Non giudicare: come liberarsi dalla paura di essere giudicati

Non giudicare

Penso che tutti abbiamo provato cosa significa sentirsi giudicati almeno qualche volta e immagino che il giudizio degli altri abbia fatto paura a molti di noi, ma chi non vuole sentirsi giudicato deve essere il primo a non giudicare.

Detto così, lo so, potresti pensare che se giudichi, gli altri giudicheranno te, come a vendicarsi del torto che gli hai fatto.

Ma non è quello che intendo e in questo articolo ti spiego quali sono davvero le conseguenze del non giudicare.

Perché impariamo a giudicare? E con quali conseguenze?

rimprovero

Il giudizio degli altri è in grado di condizionarci fortemente.

Quante volte ci siamo trovati a fare qualcosa che non avremmo voluto perché “non sta bene fare così” come avremmo desiderato noi?
Me la ricordo questa frase quando me la sentivo ripetere da piccola!

Magari da bambini siamo stati puniti per aver fatto qualcosa giudicato sbagliato e abbiamo imparato a fare quello che avrebbe attirato un buon giudizio.

Oppure abbiamo visto gli altri giudicare e abbiamo imparato che giudicare va bene.
E tra giudicare ed essere giudicati c’è davvero poca differenza, dopo vedremo perché 😉

Di solito impariamo da piccoli cosa significa giudicare ed essere giudicati e le conseguenze si trascinano nel tempo.

Pur di non sentirci giudicati, rinunciamo a cose che avremmo desiderato o non facciamo ciò che riteniamo giusto, finendo qualche volta per commettere errori ai danni degli altri o di noi stessi.

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Altre volte per non sentirci giudicati evitiamo le persone che temiamo potrebbero farlo, precludendoci di vivere loro e le situazioni in cui potremmo incontrarle.

La paura del giudizio arriva a impedirci di essere noi stessi pur di essere le persone che gli altri vorrebbero.
Arriviamo al punto di non sapere più chi siamo, cosa ci piace, cosa per noi è giusto e cosa non lo è. E con questo perdiamo ogni sicurezza in noi stessi.

Ci riduciamo a vivere una vita all’angolo in cui ci dimentichiamo completamente di noi.

Ci abituiamo a dipendere dal giudizio degli altri per decidere ogni cosa e per cambiare questa abitudine dobbiamo cominciare ad affrontarlo.
Oggi però ti parlo dell’importanza di non giudicare 😉

Giudicare o non giudicare dipende da quello che abbiamo imparato crescendo, bene, ma su che base giudichiamo? E a cosa ci serve?

Giudicare, il modo peggiore per affermare se stessi

affermare se stessi

A volte giudichiamo gli altri a partire dalle nostre regole che stabiliscono cosa riteniamo giusto, altre volte lo facciamo per senso di giustizia o per difenderci da chi, essendo diverso da noi, ci appare come una possibile minaccia.

Ma voglio soprattutto farti notare che spesso giudichiamo gli altri per sentirci migliori di loro.
Cosa significa questo?

Seguimi…

Ti ha mai ferito un giudizio che sai non riguardarti affatto?

Se hai i capelli corti e ti dico che con quei capelli lunghi non stai bene, tu cosa fai?
Ci resti male o scrolli le spalle?

E se ti dico che hai gusti difficili quando ti accontenti sempre e senza lamentarti di quello che hai, ti tocca il mio giudizio?

Ma se invece ti dico che hai un pessimo carattere ed è proprio quello che non ti piace di te, il mio giudizio ti scivola di dosso anche questa volta oppure ti fa male?

Capisci? Ci sentiamo giudicati su ciò per cui ci giudichiamo noi stessi.

Sì, ma cosa c’entra questo col giudicare per sentirci migliori degli altri?
Aspetta, ora ti spiego 🙂

Tempo fa temevo il giudizio di una cliente del rifugio e quel giudizio mi pesava come il piombo.
Sembrava non perdesse occasione per giudicarmi su quell’aspetto di me che io per prima non accettavo per tanto lo consideravo negativo.
Ogni giudizio che sfiorasse quell’aspetto aveva l’effetto di una piuma su una ferita aperta.

Ora che per me le cose sono cambiate, vedo che quella donna teme quel giudizio almeno quanto lo temevo io.
E’ lei la prima a giudicarsi e per questo giudica gli altri.

Quell’aspetto che lei teme di se stessa la fa sentire sbagliata, non abbastanza. Le toglie valore.

E’ così che giudicando gli altri li abbassa al suo stesso livello o a un livello inferiore e questo le fa sentire di valere quanto o più di loro.

