Sbagliare è umano, perseverare è diabolico: come imparare dagli errori

sbagliare è umano

Sbagliare è umano?

Io credo proprio di sì, anche se a volte rifiutiamo i nostri errori giudicandoli come qualcosa di sbagliato che rende sbagliati anche noi.
E così, il detto popolare “sbagliare è umano” diventa una sorta di coperta sotto cui nascondere ciò che non vorremmo ammettere, né vedere.
Capirai bene perché leggendo questa guida 😉

Anche secondo WikipediaLa frase è entrata nel linguaggio comune, come aforisma con il quale si cerca di attenuare una colpa, un errore”.

Però, inutile nascondersi dietro a un filo d’erba, possiamo sbagliare una volta, passi, ma l’errore vero che spesso si commette, non è l’errore in quanto tale, quanto il fatto di continuare a chiudere gli occhi evitando di guardarlo per crescere e imparare.

Sempre secondo Wikipedia, infatti, “il significato è chiaro: l’errare è parte della natura umana. Questo, però, non può essere inteso come attenuante di responsabilità per una reiterazione dello sbaglio, quanto piuttosto un mezzo per imparare dall’esperienza.

Non a caso il famoso detto è stato rivisitato così:

Errare è umano, perseverare è diabolico” 😉
E man mano leggerai ti accorgerai veramente di quanto lo sia!

Già, ma come fare a non perseverare?
Lascia che ti spieghi e per cominciare ti parlo di strade.

Ma prima ti mostro cosa troverai in questa guida.

E adesso cominciamo 🙂

Sbagliando si impara: tu che strada scegli?

sbagliando si impara

Fai conto che ti trovi in un bivio tra tantissime strade e tu non sai minimamente quale sia quella giusta da prendere, cosa fai?

Provi.

Pensaci bene, se la strada giusta è una e tu ne hai davanti tantissime, è ovvio che avrai tantissime probabilità di prendere la strada sbagliata, ti sembra?

Solo chi fa, sbaglia, recita un noto proverbio 😉

Quando imbocchi la strada sbagliata però, ti accorgi che non è quella corretta.
Allora torni indietro, metti una bella sbarra all’imbocco di quella strada, ne prendi un’altra e provi di nuovo…

Ma prima di imboccarla, mica lo sapevi che non era quella giusta!

E così, fai lo stesso con tutte le strade finché trovi quella che va bene.

Ma fai attenzione a questo: ogni volta che ci provi le probabilità di sbagliare diminuiscono.

E, sì, a volte potresti pure tornare sulla strada che ora sai non essere quella giusta, ma se lo fai è solo perché ancora non l’avevi sperimentata a sufficienza 🙂

È sbagliando che si impara!

Poi, ci mancherebbe, potresti anche indovinarla al primo colpo, ma sarebbe solo un caso e soprattutto non è detto che se non hai sbagliato oggi, non sbaglierai nemmeno domani.
Ricorda che tutte le strade sono aperte (visto che non hai ancora sbagliato 😉 ) e tu potresti prenderle senza sapere cosa troverai.

Io penso questo: se non sbagli oggi è solo perché hai già sbagliato o perché ancora lo devi fare.

Così, ecco cosa ti dico, sbagliare, non solo è umano, ma anche necessario 😉

Responsabilità: errare è umano, perseverare è diabolico

errare è umano, perseverare è diabolico-responsabilità

Insomma, sbagliare è umano e statisticamente normalissimo, esattamente come lo è imboccare la strada sbagliata.

L’errore, del resto, fa parte della nostra umana imperfezione, o no?

Vero, ma…

Lo abbiamo detto, perseverare è diabolico.

Come ti dicevo, non è sbagliato sbagliare, ma lo è evitare di assumerti la responsabilità dei tuoi errori.

Ti capita mai di attribuire la colpa del tuo errore ad altri o ad altro, o di nasconderti dietro a qualche scusa?

