Non sentirsi amati: tu pensi di meritare amore?

non sentirsi amati

Ci sono esperienze che fanno capire di non sentirsi amati, esperienze in cui emerge il bisogno di attenzione, importanza, approvazione.
Esperienze in cui il non sentirsi amati porta a cercare l’amore che arrivi da fuori e che confermi il proprio valore.

La paura di non essere amati è forse una delle più grandi paure di ogni essere umano.

Temiamo la solitudine che vissuta come condizione di isolamento, diventa una condizione impossibile da sopportare.
Oppure temiamo di non farcela da soli e di non ricevere aiuto quando ne avremo bisogno.

Ma potremmo temere anche il rifiuto e l’abbandono e più profondamente di non valere niente.
Di essere sbagliati, inutili, senza senso.

E se non pensi di avere un senso, lo perde anche la tua vita.
Non si può vivere senza avere un senso!

Considera che in realtà potremmo anche essere amati, ma non sentirci tali.
Perché?

Il fatto è che se pensi di non meritare l’amore degli altri probabilmente ti chiuderai nella convinzione che, tanto, nessuno ti amerà.
Visto che non te lo meriti.

E con questo non vedi altro che l’amore che (pensi) ti manchi.

Ma da dove viene questa convinzione? Perché dovremmo pensare di non essere degni di essere amati?

Una bassa autostima è insieme causa e conseguenza dell’idea di non meritare amore e solitamente prende origine dall’infanzia, soprattutto da come abbiamo vissuto il rapporto coi nostri genitori.

Magari non ci siamo sentiti amati, oppure erano troppo protettivi o esigenti.

Ma l’idea di non meritare amore potrebbe venire anche da una relazione in cui siamo stati lasciati, da un amico che si è allontanato da noi o altre situazioni simili.

Di qualunque cosa si tratti, prima o dopo questa sensazione di non sentirsi amati emerge e condiziona la nostra vita.

Ora ti racconto cosa ho vissuto personalmente e come ho capito di non sentirmi amato.

Quando amare gli altri non basta

Non sentirsi amati-tristezza

Alcuni giorni fa la mia amica Serena, parlando del periodo appena trascorso al rifugio, mi ha posto una domanda che mi ha decisamente spiazzato.

Mi ha chiesto “tu pensi di meritare amore?

Inizialmente l’ho considerata una domanda trabocchetto, quelle domande a cui sembra troppo facile rispondere con un bel “sì”.

I miei primi pensieri sono stati: “certo che mi merito amore”, “certo che ne sono degno”, ma con mia grande sorpresa non sono riuscito a dire nulla, mi sono bloccato.

Ho sentito di non aver colto il vero senso della domanda, mi sono trovato in bilico tra la banalità della mia risposta e l’ambiguità della domanda di Serena.

Cosa significa esattamente “meritare amore”?
Chi decide se io merito o meno amore e in base a cosa?

Da molto penso che quello che conta nella vita sia donare amore.
Io penso a donare amore agli altri e se gli altri vogliono contraccambiano e allora sono io a ricevere amore.

Ma che c’entra quello che mi merito io?
Nessuno deve sentirsi obbligato a donarmi amore!

Questione risolta? Assolutamente no!

Ma allora qual è il vero significato della domanda? Che c’entra il merito?

Voglio essere amato: per sentirsi amati bisogna credere in se stessi

credere in se stessi

A distanza di alcuni giorni penso di aver capito il significato della frase, o quantomeno gli ho dato il mio significato.
La domanda è giusta e non è assolutamente ambigua, questa frase però la devo rivolgere a me stesso.

Io merito il mio amore?”, ma soprattutto “mi dono amore?

Il merito non lo misuro sulla base dell’amore che ricevo dagli altri, ma in base a quanto sono capace di donare amore a me stesso!

Sono io che decido se merito amore, io decido se posso accettarlo, e sono io che ogni giorno posso decidere di amarmi!

Se io non penso di meritarmi di essere amato, semplicemente non mi amo!

Se non si decide di amare se stessi accettando il proprio amore sarà inevitabile non sentirsi amati, come sarà inevitabile cercare fuori quel che non si sente dentro finendo per desiderare l’amore altrui.

