò che è davvero.

La montagna ci toglie dal quotidiano. Gli impegni e la routine restano a valle e sono lontani, mentre i problemi assumono una nuova dimensione. Sembrano così piccoli in questo immenso!

Quello che emerge è solo quello che si ha di più vero è che solo nella totale libertà può liberamente manifestarsi.

E spesso al rifugio mi capita di sperimentare e veder sperimentare cos’è la libertà.

E’ meraviglioso scoprire che ciò che di più vero hanno le persone è un amore puro e incondizionato.

Immagina di vedere qualcosa di paragonabile nell’ambito dell’ordinaria vita quotidiana.

Quante volte un gesto all’apparenza gentile e magari anche meno impegnativo, nasconde invece l’aspettativa di un tornaconto?

Pensaci, le persone si aspettano quasi sempre una ricompensa, un risarcimento, un favore ricambiato.
Almeno un grazie.

Molto spesso compiono gesti che sembrerebbero senza pretese, ma che altro non fanno che creare un sospeso.

E se davvero quei gesti fossero privi di condizioni?
Se davvero qualcuno fosse libero di essere chi è davvero?
Il fatto è che faremo davvero fatica a crederlo comunque, abituati a pensare che ogni gesto esista per avere qualcosa in cambio.

Così ci sentiamo in dovere e alla prima occasione siamo pronti e ricambiare quel favore che magari voleva essere disinteressato.

E sai perché? La quotidianità ci trascina nel suo sistema di regole e per starne fuori dobbiamo fare una fatica enorme.

Dare per ricevere è bene diverso da dare e ricevere! 😉

Massimo e i suoi amici non volevano davvero nulla in cambio, ne io mi sentivo in obbligo nei loro confronti.
La mia gratitudine era così vera e sincera che già per sé rappresentava la ricompensa più preziosa.

Massimo e i suoi amici, hanno pranzato pagando il conto fino all’ultimo centesimo e salutando con un caloroso “arrivederci”.

E no, nessuna aspettativa nel loro gesto gentile, ma solo l’amore che ognuno di noi ha in fondo al cuore e che troppo spesso resta nascosto da tutto quello che non c’entra 🙂

Già, ma potresti pensare che quello di sabato sia stato un caso eccezionale.
Non farlo, ti sbaglieresti 😉

Qui al rifugio, nella totale libertà, ognuno può essere libero di essere chi è davvero e capita spesso di trovare certe perle capaci di rendere tanto preziosa ogni giornata.

Chi arriva con i prodotti dell’orto, chi ti aiuta a pulire o a lavare i piatti, chi taglia la legna o la sistema nelle casse per la stufa.
Chi ti dice “sono venuto a trovarti”, ti abbraccia e ti fa un sorriso vero. Uno di quelli che ti porti a casa e ti resta nel cuore per una settimana.

Qui al rifugio capita spesso di vedere l’amore nella sua forma più autentica.
Ed è qualcosa che vale davvero la pena di provare e di imparare a vivere 🙂

Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, mi sono avvicinata alla crescita personale nel 2007. Da allora è cominciato quel percorso che mi ha permesso di rinascere scoprendo davvero chi sono e diventando più forte di ogni problema. Dal 2017 metto a disposizione la strada che ho percorso per prima a chi si affiderà a me come Mental Coach, anche grazie al particolarissimo ambiente del rifugio. Qualcuno mi definisce come architetto dell'anima. Concordo...
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