Quando lo fai te la stai solo raccontando, ma la strada sbagliata l’hai comunque imboccata tu!
E fingendo di non vedere, perdi il controllo di ciò che, comunque, ricadrà inevitabilmente su di te.

Lo vedi qual è il punto?

Lo fai perché rifiuti l’errore e lo nascondi ai tuoi stessi occhi.

Se invece accetti di guardare puoi capire se la strada è davvero quella giusta e solo vedendoli da vicino diventi davvero padrone, o padrona dei tuoi errori.

Assumerti la responsabilità dei TUOI errori, significa vedere che sei TU a crearli, che sono qualcosa che è nelle TUE mani e su cui TU hai il potere.

Quando capisci che i tuoi errori ti appartengono, capisci anche che puoi farci quello che vuoi.

A questo punto non devi più scappare, ma puoi guardare da vicino ogni errore, renderti conto di cosa hai fatto per crearlo e cosa puoi fare di diverso per cambiare.

Allora sì che quello diventa un errore veramente capace di farti crescere!
E allora vedi anche l’opportunità che contiene e a cui ora puoi finalmente dire GRAZIE 🙂

Imparare

Ma come fare per trasformare ogni errore in opportunità?

Gestire le emozioni per imparare dagli errori

imparare dagli errori-emozioni

Crescere attraverso i tuoi errori è una cosa più preziosa che mai.

Se ci pensi, lo facciamo in continuazione.
Sbagliamo e ci correggiamo per imparare, e con questo progrediamo.

Pensa a quante cose hai imparato fino ad ora grazie agli errori che hai commesso.
Il solo fatto che cammini né è una dimostrazione evidente 😉

Facciamo costantemente questo processo quando i nostri errori non coinvolgono qualcosa che riteniamo importante, ma quando accade, si mettono in mezzo le nostre emozioni.

Ci dimentichiamo che sbagliare è umano e questo cambia completamente le cose.

Se ci pensi, se ti cade una cosa per terra mica casca il mondo. Ti abbassi e la raccogli.
Magari ti infastidisci perché devi pulire o sistemare, ma poi lo fai e impari quello che puoi per non farla cadere di nuovo.

Ma se a cadere è un oggetto a cui tieni tantissimo?
Pensa se si rompe o se lo perdi e non lo trovi più.
Allora sì che vedi l’errore come qualcosa di grave e ci stai male.
E più ci stai male più è difficile guardare con lucidità e imparare da quell’errore.

Quando i nostri errori cominciano a farci stare male diventa tutto più difficile, ma il processo per imparare e crescere grazie ad essi è sempre lo stesso e lo conosciamo benissimo 😉

Affrontare i nostri errori quando entrano in gioco le nostre emozioni richiede prima di tutto imparare a gestirle.
Per questo ho scritto una guida in cui ti spiego in modo molto approfondito come fare. Penso ti sarà molto utile e la puoi trovare in questa pagina 🙂

Ma come ti dicevo il processo non cambia e ora ti mostro come funziona.

Capire i propri errori, il modo giusto per non perseverare

non perserverare-capire

Prima di tutto devi osservare il tuo errore per capire.

A volte ti accorgi di avere commesso un errore, ma magari non sai esattamente quale sia.
Capisci che qualcosa è andato storto o senti arrivare il senso di colpa che ti avverte dell’errore, ma l’errore qual è?

Quindi, prima di tutto devi capire precisamente cosa hai sbagliato.

Ma capire qual è l’errore non basta, devi anche capire il motivo che ti ha portato a sbagliare.

Se ad esempio ti ferisci un dito mentre tagli la verdura, è facile capire l’errore (la ferita al tuo dito), ma perché lo hai commesso?

Distrazione? Non hai asciugato il piano di lavoro e ti è scivolata la verdura? Durante il taglio hai urtato in qualcosa che non avrebbe dovuto essere lì? Hai messo la mano in una posizione inadeguata?

