Non procrastinare: cosa lo rende difficile e come smettere di farlo

Non procrastinare

Qualche tempo fa ho vissuto una situazione che mi ha fatto riflettere sull’importanza di non procrastinare.

Procrastiniamo quando rimandiamo una qualunque attività raccontandoci di avere qualcosa di meglio da fare o che tanto quello che rimandiamo non è poi così importante.

Solitamente siamo incredibilmente creativi nel trovare sempre qualcosa di più valido e utile di quello che dovremmo fare, ma che per vari motivi decidiamo di procrastinare.

Potrei dirti che procrastinare significa: fai domani, SEMPRE DOMANI!, quello che potresti fare oggi 😀

La situazione che ho vissuto e compreso mi ha offerto lo spunto per andare oltre e continuando ad osservarmi anche in altre situazioni, ho capito perché procrastiniamo e per quale motivo a volte è così difficile smettere o evitare di farlo.

Ti spiego tutto, a partire dalla situazione che ho vissuto 🙂

Non procrastinare! Se togli subito la polvere ti semplifichi la vita

non procrastinare-pulizia

Un giorno stavo spostando una cassetta di legno ferma nello stesso posto da diverso tempo, quando mi sono accorta che dalla cassetta si è staccato un batuffolo di polvere, di quelli che sembrano lana.
Non che fosse enorme, era solo gonfia e vaporosa.

Il primo istinto è stato quello di lasciare a terra quel batuffolo “morbidoso”, tanto di lì a poco si sarebbe rattrappito. Nessuno l’avrebbe più notato e io stessa me ne sarei dimenticata in breve tempo.

L’idea di lasciar lì però non mi piaceva. A quel batuffolo si sarebbe pian piano aggiunta dell’altra polvere che sarebbe diventata di certo ben più evidente e avrebbe cominciato a svolazzare in giro ricoprendo tutto.
La cosa peggiore però sarebbe stata che avrei cominciato a respirarla e mi avrebbe dato un bel fastidio.

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Rimandare diventa un’abitudine che non può funzionare a lungo e se ci abituiamo, smettere di procrastinare diventa davvero impegnativo.

Non solo, ma in questo modo finiamo per procrastinare anche quando ci troviamo ad affrontare i nostri problemi.
Impariamo a conviverci, come con la polvere per terra, perché tanto sappiamo che tra poco non ci faremo più caso.
Ma quando i problemi aumenteranno, quando diventeranno più grandi, cosa faremo?

Dopo tutto non è così diverso, ma nemmeno così semplice!

I problemi sono peggio della polvere, molto meglio non procrastinare

non procrastinare-problemi

Così come vedere la polvere non ci infastidisce ma alla fine la respiriamo, lo stesso accade con i nostri problemi.
Possiamo guardare alla realtà come se non ci fossero, ma alla fine ci influenzano.

Ne siamo immersi e senza che neppure ce ne accorgiamo li usiamo come filtro per guardare alle cose vivendo male un sacco di situazioni.
Del resto l’aria che respiriamo non può essere fresca e pura visto che passa attraverso la polvere, o no? 😉

Inoltre, come la polvere svolazzando si deposita ovunque, anche i problemi sono liberi di invadere ogni ambito della nostra vita diventando fonte spesso inconsapevole di emozioni negative.

Ma non basta. Quello che lasciamo lì, dentro di noi, si incrosta al punto che poi il lavoro diventa enorme e non basteranno martello e scalpello per risolvere.

Con la polvere il lavoro è un po’ più semplice. Si accumula e quando diventa troppa e fastidiosa prendiamo la scopa o l’aspirapolvere e, anche se già se ne è andata in giro, con un po’ più di fatica riusciamo a debellarla.

Così, continuando a procrastinare, finisce che ci troviamo a dover risolvere un mucchio di problemi che non sappiamo neanche da dove vengano e che sono ormai diventati difficili da arginare. E in un attimo ci troviamo a vivere nella paura, nella disperazione e nella sfiducia.