Amare se stessi significa mettere in dubbio la convinzione di non meritarsi di essere amati, significa credere in se stessi, comprendere e accettare il proprio valore.

Bisogno di sentirsi amati: amare se stessi è l’unico modo per esserlo davvero

amare se stessi

Mi impegno ad affrontare tutte le mie giornate amando il prossimo, ma amo me stesso in egual misura?
Mi impegno a capire e perdonare comportamenti altrui che non condivido, ma so capire e perdonare me stesso di fronte agli errori?

Apprezzo il buono in tutte le persone che conosco, metto sempre in risalto il lato positivo delle cose, ma mi impegno a fare lo stesso anche con me?
Mi valorizzo? Mi voglio bene? Mi perdono? Mi apprezzo?

Sono degno di ricevere amore, di sentirmi amato, solo se io per primo amo me stesso.

Ora ho capito cosa significa “tu pensi di meritare amore”, non basta rispondere con uno scontato “si”.

Sentire di meritare amore, significa guardarmi dentro, osservare la più bella persona che conosco e amarla con tutte le mie forze, anche di fronte ad errori, incertezze, momenti di sconforto.

Esattamente come mi impegno a fare nei confronti degli altri.

Prima devo imparare ad amare me stesso, solo dopo posso donare amore al prossimo.

E amare te stesso, o te stessa non può prescindere dall’imparare ad amare perché se ami davvero, ami tutti. Te stesso, gli altri, il mondo in cui sei immerso, o immersa.
Non esiste che ami solo qualcuno!

Ed ecco perché amare gli altri non basta per sentirsi amati 😉

Allora prova a fare questo test ideato da Giacomo.

Ora ti propongo un esercizio 🙂

Un esercizio per smettere di non sentirsi amati: prova a dirtelo

Smettere di non sentirsi amati-parlare specchio

L’esercizio è molto semplice, mettiti davanti allo specchio guardati fisso negli occhi, stabilisci un contatto visivo con te stesso, o te stessa e quando sei pronto, o pronta pronuncia questa frase “ti voglio bene

Se pensi di meritare amore allora traducilo in piccolo gesto: prova a dirtelo e osserva la tua reazione!

Abbiamo bisogno di amore e per sentirci amati dobbiamo essere i primi ad amarci.

Amare se stessi è una capacità che va coltivata e mantenuta costantemente, senza questa abitudine consolidata è impossibile riuscire ad amare pienamente il prossimo.

— articolo di Francesco Chioda —

Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, nel 2007 mi sono avvicinata alla crescita personale e ho capito che lì avrei trovato soluzione alla mia infelicità. È stato nel 2017 però che approdata su diventarefelici.it, con la Scuola di Indipendenza Emotiva è cominciato quel percorso di vera rinascita in cui ho scoperto chi sono davvero e ritrovato la voglia di vivere ogni cosa con entusiasmo. Da allora come Mental Coach collaboro attivamente con la Scuola. Desidero profondamente aiutare tutti a percorrere la strada che ho percorso per prima. Perché tutti possono arrivare dove sono arrivata io!
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Cristina
Cristina
Febbraio 2, 2021 8:12 AM

L’ha fatta anche a me quella domanda Serena e io ho risposto “no”. Non e’ stato difficile rispondere per me perché la mia vita aveva dimostrato che non credevo di meritare amore. Credo che la fase più faticosa per me sia pero’ venuta dopo: finché convivi con quella convinzione da anni tutto ciò che fai e’ guidato da quel pensiero e poi come si cambia? Se ti vesti senza guardare il tuo viso nello specchio? Se tu arrivi in fondo alle tue priorità? Da lì inizia la fase difficile …scrivo oggi perché rileggendo questa newsletter e il tuo consiglio davanti… Leggi il resto »

Francesco
Francesco
Febbraio 3, 2021 12:06 AM
Reply to  Cristina

Ciao Cristina mi piace il tuo post perché penso sia un’opportunità di approfondimento e perché un po’ mi ci rivedo. “L’ha fatta anche a me quella domanda Serena e io ho risposto “no”. Non e’ stato difficile rispondere per me perché la mia vita aveva dimostrato che non credevo di meritare amore. Credo che la fase più faticosa per me sia pero’ venuta dopo: finché convivi con quella convinzione da anni tutto ciò che fai e’ guidato da quel pensiero e poi come si cambia?” Come si cambia? Mettendo in dubbio quelle che tu definisci “convinzioni”, con pazienza e perseveranza,… Leggi il resto »