Insomma, è un esempio banale, ma utile per farti capire il concetto 😉

Trovare il motivo corrisponde a capire cosa avresti dovuto fare che non hai fatto e cosa ti ha impedito di farlo.

Quando capisci il motivo che ti ha portato a sbagliare, puoi già imparare cosa fare di diverso per evitare di commettere lo stesso errore.
Sembra semplice no? 😉

Non solo, ma adesso puoi anche prepararti in anticipo imparando a fare ciò che ti eviterà di sbagliare di nuovo.

Per esempio, potresti imparare a gestire i tuoi pensieri per evitare di distrarti quando starai usando il coltello. Oppure potresti abituarti a tenere in ordine il piano di lavoro o fare pratica nel tagliare con le dita in posizione adeguata.

Sbagliare è umano: capire per imparare, agire per cambiare

sbagliare è umano-capire

Come vedi, imparare da un errore ti offre una miriade di possibilità per migliorare che non si limitano necessariamente a quell’azione specifica, ma che possono migliorare enormemente la tua vita e quella delle persone che incontri.

Per esempio, imparare a gestire i tuoi pensieri è fondamentale proprio per gestire le tue emozioni e questo significa poter influire positivamente sulla realtà che vivi e sulle persone che ne fanno parte, proprio come ti mostro in questo articolo.

E siamo partiti da una banale ferita su un dito tagliando la verdura, pensa quanto potresti imparare e quante opportunità potresti cogliere da errori più grandi!

Non solo, considera anche che non è mai troppo tardi per imparare da un errore!

Potrebbero esserci errori da cui ancora non hai imparato o in cui ancora non vedi l’opportunità, ma questo non significa che tu non possa farlo ora.

Che si tratti dell’errore appena commesso o di uno passato, il processo non cambia.

Per imparare e crescere grazie ai tuoi errori puoi sempre guardarli per capire. E quindi agire.

Per farlo aiutati con queste domande e quindi metti in pratica le risposte che troverai 🙂

1) Cosa hai sbagliato? Qual è esattamente l’errore?

2) Per quale motivo hai sbagliato?

3) Cosa avresti potuto fare per evitare l’errore o cosa potrai fare alla prossima occasione per evitare di commetterlo?
E cosa puoi fare ora per prepararti a non commetterlo di nuovo?

4) cosa hai imparato o cosa puoi imparare da questo errore?

Usa sempre queste domande perché, ricorda, sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico 😉

Sì, ma…

Come fai a sapere se un errore è veramente un errore?

Lo so, sembra ovvio, ma a me non piace fermarmi all’ovvietà. Così adesso ti dico di più 🙂

Cos’è davvero un errore? Le intenzioni contano!

cos'è un errore-matematica

Per farti capire cos’è un errore mi viene in aiuto la matematica.

In matematica un errore è definito come la “differenza tra il valore approssimato di un numero e il suo valore esatto”.

Ma cosa c’entra questa definizione con gli errori che potremmo compiere io e te?

Pensaci, per poter dire che una cosa rappresenta un errore, non la confronti forse con il risultato che ti aspettavi e avresti voluto vedere?
Quello che la matematica definisce come “valore esatto” 😉

E già…

Consideri corretto ciò che corrisponde al risultato che avevi in mente e sbagliato ciò che non lo fa.
Non solo, ma l’errore che vedi è tanto più grande, quanto più grande è lo scarto tra la tua azione e quel risultato.

E, facci caso, facilmente noti l’errore SOLO quando capisci che le cose non sono andate esattamente come avresti voluto.
Dopo la tua azione!

Cosa voglio dirti con questo?

Molto spesso riteniamo di aver sbagliato solo se il risultato non ci sta bene, altrimenti non lo considereremmo un errore.

Peccato però, che quasi mai il risultato è sotto il nostro controllo e basare la valutazione dei nostri errori sul risultato, può andare bene se parliamo di obiettivi pratici, ma non nei confronti della vita.

