Testimonianze Percorsi di Crescita Personale al Rifugio

Testimonianze progetto di crescita personale al rifugio rifugio

Jennifer Pagani

Jennifer PaganiDurante la primavera di un anno fa, sentivo una voce in me che mi  invitava a vivere l’esperienza al Griera. Era un sì totale.

 Fino ad allora vivevo, come ora, una vita appassionante, direzionata in tutti i campi a conoscere me stessa e a esprimere pienamente la mia vera natura.

Sentivo però un peso grande, dovuto al delegare la mia felicità all’esterno, e specialmente alle persone che incontravo e che desideravo conoscere.

 Questa pesantezza era dovuta al fatto che, meccanicamente, facevo dipendere le mie emozioni agli altri, a chi mi relazionavo, costruendo aspettative illusorie e vivendo alternativamente momenti di gioia intensa a momenti di forti delusioni.

Questo pendolo mi portava a essere sempre di più nel controllo, delle situazioni e delle persone, inconsapevolmente, generando conflitti e uno stress emotivo sempre più crescente.

Amavo perdutamente e allo stesso tempo soffrivo, in questo vortice perpetuo.

Normale…potreste dire voi, ci sono alti e bassi nella vita.

Si…ma io subivo questo stato, non ero io a decidere come sentirmi, e a prendere una posizione che mi rendesse realizzata.

Ho accolto la proposta della Serena con grande gioia, vivendo momenti intensi.

Il mio viaggio al Griera è stato un affidarmi nelle mani amorevoli di una persona che ha scavato il tunnel ed è uscita dalla prigione, poi è tornata indietro e ha condiviso con me come fare per uscire a mia volta.

Mi sono ribellata, mi sono arrabbiata, mi sono amata, mi sono sorpresa.

Ho amato e mi sono lasciata amare, dalle montagne, dagli animali, dal rifugio, dal silenzio, dalla Serena…dal Matteo…e mi sono arresa…e poi ho visto.

Ho visto come funziono, e senza fare nulla per ottenere chissà quale magia ho lasciato che altro da me emergesse.

Questo vedere, questo allenamento a conoscermi, mi ha fatto spostare lo sguardo in alto…nel luogo della consapevolezza…da lì il panorama è meraviglioso.

 

Sharon Falconi

Sharon FalconiHo scelto di prendere parte all’esperienza al rifugio come “ciliegina” sulla torta di un percorso di crescita personale, iniziato da alcuni anni e ripeso con Serena un annetto fa.

In realtà andando al Rifugio mi sono resa conto che non era la ciliegina sulla torta, questa esperienza è stata per me la possibilità di iniziare a ricreare un impasto nuovo, buono come piacesse a me, per iniziare a prendere davvero in mano la mia vita e plasmarla come meglio credo. Come una torta, con la golosità di assaporarla pienamente. 

Prima di andare al rifugio avevo la pretesa di “arrivare”, ho preso vacanza dal lavoro per poter lavorare più intensamente al rifugio. In realtà, al rifugio ho lavorato intensamente su di me, ma è stato solo il trampolino di lancio per un lavoro interiore che continua poi anche nella mia vita di tutti i giorni. Con questa esperienza mi sono resa conto che non si arriva mai, che sono in continua evoluzione (per fortuna) perché è questa la forza che permette dii cambiare! 

Per me è stato un esame di realtà verso ciò che è davvero la mia vita e su ciò che voglio. Mi ha permesso di INIZIARE un lavoro di accettazione verso il mondo interiore ed esteriore, cercando di conciliare la mia visione del mondo e il contesto reale che mi circonda. 

Per il tipo di professione che svolgo – in relazione alle persone che cercano di fare dei cambiamenti nelle loro vite – dovrei essere la prima a credere nel cambiamento delle persone. Ad oggi lo sono, ho fiducia in questo, credo che il cambiamento sia reale, in quanto è una volontà di noi stessi e non dato da casualità esterne a cui spesso di danno il merito o le colpe. Tuttavia, in passato ho spesso diffidato di questo, perché non riuscivo a vedere il cambiamento su me stessa e lo dubitavo anche nel altri, nel mio lavoro. Ho capito che è possibile, anche perché il cambiamento è fatto di sfumature e di un arcobaleno incredibile. Grazie al rifugio ho imparato a cogliere e valorizzare le sfumature, dandomi e ritrovando fiducia in me per poi ritrovarla negli altri.

Ogni tanto torno al rifugio, fisicamente o con la mente, perché mi ricorda di fermarmi, di ricordare tutto ciò che ho appreso grazie a quell’esperienza e portarmi sempre con me quel bagaglio che mi ha permesso di iniziare un viaggio importantissimo, permettendomi di essere presente e dare il meglio, non lasciandomi trasportare dalla frenesia della vita quotidiana.  

 

Matteo El Khoury

Matteo El KhouryRicordo che ero in macchina quando ho ricevuto per la prima volta un’email con la proposta del progetto.
Giusto per saperne di più, senza grandi aspettative, sono andato a vedere i dettagli.
Beh, non ci è voluto molto per capire che sarebbe stata un’esperienza incredibile.