Luigia De Santis
Luigia De Santis
Gennaio 27, 2021 11:54 AM

Salve! sì credo di riuscire ad amare me stessa…ma è stata una conquista recente e che mi fa scontrare di continuo con la mia famiglia. Ho conosciuto una persona “speciale” che mi sta aiutando a riflettere su diversi aspetti della mia vita. Spero di riuscire a partecipare quest’anno al Progetto di Serena e di poter consolidare questa mia conquista. Un abbraccio

Mirian
Mirian
Settembre 3, 2020 7:00 AM

L’amore verso me stessa per venire fuori ha fatto un lungo viaggio passando dalla comprensione prima e dal perdono poi verso mia madre e verso me stessa! Oggi è reale, c’è, esiste , lo sento e lo vedo ed incredibilmente ha lunghe radici che coinvolgono le persone vicine, ma anche quelle che incontro per caso!!

Francesco
Francesco
Settembre 3, 2020 10:47 AM
Reply to  Mirian

Oggi è reale, c’è, esiste , lo sento e lo vedo ed incredibilmente ha lunghe radici
wow che bella la metafora delle radici!

La tua descrizione fa percepir bene che l’amor proprio è qualcosa che già esiste dentro di noi, qualcosa che non dobbiamo inventare. Lo dobbiamo riscoprire, prenderne consapevolezza, magari con un “lungo viaggio”, forse è atrofizzato, forse si è sviluppato male, ma di sicuro una volta che lo “senti e lo vedi” puoi farlo crescere dentro di te giorno per giorno.
Grazie della tua condivisione Mirian.

sarah
sarah
Settembre 1, 2020 4:49 PM

Caro Francesco e Serena sembra la NL fatta per me e quindi non posso non rispondere. Anche in questa NL mi ha colpito una cosa in particolare perché penso che sia il mio problema: il perdono. Come vi dicevo, già ieri, io non ho mai perdonato il male subito e quello che mi sono fatta a me stessa. Io per questo non riesco proprio a perdonarmi, per essermi ferita così tanto, aver permesso che tutto questo accadesse e mi sfuggisse di mano. Io credo che tanti errori li ho commessi anche per questo motivo, per troppa insicurezza, “svalorizzazione” di me… Leggi il resto »

Francesco
Francesco
Settembre 2, 2020 2:52 PM
Reply to  sarah

Sarah, abbiamo già avuto modo di confrontarci, ti faccio un grosso in bocca al lupo per il tuo percorso.

PAOLA
PAOLA
Settembre 1, 2020 2:04 PM

Si Francesco penso che sia così, finché abbiamo bisogno di, in qualche modo, essere gratificati dagli altri è perché non ci sentiamo “all’altezza” ci sentiamo non degni di essere notati, ci reputiamo invisibili e quindi sentiamo il bisogno che lo facciano gli altri, quegli altri che poi non sono molto diversi da noi e quindi non hanno nessun superpotere spesso semplicemente ci hanno visti, ma se ci fanno sentire amati è solo per quell’attimo che presto svanisce ed è allora che si dovrebbe capire che la gratificazione che ci arriva da fuori dovrebbe semplicemente una conferma di quello che già… Leggi il resto »

Francesco
Francesco
Settembre 2, 2020 2:49 PM
Reply to  PAOLA

La consapevolezza è il passo essenziale Paola!
Mi piace il tuo passaggio quando dici che:

 il bisogno che lo facciano gli altri, quegli altri che poi non sono molto diversi da noi e quindi non hanno nessun superpotere

mi piace perché mi fa aggiungere che anche gli altri, quelli che danno amore intermittente, danno per ricevere in un’ottica dei convenienza, sono loro stessi preda di questa trappola.

L’unico vero “superpotere” da sviluppare è l’amore per se stessi da cui deriva anche l’amore verso gli altri.

In collaborazione con la Scuola di Indipendenza Emotiva