Il solo modo per stabilire se stiamo commettendo un errore oppure no è invece quello di guardare le nostre intenzioni.

Sbagliare è umano: prevenire con le giuste intenzioni

sbagliare è umano-intenzioni

Ora prova rispondere a questa domanda: quando agisci lo fai per dare il meglio di te facendo sempre la cosa giusta, quella che tu stesso, o tu stessa vorresti ricevere o agisci per ottenere qualcosa, per evitare il giudizio degli altri, per sentirti abbastanza o qualcos’altro del genere?

Agisci per amore o per paura?

Il vero errore è proprio questo, agire lasciandosi guidare dalla paura invece che dall’amore.

Così, per capire se hai agito nel modo “giusto” a prescindere dal risultato, ti offro una domanda preziosa:

Se non avesse avuto le conseguenze negative che vedi, lo considereresti ancora un errore?

E occhio che non sempre le intenzioni sbagliate producono conseguenze negative.
Ma non agire in modo “giusto”, resta comunque un errore!

E allora ecco un’ultima utilissima domanda che puoi farti prima di agire:

Se questa cosa non ti permettesse di raggiungere il tuo obiettivo, la riterresti comunque quella giusta?

Queste domande potrebbero aiutarti a prevenire l’eventualità di sbagliare cadendo nel guardare al risultato, ma siccome sbagliare è umano…

Quello che conta veramente è accettare di guardare ai propri errori per imparare, crescere e migliorare, invece di nasconderli finendo per perseverare.

Ma perché dovremmo nascondere i nostri errori visto che, in fondo, errare è umano?

Adeguarsi al giudizio degli altri, il modo migliore per sbagliare

giudizio-sbagliare

Proprio all’inizio di questa guida ti dicevo che siamo abituati a giudicare sbagliati i nostri errori.
Non pensiamo che sbagliare è umano, ma ci concentriamo sulla convinzione che sbagliare sia sbagliato.
E come noi, lo stesso faranno gli altri.

Così, potremmo nascondere i nostri errori per diversi motivi, ma di qualunque motivo si tratti c’entra sempre la paura e molto spesso la paura è proprio quella del giudizio. Degli altri, ma anche di noi stessi.

La paura del giudizio però, non solo è il motivo per cui nascondiamo i nostri errori, molto spesso è proprio ciò che ci porta a commetterli.

Pensaci, se temi quello che potrebbero pensare gli altri, agirai per ottenere la loro approvazione invece di fare veramente ciò che pensi giusto.

Ti capita mai di assecondare in cerca di approvazione o per schivare un giudizio negativo?
E quante volte in queste situazioni fai veramente quello che vuoi e che riterresti giusto?

Sai qual è il problema?

Abbiamo paura di non essere amati per ciò che siamo, ma giudicati per quello che facciamo.

E così lottiamo per ottenere l’approvazione degli altri illudendoci che così potranno amarci.

Illudendoci, sì, perché, come ti spiego in questo articolo, l’amore è tutta un’altra cosa.

Diventiamo chi non siamo e, sempre più, ci allontaniamo da noi stessi per dare agli altri la maschera che indossiamo.

Ma sai cosa succede allora?

Vedendo la realtà con occhi altrui prendi decisioni che non ti appartengono e fai valutazioni che non ti riguardano perdendo ogni sicurezza in te stesso, o te stessa.

A poco a poco diventi la persona che gli altri vogliono e, mentre ti dimentichi di te, finisci per non sapere più chi sei, cosa vuoi, puoi e sai fare.

Lo sai perché succede tutto questo? Perché ti abitui a cercare all’esterno le tue conferme.
In questo video tratto dalle lezione Conosci te Stesso ti mostro in modo molto semplice cosa succede 🙂

Vai alla lezione integrale ⇒

Come potresti a quel punto sapere quale sia la cosa giusta per te?
E come potresti non sbagliare se non sai in che direzione andare?