Non sarebbe molto più semplice pulire la polvere man mano senza lasciare che nessun batuffolo rimanga dove cade?

Ecco perché ho deciso di raccogliere quel batuffolo, per tenere l’ambiente sano e pulito, ma soprattutto per allenare l’abitudine a non procrastinare risolvendo i problemi fin da subito.

Ma perché non procrastinare è così difficile?

In realtà i motivi che lo rendono difficile sono tre e ora te spiego uno alla volta 🙂

Procrastinare è facile oggi, non procrastinare è facile sempre (se hai un motivo!)

Procrastinare-Non procrastinare

Il primo motivo è proprio la mancanza di un motivo.

Scusa il gioco di parole 😀

Ti racconto una cosa che mi è successa di recente all’inizio di un turno in Croce Rossa 🙂

Ad ogni inizio turno, ogni membro dell’equipaggio ha il compito di controllare che tutto il materiale che potrebbe servirgli sia presente e in ordine sull’ambulanza.

Il materiale però è davvero molto e la tentazione di controllare solo quello che si usa più spesso sembra allettante.
Nell’indecisione di quel giorno, stavo pensando di lasciar perdere.
Basta fare ogni tanto quel controllo, tanto chi vuoi che abbia toccato quel materiale che non si usa mai?

Lo avrei fatto la prossima volta e in quel momento la mia creatività da procrastinatrice mi stava facendo notare quante cose avessi da fare, invece che “perdere tempo” a controllare il materiale.
Cose che ovviamente non erano davvero urgenti né importanti, ma come per magia la mia mente le stava trasformando e rendendo tali 😉

Un pensiero però, mi ha fatto vedere le cose da una prospettiva diversa e decidere di non procrastinare.

Riflettendoci, se quel materiale c’è è perché, per quanto rara, potrebbe sempre verificarsi la situazione in cui potrebbe servire.
E allora che si fa se non lo trovo in ordine e al suo posto?

Se guardi con lungimiranza allora il motivo lo vedi e la motivazione sale.

Dopo tutto darci da fare nel presente per creare il nostro futuro migliore significa amare noi stessi. Significa farci del bene prendendoci cura di noi 🙂

E quale miglior motivo potremmo avere se non questo? 😀

Ora, se parliamo di problemi o situazioni piccole e circoscritte non procrastinare potrebbe essere più semplice, ma volte ci troviamo a che fare con situazioni impegnative.

Che succede a questo punto?

Assumerti la responsabilità non ti piace? Guarda lontano e rimboccati le maniche

responsabilità

Spesso, trovarci di fronte a situazioni impegnative ci spinge a rimandare di continuo perché non ci va di assumerci la responsabilità delle conseguenze.
E questo è il secondo motivo per cui non procrastinare è così difficile.

Il problema nasce perché ci limitiamo a guardare alla punta del nostro naso.
Pensiamo alla fatica che faremo ora, alle rinunce che potrebbe comportare la decisione di agire, al fatto che magari potremmo trovarci a dover riorganizzare il nostro tempo o a dover cambiare le abitudini di sempre.

Tutto questo ci spinge a rimandare a domani, e domani ancora a domani.

In questo modo però accumuliamo problemi e situazioni non risolte che ci porteranno dritti nell’incertezza di troppe cose indefinite e quindi nell’ansia.
Potremmo arrivare al punto che tutto ci sembrerà così grande da sentirci schiacciati e cadere nella paura del futuro.

Procrastinare non conviene!

Ma a salvarci è proprio la lungimiranza che ci mostra come agire oggi migliorerà il nostro futuro di domani.

A volte però, potrebbe servirci una spinta per uscire dalla comodità della procrastinazione.

Quando non ci va di muoverci pensando alle conseguenze che dovremo affrontare, può essere utile guardare lontano per immaginare le conseguenze negative delle nostre azioni non compiute.

Allora prendere la decisione e scegliere di agire, rimboccarci le maniche e fare ciò per cui prima sentivamo resistenza, diventerà più semplice.