Il primo weekend al rifugio è stato abbastanza traumatizzante, era tutto nuovo per me e non avevo mai fatto un lavoro del genere.
Con il tempo ho iniziato a prenderci la mano, e grazie a Sara, la sorella di Serena, che mi ha insegnato tutti i trucchi del mestiere, iniziavo a voler fare sempre meglio, fino a quando ormai mi sentivo veramente a mio agio, sia in cucina che in sala con i clienti.

L’essere immerso nella natura, fare un lavoro fuori dall’ordinario, e soprattutto il guardare da lontano la mia realtà di tutti i giorni, mi ha permesso di capire molte cose.

Serena mi ha guidato attraverso questo percorso.
Lei non mi ha mai detto cosa fare o come stanno le cose, mi ha sempre messo nelle condizioni di vederle da solo. In pratica mi ha accompagnato e mi ha dato la possibilità di vedere la mia strada.

La cosa più bella in assoluto di questa esperienza è che ho avuto l’occasione di conoscere delle persone fantastiche!
E’ stato veramente un dono condividere questo viaggio con loro.
Abbiamo riso, ci siamo confrontati, e soprattutto siamo stati una squadra!
Ognuno mi ha offerto degli spunti preziosissimi, e spero di aver fatto lo stesso.

Durante il periodo trascorso lì sono cambiato davvero molto.

Ero preoccupato del fatto che quando sarei tornato a casa, alla mia vita di tutti i giorni, ogni cosa sarebbe tornato come prima, e che quella fosse stata solo una parentesi.

Una volta arrivato a casa però, tutto era diverso da come me lo immaginavo!La mia vita non era più la stessa. E’ come se avessi aperto gli occhi per la prima volta!

 

Francesco Chioda

Francesco ChiodaMi piace l’idea di scrivere una recensione sulla mia permanenza presso il Griera, anche se a dire il vero non so da dove iniziare.

Paragonato alla vita di tutti i giorni l’ambiente Griera appare “ostile”, prima di partire mi sono chiesto se sarei riuscito a resistere 3 settimane (ben 3 settimane!) senza tv e comodità varie. Ebbene, con mia grande sorpresa, questo è stato l’aspetto meno impegnativo di tutti, mi sono piaciuto nella versione no-confort e non mi sono mai mancate le comodità. Ho avuto tutto il tempo di dedicarmi ad attività alternative come la lettura e le escursioni, attività che a casa devo sempre “rincorrere”. Da questo punto di vista la mia quotidianità è stata piacevole. Il rifugio mi ha offerto ogni giorno tante piccole sfide con cui confrontarmi, come accendere la caldaia, avere a che fare con i clienti, lavori in cucina, tutto piacevole e durante i week end tutto molto intenso.

Penso che la parte più interessante sia stata la possibilità di osservare me stesso in un ambiente così “lontano” dalle mie abitudini, osservare il mio atteggiamento, le mie emozioni, riuscire a capirmi, al netto di tutto quello che ho lasciato a casa. Ho avuto tutto il tempo e l’occasione per farlo e la mia recensione non può non mettere in evidenza questo aspetto, vero valore aggiunto dell’esperienza.

Serena mi ha offerto, con la sua presenza, un valido aiuto in questo percorso interiore e personalmente credo di averla “sfruttata” meno di quanto avrei potuto. Parlare con lei è stato utile per fare chiarezza dentro me stesso, per me è stato un bel confronto a cui inizialmente non ero così pronto.

Spero di ripetere la mia esperienza al Griera, con ancor più disponibilità a guardare dentro me stesso, nel frattempo dalla mia prima esperienza ho portato a casa tanta consapevolezza!

Il rientro non è stato semplicissimo, mi ci è voluto tempo per riabituarmi ad un ambiente alieno come quello di tutti i giorni e per mettere in pratica quanto ho capito di me al Griera.

 

Alessandra Bozzo

Alessandra BozzoLa decisione di buttarmi in questa esperienza non è stata particolarmente ragionata; stabilito che logisticamente era possibile…mi sono buttata!
E devo dire non me ne sono pentita!
Ecco i dettagli…

Il mio arrivo al rifugio è coinciso con la partenza di Francesco…peccato! Perché nei giorni a seguire Serena, Francesca e Matteo non perdevano occasione di raccontare simpatici aneddoti che lo riguardavano.
Mi sono sentita subito a mio agio nonostante l’ambiente, le persone e persino gli orari nuovi per me.
Insomma mi hanno spiegato come si “costruiscono” le giornate al Rifugio.

C’era tempo per tutto…momenti di azione e allora in quella cucina, fulcro del rifugio, chi impastava (Serena), chi era stato promosso a pasticcere (Matteo), Francesca addetta all’accensione della caldaia a legna…quindi se non la sprechi trovi l’acqua calda per la doccia della sera!