Sai solo cosa vogliono gli altri, che però non sono te.

Allora commetterai errori su errori e ogni volta che gli altri non ci saranno, mancherà il tuo unico riferimento, quello che invece non potrebbe mai mancare se quel riferimento fossi tu.

E sai cosa ti dico?
Sbagliare è umano, rinnegare se stessi no!
Rinnegare, farsi del male, quello sì che è diabolico.

Ecco perché devi assolutamente cambiare…

Sbagliare è umano: concedersi i propri errori per sbagliare responsabilmente

sbagliare è umano-concedersi di sbagliare

Finché agirai in funzione del giudizio degli altri, non potrai imparare dai tuoi errori visto che non ne sei padrone.
E molto spesso eviterai completamente di agire per paura di essere giudicato, o giudicata.

Così, per cambiare, devi smettere di guardare fuori per stabilire cosa è giusto e cosa no, sporcarti le mani e cominciare a confrontarti con te stesso, o te stessa, per costruire quel punto di riferimento che hai perso e che è l’unico che ti farà davvero crescere ad ogni errore.

E fare tutto questo vuol dire prima di tutto concederti la possibilità di sbagliare per poter gestire i tuoi errori e prenderne il controllo.

Ma ancora prima significa imparare a prenderti la responsabilità di decidere con la tua testa, di agire anche quando ti senti insicuro, o insicura, di farlo anche quando significherà confrontarsi col giudizio degli altri.

Sbaglierai? Sì! Certo che sbaglierai!
Perché sbagliare è umano, e anche tu lo sei 😉

E qui viene il punto, il processo di cui ti parlavo prima.
Quando sbagli, devi guardare l’errore per capire.

Capire dove hai sbagliato, quale sarebbe stata la decisione giusta e perché.

E provare, provare e riprovare ancora fino a quando troverai la strada che va bene.

Te lo ripeto, sbagliare non solo è umano, ma anche necessario!

E se gli altri avranno da dire, una critica o quello che sia, tu ascolta, valuta e vedi se può esserci qualcosa di buono.
Ma poi, te lo ripeto, decidi con la tua testa e accetta di poter sbagliare per migliorare, crescere e imparare.

Chiaro?
Bene, ma cosa succede quando siamo noi stessi i nostri giudici peggiori?

Sentirsi sbagliati: quando l’errore siamo noi

sentirsi sbagliati

Abbiamo paura di sbagliare perché temiamo il giudizio degli altri, ma come ti dicevo, molto spesso siamo noi i peggiori giudici di noi stessi.

Succede quando ci identifichiamo coi nostri errori finendo per pensare che l’errore siamo noi!

Giudichiamo sbagliati i nostri errori invece di capire e con questo giudichiamo sbagliati noi stessi per averli commessi.

È così che i nostri errori finiscono per stabilire il nostro valore quando invece potremmo usarli per farlo uscire sempre di più.
Lo vedi quanto è assurdo?

Quando è così, la sola cosa da fare è smettere di giudicare e cominciare capire.

Il processo, ricordi?

Giudicare è come mettere una bella etichetta su un barattolo, ma solo guardando cosa c’è dentro puoi scoprire veramente il contenuto.

Allora puoi dare un senso nuovo ad ogni errore e trasformarlo in quello che veramente è: un’opportunità.

Già, sembra facile, ma ci sono situazioni in cui non riusciamo a fare altro che restare concentrati sui nostri errori.
Situazioni in cui pensiamo di essere “troppo sbagliati da poter pensare di trasformarli in qualcosa di meglio…

Sbagliare è umano, punirti non lo è. Perseverare è diabolico!

sbagliare è umano-punizione

Il problema sta proprio in quel “troppo” che ci fa sentire che, tanto, sarà tutto inutile e questo ci toglie ogni forza di reagire.

