Mi fa schifo: quando non vedi la realtà (e ti rovini la vita)

Mi fa schifo

Davvero mi fa schifo?

Questa è la domanda che mi sono fatta una mattina a colazione.

Semplice, apparentemente banale, ma preziosissima vista l’importanza colossale di ciò che mi ha fatto capire 🙂

Quella mattina stavo bevendo una tazza di caffè, quando improvvisamente ho deglutito qualcosa di solido.

Immediatamente ho provato un senso di nausea e disgusto.

Così mi sono chiesta cosa avessi pensato in quell’esatto momento e ho capito che pensavo che quella cosa solida avrebbe potuto essere una mosca caduta nel mio caffè riscaldato.

Che schifo!!!

Che schifo?

E in base a cosa potrei dire che deglutire una mosca fa schifo?

In effetti mandando giù il mio caffè col boccone sospetto non avevo sentito nessun sapore schifoso. Anzi, non avevo sentito proprio nessun sapore all’infuori di quello del caffè.

Allora ci ho pensato. Non è deglutire una mosca a farmi schifo, ma l’idea di farlo.

Cultura…

Mi fa schifo! Realtà (e disgusto) oltre al pregiudizio

Disgusto, realtà e pregiudizio

Mi hanno insegnato che una mosca non si mangia, che fa schifo mangiare le mosche.
Eppure ci sono culture in cui si mangiano gli insetti e probabilmente anche le mosche.

Fa schifo?

Beh, se le mangiano…

Dopotutto io stessa mangio spesso frutta o verdura che molti non mangerebbero, solo perché “troppo mature”, rovinate o considerate avariate.

​Fanno schifo?

​No. Hanno solo un sapore diverso da quello che abbiamo imparato essere buono 🙂

Realtà o pregiudizio?

Così potrebbe essere che se mi fossi preoccupata di assaporare quella (probabile) mosca, forse avrei scoperto che non fa schifo come mi hanno insegnato. Forse l’avrei trovata saporita.

Il disgusto è un’emozione e come tutte le emozioni ha la sua utilità.

Così provare disgusto può essere utile per capire quando una cosa potrebbe farti male.

Ma questo vale solo se il ribrezzo che provi aderisce fedelmente alla realtà, se nasce da una tua valutazione estremamente obiettiva.

Allora se il disgusto proviene da regole culturali, valuta bene se quel “mi fa schifo” ha qualche fondamento concreto e reale.

E occhio che le regole che ti guidano possono essere così radicate da pensarle vere.

Dopo averci pensato infatti, di tanto in tanto e nonostante tutto, tornava il senso di disgusto per l’idea di aver forse ingoiato una (schifosissima) mosca.

Questo per dirti quanto un’idea, una convinzione limitante possa essere forte e radicata.

Il problema è che facciamo lo stesso con una montagna di cose e se non ci stiamo attenti finiamo per commettere errori enormi.

Regole, convinzioni e pregiudizio: la realtà è un’altra cosa

regole, convinzioni e realtà

Giudichiamo situazioni, persone, comportamenti e molto altro sulla base della nostra cultura o di quello che ci insegnano (che poi spesso deriva proprio da lì, la nostra cultura).

E finiamo per fare lo stesso anche con noi stessi.
Mi faccio schifo! Ti sei mai sorpreso o sorpresa a pensarlo?

Ma questo è vero? Faccio schifo o non aderisco a regole culturali che definiscono come dovrei essere per andare bene?

E così distruggiamo il rapporto con noi stessi finendo per non accettarci.

Esattamente quello che facciamo con tutto il resto.

Allontaniamo persone, ci precludiamo di vivere situazioni, assumiamo certi comportamenti, accettiamo delle cose e ne rifiutiamo delle altre.

Ma quanto ci perdiamo in questo modo?

Quanto male facciamo a persone che allontaniamo e che invece potremmo comprendere, amare, aiutare?

Quante relazioni roviniamo o non ci permettiamo di vivere?

Quante esperienze potremmo fare e quanto potremmo imparare da esse se solo ci concedessimo il permesso di provare?

O magari al contrario, in quante situazioni ci forziamo solo perché abbiamo imparato che “è giusto fare così”?

Mi viene in mente la regola che è sbagliato non avere una relazione di coppia, per esempio.

Ricordo benissimo quando avevo voluto a tutti costi la mia prima relazione.
Avevo imparato essere la cosa giusta e l’avevo cercata anche se in verità non mi interessava affatto.

Oppure la regola che quando muore una persona cara o a un funerale bisogna essere tristi (io non lo ero a quello di mia mamma, ero grata, ma avevo già capito come funziona 😉 ), che a Natale o a un compleanno bisogna fare un regalo e così via.

Ma in tutto questo, quanti errori commettiamo? Quanto male facciamo agli altri e a noi stessi?

E tutto perché ci hanno insegnato così.

Regole vuote.
Cultura.

Ignoranza e pregiudizio.

Allora ogni volta che rifiuti qualcosa, che la giudichi sbagliata, schifosa, negativa, pericolosa, …

Ogni volta impegnati a capire le emozioni che provi, renditi conto perché pensi quello che pensi.
Prova, sperimenta, informati e impara a valutare con la TUA di testa.

Le regole che vuoi seguire costruiscile sulla base della TUA esperienza attraverso la TUA consapevolezza.

Come ho fatto io quella mattina, impara a chiedertelo anche tu: davvero mi fa schifo?

Solo allora decidi se ingoiare una mosca è davvero una cosa ripugnante.
Solo allora scegli come vuoi vivere davvero la tua vita 🙂

Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, nel 2007 mi sono avvicinata alla crescita personale e ho capito che lì avrei trovato soluzione alla mia infelicità. È stato nel 2017 però che approdata su diventarefelici.it, con la Scuola di Indipendenza Emotiva è cominciato quel percorso di vera rinascita in cui ho scoperto chi sono davvero e ritrovato la voglia di vivere ogni cosa con entusiasmo. Da allora come Mental Coach collaboro attivamente con la Scuola. Desidero profondamente aiutare tutti a percorrere la strada che ho percorso per prima. Perché tutti possono arrivare dove sono arrivata io!
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