Esattamente come ho fatto rimuovendo quel “morbidoso” batuffolo di polvere e ancor più immaginandomi lo scenario disastroso in cui mi sarei potuta imbattere se non avessi controllato il materiale in ambulanza.

Resistere non funziona, scegli di agire!

resistere

Quando vediamo un valido motivo allora quello che facciamo lo faremo volentieri.
Diventa una scelta libera e non più qualcosa che ci sentiamo in dovere di fare.

Usare la parola “devo” quando non vorremmo procrastinare ci porterà a resistere e resistere non più durare a lungo.
Consuma molte energie e richiede una forza di volontà enorme che non farà durare per sempre i nostri propositi.

Molto meglio trasformare quel “devo” in un “voglio”, o torneremo nella procrastinazione alimentando ulteriormente l’abitudine e identificandoci sempre più in quella persona che procrastina.

Procrastinare ci sembrerà far parte di noi e del nostro carattere e ogni volta che proveremo a cambiare, l’autosabotaggio ci metterà i bastoni tra le ruote.

Non procrastinare oggi semplifica la vita per il futuro migliore di domani.
Vero! Ma c’è un però…

Perché dovrei fare fatica oggi per star bene domani?
Procrastinare è molto più semplice e mi permette di vivere bene subito.

Meglio l’uovo oggi o la gallina domani?

Ho una buona notizia, in realtà puoi avere entrambi 😉
E come funziona l’ho capito bene proprio quella volta.

Crea un piano e trasforma il muro in una comoda scala

ScalaQuando ho trovato un valido motivo per controllare tutto il materiale, la prima cosa a cui ho pensato è stata cosa avrei dovuto fare per finire il mio lavoro.

Ed è stato proprio in quel frangente che mi sono accorta del secondo motivo per cui non procrastinare può diventare impegnativo.

Se non avessi avuto un piano, se non avessi avuto un obiettivo chiaro e la strada pronta per raggiungerlo, probabilmente avrei lasciato perdere.

Di fronte a me avrei incontrato un muro troppo grande per trovare la voglia di affrontarlo senza sapere da che parte cominciare.
Sarebbe stato troppo faticoso e un piccolissimo impegno si sarebbe trasformato in un enorme sacrificio.

E ti parlo di una cosa semplice e banale, immagina cosa può succedere se parliamo dei problemi della vita!

E’ proprio la mancanza di un piano il terzo motivo per cui procrastiniamo.
E io, per fortuna, un piano ce l’avevo 😉

Non solo avevo visto l’obiettivo, ma conoscevo anche bene cosa avrei avuto tra mani.
Cosa significa?

Sapevo come è fatto, a cosa serve e come si usa.
Sapevo cosa fare e quando farlo e senza tutto questo la voglia di non fare niente avrebbe avuto la meglio.

Così ecco cosa puoi fare per trovare oggi la voglia di non procrastinare.

Informati e capisci come è fatto, come funziona e a cosa serve esattamente ciò su cui metterai le mani.
Quindi crea un piano per raggiungere il tuo obiettivo.

In questo modo non avrai più un muro davanti a te, ma una scala fatta di gradini.
E i gradini saranno tanto più comodi quanto più conoscerai ciò con cui avrai a che fare e quanto più sarà chiaro il tuo piano.

Bello, mi dirai, adesso non procrastinare mi evita di fare fatica nel presente, ma da lì a trovarlo piacevole…

Vero, ma ancora non ti ho detto tutto 😉

Smettere di procrastinare? Metti entusiasmo e avrai voglia di fareSmettere di procrastinare-Entusiasmo

Fare qualunque cosa può passare dall’essere accettabile, al darci davvero soddisfazione, gratificandoci nell’immediato e senza dover aspettare di ottenere chissà quali risultati.