Arriviamo a giudicarci tanto sbagliati da pensare di essere delle brutte persone. Inutili e prive di senso.

Sbagliate al punto da pensare che nemmeno dovremmo esistere.
Ma come potresti vivere pensando che dovresti esistere?

Non puoi! E devi assolutamente fare qualcosa.

E così, ecco la soluzione: punizione.

Già, se commetti un errore e vieni punito, o punita, in fondo hai scontato la tua pena, no?

Peccato che con questo attiviamo un meccanismo subdolo e perverso che ci mantiene ancora più concentrati sui nostri errori per autofustigarci.

Osserva adesso: una punizione è qualcosa che deve farti soffrire, e cosa può esserci di più semplice che farti male con le emozioni negative?

E così restiamo concentrati sull’errore alimentando il senso di colpa fino a stare male abbastanza da sentirci puniti per il nostro (presunto) essere sbagliati.

Come a dire, sono una brutta persona, ma dopo tutto non faccio poi così schifo, visto che almeno mi punisco standoci male.

Peccato che tutto questo lascia i nostri errori esattamente dove stanno e l’unico risultato è quello di farci sentire ancora più sbagliati per non aver fatto nulla per cambiare.

E più lo facciamo, più bisogno abbiamo di punirci per pareggiare i conti!

Lo vedi?
Sbagliare è umano, ma perseverare è veramente diabolico!

Se fai così, entri in un circolo da cui è impossibile uscire se non decidendo con forza e determinazione di distogliere quell’inutile attenzione dai tuoi errori.

Per farlo, la prima cosa è quella di renderti conto di questo meccanismo e quindi decidere con forza di cambiare direzione.

E se il pensiero torna nonostante la tua determinazione, c’è solo un modo per uscirne: distogliere la mente da quel pensiero negativo.

Ho scritto una guida in cui ti offro uno strumento perfetto per riuscirci.
Leggila in questa pagina, sarà davvero preziosa 🙂

Sentirsi sbagliati quando l’errore non c’è

sentirsi sbagliati

Finiamo per sentirci sbagliati quando giudichiamo sbagliati i nostri errori come detto, ma c’è un caso in cui ci sentiamo tali anche senza averne commessi.

Succede quando cresciamo con la convinzione di non valere per via della nostra educazione, dei confronti che facciamo con gli altri, del sentirci sminuiti da persone a cui crediamo o altre situazioni che tagliano le gambe alla nostra autostima.

Ci sentiamo sbagliati, ma si tratta solo della convinzione che abbiamo costruito nel tempo e se guardiamo bene non esiste alcun errore.

Se ti trovi in questa situazione devi prima di tutto rendertene conto e quindi lavorare sulla tua autostima imparando a riconoscere il tuo valore per tornare a credere in te stesso, o te stessa.

Ma c’è anche un altro motivo per cui potremmo sentirci sbagliati senza aver commesso un errore: è quando restiamo vittime di un’offesa, quando cioè, subiamo l’azione di altri.

Sbagliare è umano, perdonare è divino

sbagliare è umano perdonare è divino

Capita spesso che chi subisce abusi, violenze, maltrattamenti o altre offese più o meno importanti, poi si trascini un senso di colpa senza apparente motivo.

Inconsciamente ci sentiamo sbagliati per aver permesso al carnefice di offenderci.

E’ lui ad aver fatto la cosa sbagliata, lui ad aver commesso l’errore e ci sentiamo sbagliati per l’errore di qualcun altro!

Come potremmo lavorare su un errore che non ci appartiene?

Non possiamo, ma visto che ci sentiamo comunque sbagliati e senza senso e che si tratta di una condizione che non possiamo accettare, come già ti dicevo, dobbiamo per forza fare qualcosa.

Così cerchiamo di sfuggire al nostro sentirci sbagliati evitando situazioni in cui potremmo commettere errori, rincorrendo la perfezione o rinchiudendoci nel senso di colpa.

