Mollare la presa per capire dove trovare davvero la felicità

Mollare la presa

Qualche giorno fa mi sono accorta come sia impossibile trovare la felicità senza mollare la presa.

Avevo deciso di sistemare la legna tagliata e spaccata di recente.

Così ho cominciato a costruire una catasta ordinata per farla seccare per bene e poterla poi bruciare nel camino di casa.
Cercavo di darle un buon equilibrio e di renderla abbastanza solida da sopportare il peso di tutta la legna che dovevo sistemare.

Arrivata a una certa altezza però, osservando il profilo della catasta, ho notato che sporgeva diversamente da come mi sembrava di averla impostata.
Sporgeva decisamente troppo per essere certa che la catasta fosse stabile. Ci ho pensato un attimo.
Possibile che non me ne fossi accorta prima?

Niente da fare, la catasta era proprio pericolante.

A quel punto non sapevo cosa fare. Smontarla per rifare tutto da capo o provare comunque a sistemarla alla bene e meglio e continuare a impilare la legna?

Ero indecisa.

Alla fine, nel dubbio, ho deciso per la fatica minore e ho provato ad aggiustarla. Ma proprio mentre lo facevo, la pila è crollata rovinosamente rischiando anche di investirmi.

Un attimo di smarrimento che ha subito lasciato spazio ad un sorriso, mentre, grata, mi accorgevo del sole magnifico che scaldava la mia pelle, della natura in cui ero immersa e del profumo della legna che avevo tutto intorno.
E, tra queste meraviglie, la fatica stessa che sentivo di aver fatto.

Ero felice e mi godevo tutto ciò di cui mi ero dimenticata solo un attimo prima, intestardita sulla costruzione della catasta.

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Ora ho imparato a mollare la presa, ma una volta sarei finita presto nella rabbia, senza guadagnarci né risolvere granché.
E quante volte mi sono comportata in questo modo nelle più svariate situazioni!

Mentre ripensavo a com’ero tempo fa, riflettevo su quanto le persone facciano fatica a mollare la presa.

Sono moltissime quelle che insistono per salvare una situazione che in fondo sanno non funzionerebbe a meno di un miracolo.
Esattamente come avevo provato a fare io con la catasta della legna.

Così invece di godersi tutto il resto, si aggrappano a quel filo di improbabile speranza facendo il tentativo che rivelerà l’attesa delusione.
Proprio quella che hanno cercato di evitare sprecando inutilmente le proprie forze.

È con ciò che sogniamo di realizzare che ci comportiamo in questo modo, coi nostri progetti.

Mollare la presa, la felicità non si trova in un progetto!

progetto-catasta di legna

Un progetto può essere ogni cosa che vorremmo concretizzare, ogni nostro obiettivo che pianifichiamo.

Può essere un progetto di lavoro o il lavoro stesso, una scelta di studi, una relazione di coppia o un figlio.
Potrebbero essere anche cose minime come la costruzione di una catasta di legna o la newsletter che sto scrivendo in questo momento 😉

Lo pensiamo nei minimi particolari, investiamo tempo, impegno e fatica immaginandolo come fosse già realtà, come fosse vivo.
E già ne immaginiamo l’effetto positivo sulla nostra vita e una volta che lo avremo realizzato, pretendiamo di ottenerlo.

Poca o tanta che sia, penseremo di trovare la felicità in quel sogno.

Ma in tanta perfezione, potremmo mai credere possibile che qualcosa vada storto?

Proprio come a me con la catasta, potrebbe capitare che qualcosa non funzioni come dovrebbe.

A quel punto, dimenticandoci di ogni altra cosa, penseremo solo alla fatica di disfare tutto e costruire nuovamente.
E intanto lasceremo spazio allo sconforto, pensando al tempo e alle energie buttate fino adesso.

Ma ciò che più non accettiamo è vedere i nostri sogni andare in fumo e così ci rifiutiamo di accettare la realtà e non lasciamo la presa.

Succede quando a quei progetti arriviamo a delegare il compito di renderci felici.

Come potremmo a quel punto non investire tutto in quel progetto?