Siamo soliti pensare che troveremo piacevole fare le cose che ci piacciono, mentre le altre potremo al massimo “farcele passare” alla meno peggio.
In realtà se impari a mettere entusiasmo in ciò che fai, la prospettiva cambia di un bel po’ 😉

Mettere entusiasmo in qualcosa vuol dire dargli valore e fare quella cosa come se per te non ci fosse nulla di più importante in quel momento.

E questo non ha nulla a che vedere col risultato che otterrai, ma solo col vivere pienamente tutto il tempo in cui sarai impegnato, o impegnata a fare quella cosa.

E’ il tuo modo di agire che fa la differenza, la tua intenzione di dare il meglio a rendere “gustoso” ogni momento.
L’atteggiamento che usi determina come vivi ogni cosa 🙂

Mettere entusiasmo significa fare ciò che fai mettendoci cura, attenzione, dedizione, voglia di fare bene.
Significa viverlo vivendo il presente senza preoccuparti del risultato finale.
Significa farlo con amore.

Mettere entusiasmo in ogni cosa è una potentissima arma per imparare a non procrastinare perché, al contrario, alimenta la voglia di fare 🙂

Fare il primo passo è la cosa più difficile: fallo e basta!

primo passo

Insomma, avrai capito che i motivi che spesso ci portano a procrastinare sono i seguenti:

  • la mancanza di motivazione
  • la mancanza di voglia di assumerci la responsabilità
  • la mancanza di un piano

Risolvere tutti questi aspetti è indispensabile per smettere di procrastinare ed è anche necessario risolverli al meglio trovando la giusta motivazione, valutando precisamente le responsabilità che dovremo affrontare e quindi creando un piano chiaro e concreto per agire.

Ma tutto questo non basterà senza fare il primo passo.

Cominciare è la cosa più difficile!

Per decidere di agire devi riflettere precisamente sul da farsi e capire cosa fare e come farlo, ma quando hai fatto non ci devi più pensare!

Ora non ti manca nulla, è ora di passare all’azione.

Esatto, devi cominciare e smettere di pensare a cosa dovrai affrontare.

Pensare troppo a cosa dovremo fare quando decideremo di agire è un pessimo modo per decidere di cominciare.
Va bene pensarci finché farlo ci permette di capire cosa dovremo fare e come, ma stare a lungo su quel pensiero ci riempie di “ma“, “se” e “però, che ci faranno apparire tutto molto più impegnativo di quanto lo sia nella realtà.

Non solo, ma pensare a lungo al nostro obiettivo, lo carica di aspettative gonfiando il risultato e trasformandolo in qualcosa di molto più grande di quanto ci interessi veramente raggiungere e di quanto sia effettivamente alla nostra portata.

Ci hai pensato? Hai capito cosa fare?
Bene, agisci. Fallo e basta!

Appena cominci ti accorgi di avere il controllo sulle cose, lo senti, e tutto riprende la sua reale dimensione.
Fare il primo passo è fondamentale per smettere di procrastinare!

Quando stai pensando di cominciare, ricordarti che mettendo entusiasmo potrai godere di ciò che altrimenti vivresti come un peso, sarà prezioso!

E prezioso sarà anche allenare la tua autodisciplina.

Una volta che avrai cominciato ti accorgerai che non era poi così difficile non procrastinare.
Come dice il proverbio, chi ben comincia è già a metà dell’opera 😉

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Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, mi sono avvicinata alla crescita personale nel 2007. Da allora è cominciato quel percorso che mi ha permesso di rinascere scoprendo davvero chi sono e diventando più forte di ogni problema. Dal 2017 metto a disposizione la strada che ho percorso per prima a chi si affiderà a me come Mental Coach, anche grazie al particolarissimo ambiente del rifugio. Qualcuno mi definisce come architetto dell'anima. Concordo...
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FRANCESCA
FRANCESCA
Aprile 20, 2021 10:24 PM

Ciao Serena, ho letto tutto l’articolo e ho visto che ci sono parecchi link…..non mi ricordo ora quale di questi mi hai detto di approfondire, ieri nell’incontro….