Ma tutto questo non funziona!

Del senso di colpa ti ho parlato poco fa, ma anche il perfezionismo non aiuta in nessun modo.

Cercando la perfezione ottieni solo una frequente insoddisfazione e quell’ansia da prestazione in cui commettere errori sarà ancora più probabile.

Cercare la perfezione significa temere il fallimento e più temi di sbagliare e più sbagli chiudendoti nell’ansia e nelle emozioni negative.

Insomma, vuoi sbagliare?
Il perfezionismo è il modo migliore per riuscirci 😉

E intanto, di nuovo, non facciamo che allontanarci dalla realtà e da noi stessi, diventando sempre più insicuri e incapaci di affrontare i nostri errori.

C’è solo un modo per risolvere il problema: perdonarci per aver commesso l’errore di aver subito l’errore commesso da altri.
E questo significa perdonare chi ci ha fatto male.

Lo so, perdonare potrebbe non essere semplice, ma ricorda che se sbagliare è umano, perdonare è divino.

Arrivare al perdono richiede un processo che ho descritto passo passo nella mia guida per imparare a perdonare.
Leggila se vuoi davvero cambiare la tua vita 🙂

Lasciare andare il passato: le conseguenze sono adesso!

lasciare andare il passato

Perdonare è davvero il modo giusto per trasformare ogni errore in opportunità.
Ma le conseguenze?

E già, le conseguenze di quello sbaglio restano e non è detto che tu possa rimediare.
Cosa fare allora?

Per prima cosa devi imparare a lasciare andare il tuo passato.

Del resto, se hai perdonato veramente, l’errore non c’è più e al suo posto c’è tutto quello che hai imparato e il buono che comunque ne è derivato.
C’è sempre! Ma per vederlo devi avere una visione positiva.

Svilupparla è fondamentale per imparare a cogliere l’opportunità racchiusa in ogni errore.
Per questo ecco un’altra guida per te in cui troverai esercizi pratici e concreti per fare tua questa visione.

Non solo, ma tenerti stretto il tuo passato non fa che portare nel presente ciò che è stato, ma che ora non è più.
E con esso le emozioni negative che comporta.

Apri gli occhi, nel tuo presente non c’è nulla del passato, ma soltanto ciò che vivi adesso.
Non c’è altro, la tua vita è tutta lì.

Lo vedi perché non ha senso fare la guerra ai tuoi errori di ieri?

E allora c’è solo una cosa che abbia senso fare: impegnarti a gestire le conseguenze che ancora ti trascini.

Ma devi perdonare! Rifiutarle non cambierà le cose e tutto quello che otterrai sarà vivere male facendo la guerra alla realtà.

Cogliere il buono di ogni errore aiuta molto, ma molto di più 😉

Sì, ma a volte potrebbe essere difficile, in qualche momento potrebbe tornare la voglia di accusarti ed accusare provando rabbia per gli errori e le loro conseguenze.

Ma quando accade, ricorda che sbagliare non è sbagliato e che commettere errori non solo è umano, ma anche necessario 😉

Evita di giudicare è giudicarti allora. Comprendi invece.
Di nuovo perdona, perdonati e vai avanti.
Perché, ricorda, non esistono colpe, ma solo responsabilità.

E tutto qui e non ti serve di più per fare dei tuoi errori la più grande delle opportunità 🙂

Serena Sironi
Serena Sironi
Architetto di formazione e gestore di un rifugio alpino, mi sono avvicinata alla crescita personale nel 2007. Da allora è cominciato quel percorso che mi ha permesso di rinascere scoprendo davvero chi sono e diventando più forte di ogni problema. Dal 2017 metto a disposizione la strada che ho percorso per prima a chi si affiderà a me come Mental Coach, anche grazie al particolarissimo ambiente del rifugio. Qualcuno mi definisce come architetto dell'anima. Concordo...
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