Capisci adesso perché ti dicevo che giudichiamo gli altri per sentirci migliori?
Giudichiamo per affermare e confermare noi stessi, per difendere noi e ciò che riteniamo importante.

Ma giudicare non funziona davvero e le conseguenze negative sono sempre peggio del miglior risultato che potremmo ottenere.

Smettere di giudicare se stessi per non giudicare gli altri

non giudicarsi per non giudicare

Chi non vuole sentirsi giudicato non deve giudicare.
Se giudico te è perché per prima mi sto giudicando e questo mi fa sentire giudicata.
E giudicare diventa un atteggiamento, ma di questo parleremo dopo 😉

Io non giudicavo gli altri con le parole, ma nella mia mente il confronto e la condanna erano costanti.

Non dicevo nulla per non ferire le persone e per evitare di attirare l’attenzione proprio su ciò che temevo, ma mi facevo forte cercando i loro punti deboli.
E così, giudicavo e condannavo gli altri allo stesso modo di come giudicavo e condannavo me.

Non giudicare

Nel Vangelo si legge: “non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati”.

Non giudicare e non sarai giudicato” preferisco trasformarlo così: “non giudicare e non ti sentirai giudicato” 😉

Togliere la trave per non giudicare: la domanda perfetta

nascondersi

Ho potuto vedere chi era davvero quella mia cliente solo dopo aver messo in discussione il giudizio che io avevo su me stessa.

Quando ci sentiamo giudicati, da altri o da noi stessi, la cosa migliore che possiamo fare è chiederci: è vero?

Se non è vero, guardare per vedere ci permetterà di diventare consapevoli che il giudizio che ci siamo dati fino a quel momento non ci corrisponde e allora possiamo semplicemente lasciarlo cadere perché la verità è palesemente davanti a noi.

Se invece scopriamo che quel giudizio ci appartiene, nasconderlo dai nostri occhi nascondendolo da quelli degli altri non aiuterà a migliorare le cose.

Nel Vangelo si legge anche questo: “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo?

Forse non è tanto che non ci accorgiamo della trave che abbiamo nel nostro occhio, quanto se mai del fatto che non la vogliamo vedere e fingiamo che non esista.

Ma la trave resta…

Molto meglio prendere il coraggio a quattro mani, trovare la forza di guardare in faccia alla realtà e cominciare ad affrontarla.

Farlo ci renderà immediatamente più forti per il solo e semplice fatto che ci stiamo già muovendo in direzione della soluzione.

Agite e avrete il potere”
– R.W. Emerson” –

Smettere di fuggire da se stessi per cominciare a comprendere

fuggire da se stessi

Nel mio caso il giudizio che temevo di ricevere dagli altri era vero e quello che avevo fatto per lungo tempo era stato solo fuggire da me stessa.

Ma quando ho cominciato a guardare diversamente a quello che potevo fare, allora ho cominciato a lavorarci fino a risolvere.
E più mi avvicinavo alla soluzione, più vedevo le accuse degli altri riguardare solo loro.

Fino a quel momento temevo le persone da cui mi sentivo giudicata, ma quando ho smesso di giudicare e giudicarmi ho cominciato a vedere le debolezze degli altri che ora potevo comprendere e accogliere invece di temere.

Ora non vedevo più il contenitore con la bella etichetta che gli avevo appiccicato, adesso vedevo il contenuto.
Non vedevo più parole taglienti, ma persone con un cuore e le loro paure.

Il bisogno di confrontarmi con gli altri era sparito, adesso vedevo il mio valore nei passi che facevo lavorando su ciò che volevo cambiare. Ora ne ero consapevole e potevo guardare con sincera comprensione a chi mi giudicava.

Non giudicare significa comprendere.

Finché giudichi non potrai comprendere gli altri e nemmeno te stesso, o te stessa.

Non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati”.
Questa è la frase completa che si legge nel Vangelo.

Non giudicare significa comprendere e la comprensione è la chiave del perdono.
Te ne parlo approfonditamente in questo articolo sul perdono e in questa guida per imparare a perdonare 🙂

Non giudicare! Il contenuto non è il contenitore

Contenitore

Per imparare a non giudicare te stesso, o te stessa devi imparare a non giudicare gli altri.
Se giudichi gli altri giudichi anche te stesso, o te stessa e finisci nella paura del giudizio.
Non hai scampo, è inevitabile.

E voglio farti notare anche un’altra cosa.

Il giudizio che diamo ad altri può riguardare il loro gusti, le loro regole e credenze, le caratteristiche fisiche, o altro ancora, ma molto più spesso li giudichiamo in base alle loro azioni.