E mentre ci scordiamo ancor più di tutto il resto, rendiamo insopportabile una possibile sconfitta.

Proviamo ogni soluzione pur di far restare in piedi la catasta, ma più continuiamo e più si alza, più il rischio si fa grande.
E quando crolla ci può anche cadere addosso e farci male.

Ci ostiniamo a costruire e, un colpo a destra e uno a manca, pretendiamo di salvare il nostro sogno.

Ci rifiutiamo di credere che più insisteremo, più saranno grandi la fatica e ciò che perderemo vedendolo crollare.
Non siamo disposti a lasciare andare le nostre convinzioni e continueremo a guardare col paraocchi.

Davanti a noi soltanto l’inaccettabile fatica di rifare ciò che già avevamo costruito, mentre intorno avremo fatto il vuoto.

Pensa a quante persone arrivano a trascurare la propria famiglia per il lavoro, quante dimenticano gli amici per il proprio partner.
E quante ancora mettono da parte tutti i parenti per curarsi solo della nuova famiglia che hanno costruito.

Ma se qualcosa andasse male, cosa rimarrebbe?

Sarà nelle difficoltà che ci accorgeremo del vuoto che abbiamo fatto intorno a noi e che capiremo il rischio che corriamo.
Sarà allora che metteremo ancora più forza per resistere in quella situazione che già pericolosamente vacilla.

E intanto finiremo travolti proprio da ciò che pensavamo ci avrebbe resi felici.

Tutto questo quando sarebbe bastato mollare la presa, smontare la catasta e costruirla dall’inizio concentrati sul piacere di farne una migliore.

Quando lasci andare puoi vedere la realtà

Vedere la realtà

Tempo fa me la sarei presa per aver gettato al vento tutto il mio lavoro.

Questa volta invece ho pensato a quanto tempo e fatica in più avrei sprecato se la mia catasta fosse caduta dopo un po’.

Ripresa dal primo attimo di smarrimento, ho osservato la parte rimasta e ho notato come la base non fosse affatto costruita bene. Troppi pezzi tondi che mai le avrebbero potuto dare la stabilità necessaria.
Ci ho pensato e immaginandomi di nuovo quel progetto, ho ricominciato.

Questa volta la catasta era perfetta per tutta la legna da impilare.
Questa volta avevo imparato che, perché sia solido, un progetto deve avere buone basi.

Una catasta di legna è solo un piccolo esempio, ma quello che ho fatto vale per qualunque sogno potresti voler realizzare.

Quando ti accorgi che qualcosa non funziona, osserva per bene e se davvero pensi che abbia senso, prova a sistemare.
Se era solo un legno messo male sopra agli altri, continua a impilare la tua legna.

Ma se vedi che il problema sta più in basso, non aggrapparti a una falsa speranza.
Molla la presa, sorridi e smonta la catasta.

Intanto guardati bene intorno, nota le meraviglie in cui sei immerso, o immersa e fai caso a tutto quello che hai.
Osserva con attenzione e ti accorgerai di avere tantissimo.

Goditi la meraviglia che sei e ogni tuo traguardo, pensa a ogni volta che con un piccolo e semplice gesto hai saputo migliorare il mondo e le persone.

Se guardi bene scoprirai davvero come trovare la felicità, perché ti accorgerai che la felicità non è nel tuo progetto e che non ti serve nulla per essere felice perché tutto quello che ti serve e già dentro di te.

Da quando l’ho capito, mi impegno a costruire ogni progetto, mi diverto a impilare con cura ogni pezzo di legno per costruire la catasta migliore che posso. Ma se sbaglio facendola crollare, adesso rido e non ne soffro perché lo so, non sarà lì che troverò la mia felicità, né in un altro posto che non sia dentro di me 🙂

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Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, mi sono avvicinata alla crescita personale nel 2007. Da allora è cominciato quel percorso che mi ha permesso di rinascere scoprendo davvero chi sono e diventando più forte di ogni problema. Dal 2017 metto a disposizione la strada che ho percorso per prima a chi si affiderà a me come Mental Coach, anche grazie al particolarissimo ambiente del rifugio. Qualcuno mi definisce come architetto dell'anima. Concordo...
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