Quella di lavapiatti è stata la mia prima mansione…c’è una tecnica precisa per svolgerla al meglio 😉 …il riordino, le pulizie ordinarie e straordinarie, la lista della spesa…
Che emozione improvvisarsi cameriera…non vi dico i primi viaggi rocamboleschi con il vassoio! 😀
Le ordinazioni, l’impiattamento, i taglieri di formaggi e “falsomieli” prodotti da Serena. La lista delle birre, il menù sempre diverso da proporre in maniera accattivante…
Quella meravigliosa sensazione di andare in scena quando arrivavano i clienti e di lavorare nel backstage per non farsi trovare impreparati!

Arrivavano poi, momenti molteplici e variegati di riflessione…
Ad esempio quando, con Serena a turno o in gruppo si partiva in “spedizione” per la raccolta di piante o frutti da utilizzare in cucina, dai mirtilli agli spinaci selvatici, alle ortiche, al timo selvatico, al genepy…questi momenti per me erano magici…

Serena li sfruttava per discutere aspetti del nostro carattere che osservava durante la quotidianità.
Le domande, la condivisione di emozioni, l’analisi, la presa di coscienza, quelle scoperte…sembrava di assistere ad un gioco di prestigio…come se tirasse fuori un coniglio dal cilindro, INCREDIBILE!
Più di una volta la Coach ha scoperto aspetti del mio carattere, comportamenti che io sottovalutavo o addirittura ignoravo e che provocavano in me incertezze ostacoli timori…ponendo quesiti, esigendo risposte sempre più precise mi faceva “sbattere” nella soluzione…

Non dimenticherò mai le profonde emozioni di quei giorni, l’affiatamento che si è creato fra di noi, io Francesca e Matteo…così diversi e così uniti da quella esperienza e da Serena…

Quando, terminato questo periodo percorrevo a piedi la strada che mi riportava alla vita di tutti i giorni…pensavo a ciò che mi avrebbe aspettato e non a quel che lasciavo dietro di me…
È stato un periodo di addestramento…ora ero pronta a mettere in pratica quel che avevo imparato.

Ero più forte!!!

 

Francesca Terenzoni

Francesca TerenzoniHo desiderato fortemente riuscire ad andare al Rifugio quest’estate, forse anche la particolare situazione di “confinamento” che ha preceduto il mese di luglio, ha contribuito ad alimentare il desiderio.

Dalla pianura dove risiedo, il tragitto per arrivarci, è stato bello lungo.

Una volta arrivata a Pagnona e lasciata la macchina al parcheggio ho impiegato 3 lunghissime ore prima di scorgere la bandiera italiana che sventola sopra al Griera…insomma mi sono conquistata tutto il percorso, ma è stata una bella soddisfazione arrivarci con le mie sole forze.

E’ stata un’esperienza molto bella, ricca di situazioni e di relazioni che mi hanno consentito di approfondire il percorso di consapevolezza che sto facendo. Serena è stata capace di cogliere alcune cose durante il soggiorno che ammetto, mi erano sfuggite nei mesi precedenti e che probabilmente non avrei attenzionato se non avessimo visto assieme la situazione e non avessi avuto nell’immediato, il modo di pensarci su. 

Per quanto mi riguarda, passare del tempo al Rifugio, ha fatto la differenza

 

Giovanna Roli

Giovanna RoliLa sensazione che si prova al rifugio è piuttosto indescrivibile: io mi sono sentita libera, serena, in pace, distante dalla quotidianità e quindi con tutta l’energia e la disponibilità di lavorare su me stessa.

Non posso dire che sia stata una passeggiata 🙂 né in senso letterale, perché io non sono abituata a camminare in montagna, né in senso figurato, perché la vita del rifugio unita alla crescita personale diventa qualcosa sicuramente di impegnativo.

Però, così come tutte le cose impegnative, anche questa per me ha condotto ad importanti risultati.

Ho messo in discussione diversi argomenti a me cari, ho potuto conoscere punti di vista diversi dai miei e aprire ancor di più la mente.

Ci vuole impegno anche nel portare nella vita di tutti i giorni quanto raccolto durante questa esperienza, senza la quale sarei molto più indietro rispetto a quello che mi preme, cioè raggiungere un certo grado di consapevolezza.

Il cammino è ancora lungo e chissà che non decida di ripetere anche l’anno prossimo..

Intanto sono molto felice di aver avuto questa opportunità per la quale ringrazio Serena, una persona davvero speciale.

Se potete, non lasciatevela sfuggire!!

Serena Sironi
Serena Sironi
Nel 2007 la mia vita difficile mi ha avvicinata alla crescita personale. Ho capito che era lì la soluzione alla mia infelicità! Solo 10 anni dopo però, con la Scuola di Indipendenza Emotiva su diventarefelici.it, è iniziato il mio percorso verso una vera rinascita. Ho scoperto chi sono davvero, ritrovato il senso della vita e la voglia di vivere ogni cosa con gioia ed entusiasmo. Da allora, come Mental Coach, collaboro attivamente con la Scuola. Desidero profondamente aiutare tutti a percorrere la strada che ho percorso per prima. Perché tutti possono arrivare dove sono arrivata io!
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