Giudichiamo noiosa una persona quando ripete sempre le stesse cose, la giudichiamo egoista quando si preoccupa di se stessa senza preoccuparsi degli altri, la giudichiamo pigra quando la vediamo fare con poca voglia e così via.
Ma quella persona è davvero noiosa, egoista o pigra? O forse in situazioni diverse si è comportata in modi diversi?

Giudicare gli altri sulla base delle loro azioni non ha senso.
Possiamo giudicare un’azione rispetto a una precisa situazione, ma non la persona che la compie.

Agiamo sempre per un preciso motivo e se lo facciamo con egoismo significa che siamo guidati dalla paura, se siamo ripetitivi potrebbe trattarsi di ignoranza, di un atteggiamento che abbiamo imparato e del timore di non essere ascoltati, se agiamo con pigrizia probabilmente non stiamo trovando un valido motivo per agire.

Non siamo queste cose, non siamo le nostre azioni!

Se su una scatola c’è scritto “giocattoli” e poi la apri ci trovi vecchi documenti, l’etichetta trasforma i documenti in giocattoli per caso? 😉

Eliminare il giudizio che dai e che ti dai significa capire, guardare le cose per quelle che sono.
Togliere l’etichetta dal contenitore per vedere cosa contiene davvero.

Allenare l’atteggiamento migliore per smettere di giudicare

Smettere di giudicare

Come ti dicevo sopra giudicare è un atteggiamento, così ora voglio suggerirti un paio di esercizi perfetti per imparare a non giudicare 🙂

1. Guardare le cose per quelle che sono

Il primo esercizio che ti propongo è proprio quello di guardare le cose per quello che sono.

Descrivile nei dettagli, impara a smontarle per capire come sono fatte al di là della definizione e del significato che gli hai dato e che comunemente si dà.

Pensa a quattro aste di legno di uguale lunghezza poste in verticale e unite da altre quattro aste di legno in orizzontale. Sulle verticali poggia una tavola quadrata dalla quale partono altre due aste di legno verticali unite in orizzontale da un rettangolo di legno…

Questo è ciò che comunemente definiamo una sedia 😀

Se hai l’abitudine a giudicare gli altri, te stesso o te stessa, o le situazioni, ripetere più volte questo esercizio ti sarà davvero utile.

Lo stesso processo vale per le persone.

Se vai oltre alla definizione che gli hai dato attraverso il tuo giudizio, allora vedi chi si nasconde davvero dentro alla scatola 😉

2. Il buon giudice

Così ecco il secondo esercizio che ti propongo per imparare a non giudicare.

Se ci pensi un buon giudice esprime ottimi giudizi in base a un’ottima valutazione dei fatti.
Già perché una persona che fa qualcosa la fa in quel momento, in quella situazione o in quel contesto.
Ma quella persona non è così e basta!

Tu sei in grado di giudicare cos’è quella persona? O puoi dire quello che fa, ha fatto o farà?
Sei in grado di giudicare te stesso, o te stessa? O puoi dire quello che fai, hai fatto o farai?

Allora da oggi non giudicare mettendo una bella etichetta su te o sugli altri, ma esprimi ciò che pensi riguardo a te o a una persona, soltanto traducendo il giudizio nell’azione che lo definisce.

E occhio che questo vale sia per giudizi negativi che per giudizi positivi 😉

Qualche esempio?

  • E’ un maleducato, può diventare: si comporta in modo sgarbato
  • E’ efficiente, può diventare: riesce a ottenere risultati efficaci in un tempo adeguato
  • E’ un ragazzo pigro, può diventare: quel ragazzo non ha voglia di iniziare a fare una certa cosa
  • E’ una persona incapace, può diventare: quella persona non riesce a fare questo o quello
  • E’ furbo, può diventare: agisce con furbizia

Ricorda che non c’è nulla che “siamo”, se non noi stessi.

E il giudizio che diamo o che ci viene dato indica solo ciò che le persone fanno o che noi stessi facciamo in precise situazioni 😉

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Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, mi sono avvicinata alla crescita personale nel 2007. Da allora è cominciato quel percorso che mi ha permesso di rinascere scoprendo davvero chi sono e diventando più forte di ogni problema. Dal 2017 metto a disposizione la strada che ho percorso per prima a chi si affiderà a me come Mental Coach, anche grazie al particolarissimo ambiente del rifugio. Qualcuno mi definisce come architetto dell'anima. Concordo...
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Fossarello
Fossarello
Febbraio 6, 2021 12:41 AM

Bello!!!!!!
Grazie !!